LA COPERTINA

La sensazione è quella di avere una coperta larga due metri e lunga un metro, ma avere un letto tre metri per tre. Per quanto tu tiri, giri, sposti, metti in un modo o nell’altro, non riesci a coprire l’intero letto con quella coperta.

Questo ho fatto oggi con i numeri.  Li ho girati sottosopra, ho spostato, allungato, mischiato e poi ridistribuito. Ma niente. Questo letto non riesco a coprirlo interamente.

La stanchezza che sento è quella di chi da sempre combatte non per guadagnare ma per pareggiare.

Ogni spesa imprevista, anche di poco fuori dall’ordinario, è un incubo da cui partono i mea culpa per la gestione del denaro, per poi comprendermi e dirmi che poi tutta la colpa non è mia. Lo stipendio è uno, le spese di vita tante, le tasse nuove si sommano a quelle vecchie, gli aumenti sono costanti ci sono nuovi obblighi, solo lo stipendio rimane immutato. Peccato che strisciante mi rimanga sempre quel “si, ma se fossi stata più brava…”

Oggi, tutto il pomeriggio ho tirato la copertina, ma a meno che non arrivi l’eredità di uno zio d’america,  nei prossimi sei mesi qualche pezzo del letto rimarra scoperto.

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25 pensieri riguardo “LA COPERTINA

    1. Una parte di me condivi quello che dici, ma una piccola vocina mi sussurra: “si ma avrestii potuto gestirmi meglio nel tempo e nelle spese”.

      Una gran bastarda diciamolo 😉

      1. ehnno dai, potremo sempre mica fustigarci! se la coperta è corta, è corta. già ci pensa lei a buttare giù il morale… pensiamo che invece, nonostante tutto, siamo bravi a non dormire senza lenzuola, per dire.

    1. poi per darmi il colpo di grazia poi ieri sera mi son vista un pezzetto de “l’aria che tira” ho avuto una caduta di ovaie dall’utero, si è salvato solo Cacciari e la sua onesta politico intellettuale.

  1. coi se e coi ma non si bilancia, mai
    quindi avanti col futuro, giorno per giorno, arrivando fin dove si può… oltre no, è strangolarsi.
    vendi tutto e vieni stare da me :*

  2. Devo dire che anche io sto affrontando bilanci sempre più striminziti da anni.
    Devo anche dire che però ho reagito bene e anche se dal 2004 ho “perso” oltre 1/3 secco del reddito, mi sono ingegnato e sono riuscito a cavarmela abbastanza bene.
    Le ultime batoste sono state gli aumenti del costo del carburante, in pochi anni da 1.1€/l a 1.7€/l.
    Nel 2013 ero arrivato a svenarmi per i viaggi per il tango.
    Fatto due conti…
    Quest’anno sono riuscito a tagliare di un quasi 50% le percorrenze.
    Ovviamente ho dovuto organizzarmi e rinunciare ad alcune uscite per.. farne altre. Ora condividiamo l’auto, scelgo alcune milonga de “la tarde” alle quali posso andare con i mezzi pubblici (treno). Fatto fatica ma ci sono riuscito.
    Poi sono arrivato a spese odontoiatriche batosta.
    Ma anche qui… cambiato disciplina di pulizia dei denti, ora uso il filo interdentale dopo ogni pasto, calo netto dei problemi (pulizia dentali, carie ed altro). Insomma, sono riuscito a tagliare bene anche quelle spese.
    Spero che anche tu possa crearti questi margini, Diamanta.
    Certo, è faticoso e continuo.
    Vediamola come una palestra di vita.

    1. Gli unici margini che ho ormai sono l’eliminazione totale della corrente elettrica, gas, telefono, riscaldamento d’inverno e’auto (perchè solo di assicurazione e bollo va via uno stipendio), peccato che con quest’ultima ci vado a lavorare.
      Tutto il resto l’ho già limato.

      Con tutta la buona volontà, non la vedo come una palestra di vita, la vedo come altro.

      Però come dico sempre, Dio vede e provvede, qualche modo faremo 🙂

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