CRONICI DISORDINI EMOSENTIMENTALI

Intorno a me un sacco di persone ne soffrono. Sia ben chiaro ne parlo con la consapevolezza che anche io ho sofferto di disordini emosentimentali, ma i miei non son cronici, io li cambio. Me li costruisco, li trascino un pò (chi di più chi meno), me li gusto, affondo i canini nei miei disordini, cambio genere, ma poi mi annoiano e per passarne a uno nuovo sono obbligata a risolverli.

Invece i portatori cronici di disordini emosentimentali si fossilizzano in uno solo, si concedono al massimo qualche leggera variazione. Non si accorgono che lentamente, come una cancrena, si fanno divorare da ciò.

Comunque questo post è solo per dire: “Miei cari cronici di D.ES. che mi gravitate intorno, mi avere rotto la guallera, è l’ottocentesina volta che mi fate lo stesso indentico discorso e mi spiegate nel più minuzioso aspetto la stessa identica dinamica. Nun ve regghe più.”

Se in mesi e mesi (in alcuni casi in anni e anni) non funziona, vuol dire che non funziona, è rotto. Punto. Non è che continuando a batter la testa su quel muro funzionarà prima o poi. Nei migliori dei casi vi spaccherete il naso e nella peggiore ipotesi la capa vi si apre in due.

Nel frattempo, per favore basta, perchè appena aprite la bocca io so già cosa mi direte, come evolverà e come si concluderà. Non farete nulla, assolutamente nulla nei fatti, anche se avrete l’occasione per farlo.

Ho la bocca arsa e le sinapsi secche a furia di dire le stesse identiche cose quando parlo con un malato cronico di disordini emoentimentali.

Non per cattiveria, ma io sentire per l’ottocentesima volta frasi del tipo “Vivo una situazione con lui frustrante, non mi ama, mi ama, non mi ama, mi ama, non mi ama” mi fa venir voglia di ricordarvi che non son una margherita da sfogliare per avere il responso.
Ascoltare per la millesima volta “Son incazzato con lei, non la reggo più, così non si può andare avanti” e me lo dici con cadenza bimestrale da anni, fanno si che le mie ovaie già in disuso, proprio si polverizzino del tutto.

Basta con milioni di parole che assemblate insieme formando una litania, lamentela continua, la colonna sonora della vostra vita, o quantomeno basta con me perchè come Pino Daniele je so pazza, un mi scassate u cazzo

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46 pensieri riguardo “CRONICI DISORDINI EMOSENTIMENTALI

  1. Una volta ho provato la tattica della completa passività, pensando che potesse dissuadere.

    “Mi fa soffrire, non ce la faccio più”
    Io: “Allora mollalo”
    “Ma lo amo!”
    Io: “Allora tienitelo”
    “Solo che poi quando fa così…mi fa una rabbia!”
    Io: “Allora mollalo”

    niente, non funzionava.

    1. no… ho provato di tutto a volte, per lungo tempo, niente… discorsi, ragionamenti, incazzature, niente… non funziona niente…. la verità e che non vogliono decidere niente, sperano in dio, dimenticando il detto:
      “Aiutati che dio ti aiuta”

      1. non preoccuparti, piccole cose… una piccola casa a montecarlo, un piccolo appartamentino lungolago, un piccolo suv e una piccola smart per la città, un piccolo bonifico mensile, insomma tutte piccole cose

  2. AAAAAHHHH! Allora non sono l’unica che si sorbisce sto tormento, sta tortura? A volte io la percepisco quasi come una violenza.
    Ormai la cucina di una mia amica la chiamo “la cucina del dolore” e ogni volta che mi invita a cena ho il terrore che sia una di quelle serate, quelle in cui a una certa non so proprio più che dire e le uniche parole che mi verrebbero istintive sono: “M’hai proprio rotto li cojoni!”.

    1. Io ho persone che mi chiamano solo quando son in quella situazione, vedi te. Amiche non le chiamerei…

      Attenzione non sto parlando delle vere amicizie che si confidano con te, ma cercano di risolvere tra mille difficoltà, sto parlando della categoria “chronic D.ES”, quelli che ti usano come fazzoletto personale

    1. Film di serie zeta che spesso, ahimè, hanno interpreti di grande levatura, che perdono in questa interpretazione.

      E lo dico senza ironia (ieri sera ero più “smaronata” nello scrivere, mi avevamo “asciugata” tutta la giornata 😀 ), perché so che anche io (magari in fil diversi) ho avuto una recitazione da cani 😉

      1. La grande elevatura si perde nei fili dell’ossessione compulsiva e trasforma anche la miglior regia in una pessima sceneggiatura di se stessi. Purtroppo capita spesso…

  3. Ma quanti ce ne sono???? Se li becchi tutti insieme poi danno sui nervi e ti viene voglia di disintegrarli con la forza del pensiero.
    Sono noiosi tanto quanto gli ipocondriaci! 🙂

  4. adesso non posso non pensare a te, quando vedrò una margherita 🙂

    a poche persone concedo di farmi pisciare il sangue dalle orecchie, sempre meno però devo dire, che io non c’ho tempo per i cazzi e mazzi altrui.

    e poi, non sono brava consigliera, perché dopo l’ennesima volta che posso sentire stesso discorso, il mio cervello si spegne, per riaccendersi quando l’altra persona ha concluso la solita tiritera e io me ne esco con un “andiamo farci uno spriz?”.

    sempre detto che come amica faccio caccare.

  5. Ahahah mi ricorda un po’ il post che ho ribloggato ieri 😀 Io con certi tipi ho adottato la tecnica .. del silenzio. Sì, tanto anche se parlo non sentono e non ascoltano …e allora faccio viaggi mentali favolosi mugugnando un … mmm … eh … ma infatti … ogni tanto ahahahaha (solo con quelli cronici eh …)

  6. Osho diceva che l’amore è il più difficile, il più spaventoso, il più complesso e irrisolvibile koan.
    Ovviamente lo zio arriva tardi, visto che oltre 3000 anni fa i greci avevano capito che Eros era figlio di mamma Afrodite e di papà Chaos.

    Per vivere l’amore abbastanza bene è necessario viverlo sul piano paradossale.
    Ma il paradosso dell’amore è assolutamente inconciliabile con la sicurezza, con l’egoismo stupido, con l’allevamento della prole, con le credenze, con precetti e divieti religiosi, etc. .
    L’amore è complesso e andrebbe studiato, come si studia per le cose difficili come praticare la chirurgia, l’ingegneria o se devi risolvere un problema complicato.

    Insomma, abbiamo moltitudini di persone, abbiamo le genti che si lamentano della giungla cattiva brutta disumana, disordinata, disemotiva che ci entrano in infradito, pensano che ci sia l’aria condizionata, si lamentano di quegli alberi che tolgono il sole, si lamentano del caldo, del fatto che non c’è il frigo pieno di birra.
    Ovviamente non si chiedono se la giungla sia il posto giusto per ciò che credono di volere.
    Anzi, si arrabbiano se dici loro che la giungla è una giungla.
    Tu, UUiC, non hai capito. E’ assolutamente colpa della giungla. Chiaro!

      1. Con te e senza di te.
        Osho ha osservato gli aspetti paradossali dell’amore che ha trovato una locuzione paradossale come sinonimo.

        Non cambia assolutamente nulla della sua essenza solipsistica, paradossale, irrazionale, libertaria, prescinde anche dalle nostre interpretazioni del pensiero di Osho sull’amore [per se stessi!].
        L’amor frega tutti, frega anche te, anche me. 😉

      2. L’amore non frega nessuno, per questo non ci intendiamo su questo argomento.
        Son i bisogni degli uomini a fregare gli stessi uomini.

        Osho dice che l’amore fisico e cosa buona e giusta ma dice anche che è l’amore a più basso livello e dobbiamo elevarci alla COMPASSIONE.
        Non lo dice con integralismo o moralmente ma come costatazione di fatto.

      3. ps: senti leggi Osho direttamente, non i blog che parlano di lui, l’interpretazione è personale, e di conseguenza devi leggere lui non quello che unun’altra persona ha elaborato. Quello serve a lei.

    1. Oppure, diciamo che l’amore è semplice e che le persone, gli ego, sono complicati.
      Ma poiché l’amore è un ponte, un architrave tra due persone, esso è parte di una struttura molto complicata e fragile.
      Preferisci così? 🙂

      1. No 😛 preferisco quello che ho scritto io, ha un senso diverso:
        L’amore è semplicissimo, quello che complica è chele persone chiamano amore ciò che non è amore.

        L’amore non un ponte tra due persone. Quello tra due persone è solo un aspetto dell’amore (il più piccolo). Se hai letto Osho dovresti saperlo.

    1. ahaha no no, non riuscirei mai a farmi pagare, tieni tu i tuoi amici in crisi 😛

      La guallera é dialetto napoletano, uno dei modi più volgari che io conosco per indicare la sacca scrotale 😛 😉

    1. No patata 🙂 non sei una cronica D.ES 🙂

      Quella è vita, scagli la prima pietra, chi non ha tartassato gli amici pià di una volta e per un certo periodo di te,po gli amici per un “amore”.

      I cronici son diversi, li riconosci, non cambiano nulla della loro situazione, si lamentano solo, lo fanno per mesi, mesi, anni anni…. ma non si muovono

      Tu mentre parlavi con le amiche stavi iniziando un percorso…. camminavi… altro che star ferma e immobile

      1. Mi hai chiamata “patata”…oddio quanto mi piace. Quando capita la serata spleen, lavandomi i denti guardo i miei occhi tristi. E con la bocca schiumante di dentifricio mi dico “ciao patata”.
        È così carezzevole. 🙂

  7. bada bene niente consigli. Devi dire che hanno ragione, che li capisci, che sei nella loro stessa situazione e vorresti un loro consiglio. Essendo egocentrici non possono ascoltare. Vedrai che si dileguano quando vuoi un consiglio.
    A proposito, vorresti ascoltarmi????? 😉

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