Feeds:
Articoli
Commenti

GRAFITE


Ti incunei, comunque.

Mentre Morfeo, si volta a cercare la luna, tu arrivi a cercare me.
Nera Grafite, mi hai tatuato il cuore.
nera-grafite

DA GRANDE


Quando eri piccolo e ti domandavano “Tu da grande cosa vuoi fare?”, cosa rispondevi?

A dieci anni, quando mi ponevano questa domanda, tutta seria e convinta io rispondevo con “un mestiere” che lasciava perplessi gli adulti di fronte a me.

Io volevo far la suora.
suora

Mi vedevo così bene con quel vestito lungo, quel velo, l’esser assorta, il camminare piano nel chiostro, presa dal silenzio e dai miei pensieri. L’essere su un gradino che mi permetteva di esser più vicina a un mistero.

Oh, non ho mai detto di esser normale, né di esserla stata a dieci anni.

Oggi non ho 10 anni e la suora non la farei, perché è un abiurare la propria libertà, il proprio essere, mantenendo uno stato di sudditanza non verso “dio” (*) ma verso gli uomini che comandano la chiesa.
Però mantengo quelle caratteristiche interiori che a dieci anni mi facevano dire convinta “Io da grande faccio la suora”.

Non sono casta, non prego, spesso fanculizzo e la pazienza la riservo a pochi, ho una morale mia personalissima, ma mi rimane questa aspirazione interiore che non si sazia mai. Salire quel gradino che mi permette di esser un pò più vicina alla conoscenza.

PS: dopo suora, crescendo verso i 13 scelsi l’hostess perché viaggiava gratis e vedeva il mondo, non potendo verso i 14 dissi a mia madre che volevo far Perito Agrario, cosa che non mi permise e a quel punto smisi di scegliere. Non sapevo più cosa fare da grande.

(*) non sono religiosa, non ho una religione, non credo nelle religioni, ma ho un mio sentire e percepire.

LA DIFFERENZIATA


Abito in un piccolo palazzo a tre piani
In ogni piano ci sono tre appartamenti.
Ci vivono mediamente sei persone a piano.

Tre per tre uguale nove.
Se la matematica non è un’opinione, il giorno del ritiro dell’umido, fuori il palazzo ci dovrebbero essere 9 piccoli contenitori, contenenti la raccolta differenziata umida (detta volgarmente “l’umido“) di una media di 18 persone. Invece no.

Invece il giorno di raccolta, fuori, ci sono sempre e solo tre piccoli contenitori, uno è il mio.

Quindi vuol dire che 15 persone non fanno la raccolta differenziata dell’umido.

Quindi vuol dire che la responsabilità civica ed ecologica rasenta i tombini.

Ci lamentiamo di quelli “sopra noi”, quando nel nostro piccolo siamo i primi.
Fraccomodi, menefreghisti, egoisti, indifferenti, “cipenseràqualcunaltro”.

E niente, questo è solo un post, per visualizzare che tanti parlano e si lamentano, ma ovunque (anche nel piccolo) quelli che fanno sono pochi.

No eh? Non è possibile far la differenziata delle persone?

trash

LE VERITA’ OMESSE


Spesso le subodoro.
Contratte e piccole.
Si librano nei sospiri.

Non capisco, non comprendo, il perché del loro nascere.
Sto silente, aspetto, la pazienza mi ha educato.
Far fare loro il lavoro più pesante.

Rimarranno sommersi dai loro stessi non dire.

Le verità omesse sono madri delle piccole bugie quotidiane, piccoli inganni che partoriranno a loro volta grandi menzogne.

Distinguere la verità e la bugia sarà difficile anche per chi il vero lo omise.
organic-creatures-crafted-from-plastic-cable-ties-by-sui-park

L’AMORE CONSAPEVOLE


Dobbiamo abituarci a questo nuovo corpo.
Alle rughe. Al grasso che si affeziona alle nostre cellule.
Ai colori che cambiano. Alla pelle che si rilassa.
Al tempo che ci scartavetra.

Se la sera inneggiamo al dio Bacco, il giorno dopo abbiamo bisogno di maggior tempo di recupero, ci diciamo “Basta”. Almeno fino alla prossima volta.

I nostri neuroni cercano nuovi sentieri, molti di quelli vecchi sono stati bruciati e sono ormai impraticabili. Ricerchiamo il nuovo perchè indietro non possiamo tornare.

Ma dentro… dentro siamo andati oltre.
Noi crediamo ancora fortemente. Non come a sedici anni, quando credevano al gatto e alla volpe. Noi crediamo inconsciamente con l’ingenuità del vecchio. L’ingenuità consapevole.

A sedici ti lanci come Icaro nel vuoto, non sai che puoi cadere. Sei convinto che volerai per sempre e conquisterai il cielo.

Noi, invece, lo sappiamo. Possiamo cadere. Per questo ti sembra di vederci esitanti e distanti, ma stiamo solo inspirando profondamente.

Un respiro, un respiro ancora, respiriamo forte fino alla pancia, poi ci lanciamo per provare a volare. Ancora.

L’amore è consapevole.

fly

ABBRACCIO


Ho dovuto fidarmi delle persone errate per fidarmi di quelle giuste.
Ho dovuto capire il silenzio per apprendere a parlare.
Ho dovuto perdermi per ritrovarmi.
Ho dovuto amare la persona sbagliata per cercare quella giusta.
Ho dovuto dovere per comprendere che non devo niente.

Ho avuto una mente in lotta con il cuore per così tanto tempo.
Quando, si sono abbracciate in un atto d’amore e fusione definitivo, illuminate dal chiarore di una luna che sbirciava da un’alta finestra, io mi son sciolta in mezzo a loro felice.

Quella notte ho compreso la dualità che combacia e unisce.
La mente è fredda, e tale deve esser a equilibrare un cuore che brucia ogni cosa al suo passaggio. In quell’equilibrio viviamo noi umani, in quell’abbraccio impariamo ad amarci, e nel farlo apprendiamo anche l’amore per chi “noi” non è.

fire

Avvolta da quel tepore, ho scoperto che se non ci amiamo noi, neppure gli altri lo faranno.

SEGURA


Leggo una frase sulla felicità e mi viene in mente lei.
Lei che in questo momento della sua vita felice non è.
Lei guarda la foto e mi domanda “Segura?”
seguro

Lei vive questa vita strappandosi sorrisi, un po’ rassegnata, un po’ stanca.

Io e Lei, ci conosciamo da anni. Le parole ci hanno attratto una verso l’altra, le mie lunghe e le sue corte. Certo “conosco” riferita a noi due parrebbe una parola difficile, non ci siamo mai viste, eppure “conosco” è il verbo giusto.

Ah Amica mia, noi cerchiamo sempre fuori questa benedetta felicità, ma è insita in noi. Solo che abbiamo perso il sentiero da piccole.

Quando eravamo cuccioli, lo percorrevamo da soli, senza problemi, bastava un niente, ed eravamo già là saltellanti a camminarci sopra.
Poi, non so di preciso come e perché, ad un certo punto smettiamo di andarci, forse attirati da pifferai magici su altre strade.

A quel punto, il nostro sentiero della felicità viene invaso dai ragionamenti e dalle parole che ci dicono: “Non sognare, è impossibile, dai non si può, dai non devi, sii brava, sii giudiziosa, sii responsabile, sii logica, noi sei all’altezza, insomma, che credi”. E noi lo perdiamo quel sentiero, noi ci perdiamo e perdendo noi perdiamo la nostra felicità.

Passiamo la maggior parte della nostra vita da adulti a cercarlo per ritrovarci e ritrovare la felicità. Ma sbagliamo, cerchiamo fuori. Possiamo ritrovarlo quel sentiero, vive in noi e ci attende.

Facci caso, quando siamo felici a prescindere dagli altri, accade che attiriamo le persone come calamite. Ci fanno gesti gentili, ci sorridono per strada, cercano un contatto con noi, vogliono comunicar con noi.  La felicità è un’energia potente.

Quando siamo tristi e infelici, le persone non ci vedono, diventiamo dei fantasmi, invisibili agli occhi dei più, l’infelicità è un buco nero.

Costruisci la tua vita senza rimaner in balia di vite altrui, esiste una sola felicità è vive dentro te. Felicità e viver amando intensamente, ma senza esser schiavo di niente e nessuno. Si forse non hai tutto quello che speravi a vent’anni, ma hai molto di più di quello che pensavi.

Oh non ho detto che è facilissimo, ho detto che è possibile.

Amica mia, la felicità è una decisione di cammino, quindi: Sì, segura, segurissima.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: