FORBICI

Ho avuto sempre difficoltà a dare quell’ultimo colpo di forbici, quello che recide.
Perchè so che non dimentico. Ricorderò per tutta la vita che ho reciso con te e perchè l’ho fatto. Negli anni non sentirò più l’emozione che mi ha portato a quello, ma ricorderò le cause e la forza che ho dovuto avere per farlo, recidere è un’azione con un punto di non ritorno.

Ecco come mai quando è il momento dell’ultimo taglio, il definitivo, tentenno. Rimango lì in attesa, come se quello che non è successo in anni, potesse accadere in un secondo. Ma non accade mai.
Il mio tentennare è la paura di sentire il vuoto di una presenza che in un momento lontano esisteva ed ora non più. E’ la certezza del sapere che arriverà un momento, in cui tornerà a cercarmi, ed io guarderò quel punto di non ritorno che ho oltrepassato. Quello che è stato non sarà mai più.

Ecco perchè oggi rimango qui immobile, con le forbici in mano e tentenno, il tempo fa amare anche i fantasmi.

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40 pensieri riguardo “FORBICI

  1. E’ dura tagliare.
    Molto più faticoso (credo) rincorrere i fantasmi.

    Abbraccio stra forte :*

    ps.: il fatto che sia dura tagliare, soggettivamente parlando, non è per chi perdiamo (la persona), ma cosa (il nostro tempo, la nostra esistenza, impiegati presso questa persona.

  2. Non taglio mai, in modo radicale anzi non taglio proprio.
    Posso metter la “pianta” di turno sotto una bella campana di vetro nero, dove per un po non posso guardarla, dove lei non può viver di luce riflessa…..
    Poi ogni tanto gli do una sbirciatina…. fin quando non decido di toglier nuovemente il rivenstimento che le ho dato.
    Magari è cambiata con il passar del tempo, magari io la guardo in modo diverso, magari è tutto uguale a prima…. Beh, in questo ultimo caso la copro nuovamente per un’altro tot di tempo.
    Poi certo…. ci son delle “piante” che preferiscono il “suicidio” e si auto recidono, li lacio fare :p

      1. Credono… in verità non scelgono mai, e non scegliendo mai, fanno decidere agli altri o alla vita. Peccato quasi mai queste decisioni siano poi a favore…. perciò occhio alle non scelte :*

  3. Quanto lo comprendo.
    Pare il vuoto, o la convinzione d’esso, possa fermare la scelta.
    Imbambolati ad attendere tra resa e speranza.
    Un limbo che affanna, spiazza, confonde e, pian piano, tiene per la gola. Senza regole. Senza fiato.
    Fino a che non ci si ritrova in ginocchio. Stanchi. Sudati. Piegati.
    E le forbici, in aria. Con la mano lontana, più lontana che si può, che se tagli non c’è più futuro.
    Eppure, un giorno, improvvisamente, ti ritrovi a sorridere.
    Magia della chimica.
    Vargo – the flow

  4. Ho tagliato, l’ho fatto poche volte, ma con consapevole decisione, se potessi tornare indietro taglierei di nuovo, è vero, c’è sempre quella speranza mai sopita che le cose possano prendere la piega sperata, che le persone possano cambiare, c’è la paura del distacco. Spesso però quella che sentiamo non è la manca delle persone, ma l’abitudine ad esse.

    1. Io faccio fatica a recidere, e di conseguenza, l’ho fatto anche io poche volte (e anche io se tornassi indietro taglierei di nuovo, solo prima 😛 ), nel tempo ho imparato a chiudere senza recidere.

      Sembra la stessa cosa, ma non lo è.
      Recidi qualcosa che fa parte di te.
      Chiudi qualcosa al di fuori di te.
      Questo significa che ho permesso sempre a meno persone di far parte della mia vita.

      No, non ho detto che è bello, ma solo che lo faccio. La sopravvivenza spesso ha un prezzo.

  5. m’interrogo e vedo alle spalle solo tentativi mancati di taglio. In effetti come sarta non valgo granché. uhm… e poi le forbici mi fanno venire in mente la bambola assassina 😉 Ho, purtroppo, troppi fili intrecciati… non saprei come fare…

    1. Ho alle spalle mancati tentativi, che hanno prodotto lacerazioni e dolore inutili, per questo si impara a tagliare.

      Diventa il minore dei mali, quando apprendi ciò, capisci che chiudere le forbici è un attimo. E non esistono fili intrecciaci che tengono quando tagli con convinzione.

      Certo il problema di tutti, me compresa, e quella convinzione. Perché altrimenti scriverei di tentennamenti? 🙂

  6. ma come si fa a tagliare?
    credo di non aver mai tagliato con nessuno in vita mia (magari pause, ma mai tagli netti)
    e si vede purtroppo.
    A

    1. Io non so come si insegna a tagliare, credo non si possa. Penso sia una cosa che uno deve apprendere un pò sulla sua pelle e un pò osservando il mondo,

      Io così ho imparato, vedendo l’inutilità dei certe cose, persone, dolori. Verificando che fintanto che una persona è “piena” dell’inutile, di persone o di dolore non permette al “nuovo” di entrare e infine toccando con mano che se non ti rispetti da sola, non lo farà nessuno.

  7. Io ho fatto tagli severissimi, in questi ultimi 12 mesi.
    Solo che a volte ho sforbiciato con furia cieca, e mi sono ferita.
    Ancora non so dirti, se poi cicatrizza.
    Un bacio grande grande

    1. CIcatrizza. te lo giuro. Io lo so.
      Rimarrà la cicatrice, prima rossa, poi bianca, poi manco di ricordi di averla. Solo ogni tanto la vedrai, sentirai per qualche secondo, quale rammento che mai più nella tua vita….

    1. non abbastanza, lo ha reciso solo in orizzontale, io sarei stata più brava; prima una decina di tagli in verticale e l’ultimo, solo l’ultimo in orizzontale.

      credimi così non sarebbero riusciti a riattacarglielo….

  8. Sono stata una grande sforbiciatrice, di quelle che, una volta arrivate alla decisione, chiudono senza remore. Ora mi accorgo che ci sono persone che sono state così importanti nella mia vita da tornare, in qualche modo a presentarsi ai miei occhi. Persone con cui la chiusura era stata netta, perché la frequentazione portava solo dolore. Resta una forma di affetto forte ma controllato, una comprensione affinata dalla distanza in termini di spazio e tempo, e un bisogno di sentire la voce, ogni tanto.

    1. Io ho reciso poco, perché recidere mi costa in termini di energia e fatica tantissimo, poiché io son una del “per sempre” 🙂

      Certo il tempo lenisce, l’affetto o il ricordo può rimanere, ma se ho superato il punto di non ritorno avrò memoria di te, ma non ci sarai più nella mia vita.

      E faticoso davvero tanto per me recidere. Per questo ho imparato (come scrivevo in un altro commento qua) ho imparato a chiudere senza recidere.

      Ripeto quello scritto:
      “Sembra la stessa cosa, ma non lo è.
      Recidi qualcosa che fa parte di te.
      Chiudi qualcosa al di fuori di te.”

      Questo vuol dire che se ho chiuso con te in fondo non hai mai fatto parte della mia vita, non hai mai fatto parte di me….

    1. Quando una donna taglia i capelli…. la sua vita cambierò molto 😉

      Ogni tanto ci vuole un pò di potatura dei rami secchi, così l’albero respira e nascono nuovi germogli :*

  9. Quando si comincia a pensare di tagliare, alla fine si taglia sempre. Se non si taglia subito, taglieremo poi. Ma comunque prima o poi la forbice farà zac. 🙂

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