LETTERA AD UN AMICO

Amico mio,

Non è che io devo o voglio mutare pelle…. ACCADE…

Nel nostro corpo, ogni giorno migliaia di cellule muoiono e al loro posto ne nascono delle altre simili. Simili non uguali.
E così nasciamo rosei e paffuti bimbi e moriamo da vecchi con le rughe, eppure siamo la stessa persona.

Giorno dopo giorno, nascono sempre nuove cellule simili a quelle precedenti, ma sempre più diverse da ciò che erano le cellule originali.

Ciò accade al nostro corpo.

A me accade anche “dentro”.

Purtroppo la maggior parte delle persone non riesce a vedere i mutamenti interiori come quelli esteriori, ti cristallizza in un’immagine, ti impacchetta in un contenitore e non ti guarda più, non ti ascolta più, non ti presta più quel minimo di attenzione, quel minino di interesse che per me è vitale se riferito alle persone che “decido” di tenermi accanto e a cui mi lego emotivamente.

Una volta che ti hanno cristallizzato non si preoccupano di osservare se sei cambiata, se il “taglio dei capelli” è diverso, se la tua “chioma” era nera ed ora è rossa.

Ti danno per scontata e per me è l’inizio della “morte”.

Tu parli, ma loro non ti ascoltano, pensano già a cosa risponderti ancora prima che tu finisca di parlare, perché dentro loro pensano di conoscerti e di sapere chi sei, come pensi, come vivi, come ami, solo perché è passato del tempo da quando ci si è incrociati la prima volta.

Eppure tu non sei più la stessa, ma loro ti vedono come lo fossi, e questo a volte ti fa male, a volte ti annoia e a volte ti insegna a rassegnarti all’umana stupidità.

Ecco la mutazione, il cambio della pelle, il cambio di vita, il cambio di persone accanto.
La mutazione non è altro che un grido di vita, come il primo vagito di un bimbo quando esce dall’utero di sua madre, contro la mummificazione della vita stessa.

In questa mia mutazione ho voluto portare anche te, non solo te, amico mio.
Non chiedermi perché, non saprei darti una spiegazione logica, solo una sensazione, un leggero friccicore interno, che mi ha fatto pensare “Si, forse sarà capace di vedermi per quello che sono ora, senza lasciarmi incatenata a ciò che pensava di me”. O forse è solo perché, a dispetto di tutto, accade che mi leghi emotivamente a delle persone in maniera particolare (No… non saprei neppure spiegarti perché mi sono legata in maniera particolare a te) e faccio fatica a non portarle con me.

Amico mio, credimi molti sono convinti che io sia legata a loro, ma io mi lego molto difficilmente, è ciò accade solo per la paura di soffrire.

Con alcune persone rischio, con te ho rischiato, con te rischio.

Ammetto, per un pò ho anche giocato, solo un pò però, quel tanto che serve alla mia parte bambina di ridere e di vivere con il sorriso, non certo per ingannarti.

Chiudo questa lettera con la speranza che tu riuscirai a vedermi per quello che sono ora e per quello che diverrò domani.

(scritto molto tempo fa ma sempre un evergreen)

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20 pensieri riguardo “LETTERA AD UN AMICO

  1. E’ quello che spero da una vita, che mi si veda per quello che sono. Ho anche pensato di essere io a sbagliare e magari di non “mostrarmi” a sufficienza ma poi ho capito che le persone davvero ti impacchettano in una descrizione di comodo. Quella è così quindi io interagisco così. Quella è cosà e interagisco cosà. E mano a mano che cresci e magari passi da così a cosà per gli altri hai sempre la stessa confezione :-(. Spacchettatemi, vi prego!!! 😛

  2. Torniamo ad incrociarci su strade note. Quante persone ho perso o ho letteralmente abbandonato per questo motivo. Immobili nel loro mondo e io a guardare, come dal finestrino del treno … un panorama che non mi bastava più. Ma si va avanti. 🙂

  3. Bisogna comunque lasciare un po’ di tempo alle persone per accorgersi del nostro cambiamento, che per noi è logico ed immediato solo perché lo stiamo vivendo internamente. D’altronde capita anche a noi di dare giudizi affrettati, senza rendercene conto. Avremmo bisogno tutti un corso accelerato di empatia.

    1. Le persone che si accorgono del nostro cambiamento son quelle che ci osservano (non tipo grande fratello 😛 ), ma che comunque “sprecano” del tempo per noi e con noi.

      Ma non lo dico con acrimonia, a volte con delle persone dobbiamo solo far un pezzo di strada della nostra vita. Non cè una ragione specifica ma è così.

  4. non è una critica la mia ma mi è venuta spontanea una risata! non so di te diamanta ma di agane…..mancare di visibilità? si dovrebbe essere sordi e ciecati! io…beh mi guardo allo specchio e mi trovo sempre sedicenne! buon proseguimento cgdg

    1. In che senso si dovrebbe essere ciecati? 🙂

      Non la prendo come critica, ma non ho parlato di “visibilità” ma di vedere i cambiamenti di una persona che muta e cresce nel tempo (accade a tutti).

      La visibilità e apparire, il vedere è osservare

      ps: sei più grande di me io ho tre anni

      1. ih..ih..ih..non era riferito a te il visibile, visto che non maschero mai ciò che è visibile anche quello che appare non fa differenza, almeno per me, poi sai, io sono un gran confusionario, insomma casinista e con tanta polvere sulla vetta! 🙂

    1. Le persone sono come i libri sai, alcuni ci piacciono e li capiamo e divoriamo, altri son come testi scolastici per noi, incompresibili a meno di non avere una grande applicazione.

      L’importante è capire le persone che contano per noi 🙂

      Grazie delle tue parole

  5. una bella analisi sull’ineluttabile (?) divisione tra quello che siamo e pensiamo di essere e come ci vedono gli altri.
    Ma è proprio vero che gli altri ci vedono diversi da quello che siamo?
    magari siamo proprio quello che dimostriamo di essere e noi pensiamo di essere altro.
    Bel dubbio… in vicinanza del natale…
    ciao da giulia

    P.S. bellissimo post

    1. Gli altri vedono solo quello che hanno anche loro dentro, non puoi riconoscere quello che non hai o non hai conosciuto. Nel bene e nel male. Un bel guaio questo.

      Ma natale ci rende più portati a capire, seppur per poco 😉

      Ps: grazie del bellissimo 🙂

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