TENSIONE EVOLUTIVA

Venerdì, mi è stato detta una cosa che già sapevo, ma sentirla dire a voce, da quella voce, è stata come l’ultima onda di uno tzunami, quella che si porta via tutto ciò che era vivo e dietro se lascia morte e macerie.
Ho guardato quello spettacolo di vuoto da ripulire, non è cosa da poco.
Del resto funziona così, per far arrivare il nuovo bisogna spazzare il vecchio, o almeno così dicono. Saperlo, in ogni caso, non mi ha fatto sentire meno amaro in bocca, per due giorni il pensiero tornava, mi lambiva la mente, anche di notte.  L’amaro è un sapore che resiste in bocca.

Sabato pranzo fuori, vetrata vista lago. Il cielo grigio, la pioggia, le nuvole cariche e il vento che fa muovere l’acqua del lago in piccole onde rabbiose. Osservo quel mondo freddo dal caldo del locale. Guardo quel paesaggio che conosco così bene, è casa, ma sento anche quella fitta che trapassa, è il tempo veloce che passa e che non è ben speso. Quella fitta ha un nome, rimpianto. Rimpianto di un tempo senza tempo, speso in sogni e progetti.

Cresce questa necessità di cambiare. Dovremmo ogni tot anni cambiare luogo, paese, abitudini, gente, lavoro. Perchè dove viviamo conosciamo, pian piano, tutto alla fine.  Questo ci toglie il piacere della scoperta, del tempo, del viver, del posto e delle persone.
In questo pezzo di terra, ci abito da una vita, so a memoria la pianta della città, so dietro ogni via cosa si cela, non c’è più vita e vivacità nel mio girare qui, tutto visto e rivisto. Ogni luogo ha un ricordo e una sua memoria che affiora, non lascia spazio a che se ne creino di nuovi.
Dovrei, vorrei andarmene, questo posto ormai mi consuma senza darmi niente in cambio. Mi blocca la paura, come sempre. Io e il mio bisogno di certezze, pur sapendo ormai, che di certezze la vita non da.

Sospiro, il mio oroscopo dice di portare pazienza, che arriverà l’estate. Non ho pazienza, ma so che nel mio mondo non ci sono solo splendidi papaveri rossi, ma anche giornate di pioggia che accompagnano e fanno scivolare in profondità.
Devo solo ricordarmi di aprire l’ombrello, quando la pioggia è troppo forte, se poi lo trovo del colore dei papaveri, ancora meglio.

Per ascoltare “Tensione evolutiva” clicca qui

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51 pensieri riguardo “TENSIONE EVOLUTIVA

    1. Quando la pioggia è leggera, quando fuori non fa freddo, allora la pioggia ti accarezza… allora si

      Anche quando la pioggia è più forte e bagna totalmente il viso, senti il freddo che scivola sulla pelle e anche quella pioggia ha il suo perchè…

      ma alcune no, alcuni temporali distruggono, se proprio devo uscire voglio un ombrello rosso passione che mi protegga 🙂

  1. Niente è facile.
    Nemmeno le cose scontate, sono facili.
    Poi pare che più si diventa grandi e più i fattori si complicano.
    Quand’ero piccola me li mangiavo i papaveri.
    Oggi non so se sarei in grado di farlo.
    All’epoca mi pareva tutto buono.
    Tutto brulicava di novità.
    Sarà il disagio del nostro tempo, ma il mal di vivere è un manto sempre più ampio che non sta risparmiando nessuno.
    Nemmeno femmine con la F maiuscola come me e Te.
    Ti abbraccio
    S

  2. Andare. Ma non per scoprire qualcosa di nuovo.
    Andrei per chiudere con il tempo sincopato della città, per imparare a “stare”.
    Oddio, in effetti è comunque qualcosa di nuovo…
    Vieni? 🙂

    1. Ora diciamo la verita è oltre un anno, forse due, che sento l’istinto del salmone.

      Ovvero questo desiderio di tornare a visitare la terra dove sono nata, perchè me ne son andata via, quando ero alta come un soldo di cacio. Perciò si che verrei…. se non mi tenessero qui bloccata alcune “responsabilità” a cui (forse) la mia paura da mangiare e ingrassa.

      Ma chissà… non si sa nella vita…. quello a cui uno anela davveroprima o poi lo raggiunge

      1. Santo cielo, arriva l’estate. Magari solo per un fine settimana lungo, intanto. Annusi l’aria, vedi se ti piace sempre. 🙂
        Io ti ospito!

  3. La certezza è fatta di sicurezza a zero rischio. Niente felicità, solo controllo.
    Sai sempre cosa c’è dietro quell’angolo. Noioso ma pacatamente sereno.
    Svoltarne uno nuovo, di angolo, genera ansia, ma potrebbe farti trovare luce nuova. Ora sta a te.
    E considera che se lasci l’ombrello a casa, magari ti bagni, ma hai due mani libere, invece di una sola. 😉

    1. Se non lo sapessi, ma lo so 😛

      Ma spesso quello che frena, oltre alla paura, è il fatto che il peso della azioni che saremo ricadano anche sugli altri. Ho forse è quello che suggerische la paura.. 😉

  4. passi la paura (che considero l’istinto alla sopravvivenza).. ma .. le proprie azioni devono essere dettate dai nostri fini, senza più di tanto considerare gli altri.
    insomma
    se muovo un passo deve essere per me, non per gli altri
    detto ciò
    papaverina.. mi manchi ❤

    1. Si in teoria è così, in pratica ogni passo che ho fatto nella mia vita è stato fatto considerando che sarebbe successo alle persone (e animali pure 😛 ) che amavo e avevo al fianco…. con l’età son diventata più sanamente egoista, ma la base porca paletta rimane quella…

      Farfallina mia… manca poco ❤

  5. ciao cara ti mando questi versi in dialetto, mi pare facciano proprio al caso tuo

    Vorìa bagiatte el riso
    in gola, a la sorgente:
    bagnamme tuto el viso
    in quel sasso trasparente

    Come un’oliva tonda
    in fondo a ‘n rivu chiaro
    ‘nte l’acqua che m’inonda
    io perderìa l’amaro

    (Franco Scataglini)

  6. Mi permetto di citare l’apertura che ho a casa.
    “Non servono miglia e porti lontani. Gli odori forti di spezie, di vita sono qui, dietro di te. In cammino verso l’oltre, terre così vicine e inesplorate. Passo dopo passo.”
    Puoi trovare tutta la vita nuova che vuoi senza muoverti. Perché le tue radici sono qui e tu sei anche il luogo in cui hai vissuto.
    Solo che, ogni giorno, ci vogliono occhi e anima che osservino.
    Amare te stessa ed osservare.
    Scoprirai felicità e panorami nuovi, lì dove sei.
    Buone scoperte! 🙂

      1. Intendiamoci, non è che uno debba stare inchiodato in casa da mane a sera.
        I miei spostamenti sono al 98% in ambito provinciale, Diamanta e di questi il 90% sono tra il paesello e la città capoluogo.
        Senza muoverti era un’allegoria.
        Per dire “senza andare lontano”.
        Penso che l’ambito provinciale sia quello a misura d’uomo, quello che puoi vivere anche a piedi o in bici.
        C’è tutto da scoprire intorno a casa.

      2. Tu hai cambiato regione, hai vissuto in più luoghi in più paesi. Io da quando ho tre anni vivo qua… fatti un pò tu i conti 😛

        L’allegoria l’ho capita, ma in questo caso la teoria non serve, ci vorrebbe la pratica, che ahimè a lungo non metterò ancora in pratica 🙂

  7. Senti io l’ho fatto. Me ne sono andata. È proprio così come dici. Solo che inizialmente bruci. Bruci di un fuoco che pare non finire mai. Perché è vero che ci si portano le carogne appresso. Sulle spalle, dentro il collo, alla gola, sugli avambracci. Specialmente se, come ho intelligentemente fatto io, ti sposti in direzione di un’illusione. Ma dopo tutto questo pessimismo e fastidio ti dico che il mondo è grande, le memorie VERAMENTE, si fissano su basi fisiche e iniziare a cambiare fuori per poterlo fare più facilmente dentro, HA UN SENSO. Miao

      1. La vita comunque è un appuntamento al buio, tanto vale almeno decidere…
        se salti magari salti da un buio all’altro o magari ti ritrovi in una spiaggia caraibica con il mare azzurro (metaforicamente parlando, magari anche fisicamente :P), insomma una possibilità c’è l’hai, un fifty fifty
        se non salti, sicuramente stai ferma e nel buio….

        come diceva Morfeus di Matrix “Pillola Rossa o Pillola blu?”

        Sei tu che decidi dove andare 🙂

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