LA PERCEZIONE SOTTILE

Avrei potuto prevedere anche il mio futuro, ma è stato un bene non averlo fatto, non lo avrei mai affrontato.

Lo son sempre stata fin da piccola, attenta agli altri, ai loro bisogni e alle loro esigenze. Era il mio modo di dire “ti voglio bene”. Mi riusciva bene perché ero una bambina che il mondo lo osserva e lo ascoltava. E’ stato così che ho iniziato a sviluppare “l’empatia”, anche se a onor del vero, ad un certo punto sviluppare i sensi della percezione sottile è stata più una questione di sopravvivenza. Ma questo è un altro discorso. Stavo dicendo che il mio dimostrare amore erano la mia attenzione e il mio tempo su te, e mi aspettavo qualcosa di simile. Errato. Avrei dovuto capirlo da subito. E invece cominciai a pensare di non meritare di essere amata.

Il problema e che cominciai a pensarlo in maniera inconscia, mentre in maniera conscia cercavo di sopperire. Dovevo essere più brava, dovevo essere più obbediente, dovevo dare di più, dovevo amare di più, dovevo guadagnarmi l’amore. Ma l’amore non si guadagna e non si vende. L’amore è un regalo che accetti o doni.

Più crescevo più il problema affondava dentro di me, meno era visibile, più dovevo meritare di essere amata. Più cadevo in questa dinamica più le persone di guano mi cercavano. Come un predatore annusa il sangue nell’aria della sua preda, ci son merde che sentono questa vibrazione. Io li chiamo i vampiri energetici. Più hai energia e più sei disposta a condividerla più si attaccano come sanguisughe, ma anche questo è un altro discorso.

Il discorso di oggi è un non discorso. E un post non post e non è “tristo”. Mi son solo scoperta ad osservarmi nella foto qui sopra. Vedermi e ricordare perfettamente i pensieri di allora e scrivere a getto. Otto anni e quello sguardo, otto anni e già seria, otto anni e gli altri bambini giocavano ed io affrontavo cose più grandi di me. Lì ho sviluppato la percezione sottile del futuro. Avrei potuto prevedere anche il mio futuro, ma è stato un bene non averlo fatto, non lo avrei mai affrontato.

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30 pensieri riguardo “LA PERCEZIONE SOTTILE

  1. “….Io li chiamo i vampiri energetici. Più hai energia e più sei disposta a condividerla più si attaccano come sanguisughe, ma anche questo è un altro discorso….” io li chiamo semplicemente zecche, alla fine questo sono: parassiti emotivi che si nutrono delle emozioni altrui. La loro stessa esistenza provoca la morte dell’organismo ospite dopo una lenta agonia. Meglio scollarsele di dosso il prima possibile! E’ il primo passo per tornare a pensare positivamente 😉

    1. Ci son le zecche e i vampiri (ci ho fatto uno studio su ehheheh) le zecche son facili da individuare, abbastanza stupide e te ne liberi facilmente.
      I vampiri son un altro discorso… son intelligente, furbi e non è facile individuarli.

      Ma ora ho esperienza…. li vedo, solo a volte qualcuno riesce a avvicinarsi, ma una parte di te anche se non li “vede” con la mente e gli occhi, li percepisce a livello di vibrazione 😉

  2. guarda, oggi ho una giornataccia di caccaccia e quando parli di gente di guano riesci comunque a farmi sorridere e questo mi piace. Quel bisogno di essere amata ce l’ho da quando ho scoperto di essere stata la “causa” del matrimonio dei miei, da quando ho capito cosa voleva dire la storiella che mi raccontavano, di me nascosta sotto il vestito da sposa di mia madre… è un bisogno che non si spegne mai, è un fuoco che cova sempre anche sotto la cenere, anch’io a 8 anni ero sicuramente già troppo avanti ma non divaghiamo. Leggerti è un po’ come guardami allo specchio solo che tu hai il coraggio di scrivere e io molto meno. Oggi ce l’ho con il mondo intero e magari ne viene fuori un post, chissà, vediamo se ho tempo.

    1. Liberati di quel bisogno, non è un bisogno è una schiavitù, una catena con cui i “vampiri” ti tengono prigioniera. Il detto chi non ti ama non ti merita è vero.

      E scrivilo, dillo, urlalo, questo rende liberi. Questo mi ha liberato, consapevole che li sarò sempre fragile.

      Quando scrivi rammenta sempre le parole di Brenda Ueland:
      “Scrivi come se le persone che conosci fossero tutte morte”

  3. è pericoloso tuffarsi nei ricordi trasmessi da vecchie foto in bianco e nero. Stimolano pensieri negativi che si perdono moltiplicandosi come frattali. E alla fine non se ne esce! 🙂 Parlo per esperienza personale, ovviamente. E per questo comprendo e apprezzo. 🙂

    1. Ma non sono ricordi negativi, dico sul serio, mi osservo e mi rammento. Lo dico nel post “no tristo”.

      Grazie a queste mie osservazioni e rammenti su me stessa, che periodicamente faccio, ho superato molte cose (non tutte) e cerco di essere migliore come persona 🙂

    1. Oddio se ti dicessi che ho dato anche in questo?! Diresti ma che vita da sfigata?
      Questo lo scrivevo nel 2004:
      “Ti sei nascosto nelle mie visceree mi sei cresciuto dentro.
      Scavi gallerie nella mia anima.
      Ti nutri del mio amore.”

      Io la tenia l’ho uccisa però alla fine 😉

  4. Conservo una foto di me piccina, seduta a gambe incrociate sul portico di casa dei miei: gambocce grassocce, piedi scalzi, vestitino a fiorellini, maglietta azzurra. Il cagnolino di mia mamma che mi lecca i piedi. Io che sorrido felice.
    E come bestemmio che ho difficoltà a ricordare quei momenti felici di me piccola.
    Le persone guano… sono quelle che ti/mi cercano per un semplice motivo: le rendiamo grandi, le facciamo uscire dalla loro merda. Sono persone morte dentro. Io sono viva, a costo di ballare da sola.
    un bacio
    ps..per me, da quel posso percepire, sei occhei, così, ora 🙂

    1. Leggo il tuo commento…. “Le persone guano… sono quelle che ti/mi cercano per un semplice motivo: le rendiamo grandi, le facciamo uscire dalla loro merda. Sono persone morte dentro. Io sono viva, a costo di ballare da sola.”…

      Ho scritto e detto: “voglio che mi si ami per quella che sono, non per come faccio sentire”

      Riconosco quella parte che abbiamo in comune e sorrido stupidamente contenta, perchè e bello sapere che balliamo da sole, ma non siamo sole.

  5. Io a otto anni il mio futuro lo conoscevo perfettamente. Guardavo “Non è la Rai” consapevole di quello che sentivo, di ciò che preferivo. E sapevo che non era una cosa che dipendeva da me, ma fortissima che non riuscivo a frenare. O meglio, a quei tempo pensavo ci fosse un modo per fermare questa cosa ma non lo conoscevo. Solo dopo capisci che sono cose che non si possono controllare.
    A dirtela tutta penso di avere avuto un’infanzia difficile, ma essenzialmente solo con me stessa. Ma sono contenta, perché adesso mi rendo conto di avere fatto un lavoro su di me negli anni che non è da tutti, perlomeno non da tutti i bambini/adolescenti.
    Questo per dirti che il mio sguardo, nelle foto e non, era più o meno come il tuo, ma per tutto un altro motivo.
    Ti abbraccio.
    MyP

    1. Io so con CERTEZZA che tu hai avuto un’infanzia difficile, ma non solo con te stessa.
      Si devi essere contenta, perché non hai fatto un lavoro solo su te stessa in questi anni, ma hai modificato in parte anche quello intorno la te, il mondo.
      Sei un piccolo grande guerriero MyP

      (ho preso il tuo abbraccio e ti stringo forte)

  6. Guarda, ti leggo e tremo.
    Lo sapevo io, che al di là della terra condividevo altro, con te.
    Un passato da figlia assetata di carezze.
    Da donna innamorata affamata di sguardi.
    Un presente di chiarezza: io valgo. E tanto. Mai più svendite.

  7. Eri una bambina bellissima!!!
    Questo post lo comprendo alla perfezione. Le tue parole ce le ho scritte dentro come una storia passata, che un’altra me dentro di me, un giorno, mi ha raccontato. L’ho ascoltata attentamente, le ho chiesto se le cose stessero davvero così, come mi diceva. Le ho dato credito. Ho capito che aveva ragione.
    E mi sono incazzata.
    Da quel momento è cambiato tutto.

    1. Non tutto quello che comprendiamo lo comprendiamo per logica, però capiamo lo stesso,è il tuo: “Da quel momento è cambiato tutto” mi ha fatto intravedere energie comuni.

      PS: la bambina in me ha sorriso vergognosa al tuo bellissima

  8. Fa bene conoscere persone nuove cambiando aria e cambiando piattaforma soprattutto quando queste persone ti stimolano perchè scavando in se stesse è come se scavassero in te e ti dicessero che va bene vomitare le cose che ci devastano lo stomaco, va benissimo perchè dopo ci si ripulisce la faccia, si sciacqua la bocca e si continua a camminare a testa alta.
    Grazie, è come se tu fossi la scintilla che ha riacceso la mia voglia di scrivere e di scrivermi.

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