DIAMANTI CELATI

Con certe persone tiri fuori sempre il meglio di  te e con altre sempre il peggio di te.

A me accade, raramente ma capita. In genere i miei rapporti con le persone sono equilibrati, a volte dò la parte positiva a volte quella negativa. Ma con alcune persone non mi è fattibile, spontaneamente da subito, al primo sguardo, al primo contatto elettrico, dal primo tocco epidermico viene fuori o meglio o il peggio. Senza scampo.

Sono legami karmici antichi. Orbene fintanto che da me fuoriesce il meglio, non sussiste problema, anzi, ma quando viene fuori il peggio per quanto io cerchi di controllarmi, questo peggio tracima. Con il tempo ho appreso che questi legami karmici antichi sono percepiti da entrambe le persone con una sensazione di “sottopelle” indefinita, che non sono tramutabili se non con una forte volontà di entrambi nello stesso momento. Cosa che raramente accade.

Con alcune di queste persone (quelle che tirano fuori il meglio di me) nella memoria dei ricordi di questa vita, perdurano solo gli avvenimenti “belli”.  Come se con loro non ci fossero cose brutte da ricordare, ci sono ma non ne ho memoria nelle emozioni.  Questo a prescindere da quanto siano state effettivamente in percentuale gli avvenimenti positivi e negativi, alla fine la differenza è la percezione che io ho di loro.

Penso alle “mie” persone, quelle che trovano i diamanti celati in me e li portano alla luce. Socchiudo gli occhi, mi gusto la sensazione e la percezione che mi danno; “Vi amo“. Le altre al momento le accantono, arriverà il tempo della risoluzione, ma non oggi.

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12 pensieri riguardo “DIAMANTI CELATI

    1. No 🙂 Noi scegliamo chi tenerci al fianco. Noi scegliamo se portare fuori di noi il meglio o il peggio che abbiamo dentro. E lo facciamo scegliendo una vita e un percorso e le persone da tenerci al fianco. E’ sempre una nostra scelta, e in base alla scelta che facciamo ci teniamo al fianco le persone che tirano fuori il meglio di noi o il peggio….

      1. Io l’ho fatto, o meglio ho fatto anche quello, ho scelto persone che tiravano fuori il peggio di me.
        Forse si, forse cè una dose di masochismo, ma io son convinta che più che altro sia una dosa massiccia di paura e di insicurezza di noi stessi, ci teniamo il peggio perchè crediamo che di meglio non meritiamo e quello è il massimo a cui possiamo aspirare. Abbiamo paura ad abbandonare quella situazione (o persona) perchè dopo per noi (crediamo stupidamente) non ci potra essere altro.
        Non so se riesco ad esprimere in poche parole il concetto…. come dire ci teniamo stretto il nostro inferno perchè lo conosciamo bene e lo sappiamo getsire e abbiamo paura ad andare a cercare il paradiso perchè non conosciamo bene la strada e dobbiamo man mano affrontarla

      2. Già…in poche parole possiamo ridurre il tutto al fatto che la paura del cambiamento è quello che ci limita.
        Sai che è una santa verità questa? Se avessimo più coraggio di cambiare, e mi ci metto in prima linea, forse vivremmo molto meglio…in un post di qualche tempo fa l’avevo definita la paura di saltare nel vuoto…pur sapendo che vuoto non è e che da qualche parte prima o poi si atterra.

      3. Condensando ancora di più il concetto quello che ci limita siamo noi stessi (lo so la scoperta dell’acqua calda 🙂 ).
        Ho letto il post che hai citato (ho come dire leggiucchiato qua e la da te) e in fondo alla fine la voglia di saltare cè…… Tra quelli che ho letto da te, un’altro mi ha colpito, quello che hai scritto ieri, perchè seppur diverso mi ha ricordato un post che ho scritto qualche anno fa. Perchè la rabbia e il dolore sembran “fratelli”:
        https://diversamenteintelligente.wordpress.com/2007/05/23/cin-cin/

      4. Sono andato a leggere ed effettivamente ci sono delle somiglianze. LA differenza che vedo però è nel ruolo recitato. Tu brindi alla vita che è causa di quel calice rotto, io maledico le mie mani stupide per averlo frantumato

  1. Ah quante similitudini! La paura dell’ignoto ci rende cari i nostri mostri ai quali ci abbarbichiamo incartapecorendoci nel tempo. È ora di dire basta. Con il rischio di farcela nelle mutande. Ma tant’è.

    1. E diciamolo questo basta, tanto al limite le mutande sporche si puliscono. 🙂

      Bisogna viaggiare con un coltellino svizzero (o un machete, ma occupa più spazio) in tasca e recidere quei legami, quelle corde, che ci tengono imprigionati.

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