I PIEDI DEGLI ANGELI

Quando ero piccola io sapevo che gli angeli vivevano dentro le nuvole.

Avete presente quelle enormi dense nuvole primaverili estive? Quelle che sembrano bambagia attaccate al cielo azzurro da un filo invisibile. Ecco quelle. Io sapevo con certezza. In quelle vivevano gli angeli.

Durante i tragitti in auto con mio padre sedevo dietro, o meglio mi sdraiavo, con il naso all’insù, le osservavo senza staccare mai gli occhi. Prima o poi un angelo avrebbe fatto un passo falso, sarebbe inciampato o scivolato e un piede sarebbe sbucato fuori dalla nuvola. Quando ciò sarebbe accaduto, avrei avuto anche la prova di quello che già sapevo. Quelle erano le loro case.

Mentre osservavo distesa con gli occhi al cielo, immaginavo come potessero essere arredate con i mobili fatti di nuvola bambagiosa. Ho osservato a lungo e per anni. Chiaramente non ho mai visto il piede di un angelo.

Osservo ancora il cielo e nel farlo guardo anche le nuvole, anzi le fotografo, ma non cerco piedi d’angelo, qualcosa cerco però.
Cerco quel qualcosa che io so esiste, ma non riesco mai a vedere.

A volte temo di osservare il mondo con la stessa aspettativa di allora, e che anche qui, nonostante la mia attenzione, non vedrò nessun “piede d’angelo” sbucare da una soffice nuvola.

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23 pensieri riguardo “I PIEDI DEGLI ANGELI

  1. la capacità di avere delle aspettative, di guardare il cielo e sognare, sperare e, anche se non succede nulla, continuare a guardare il cielo è un dono prezioso
    🙂

    1. La capacità di avere aspettative (le aspettative non sono i sogni) conduce direttamente per direttissima alle delusioni. Le delusioni portano alla distruzione dei sogni.

      Io guardo ancora (le fotografo) le nuvole, ma le aspettative le eliminiamo, che dici? 🙂

      1. la capacità di avere aspettative vuol dire avere comunque il coraggio di sperare, concretamente, aspettandoselo, che dalle nuvole possano spuntare i piedi… e secondo me è bellissimo. E’ vero le aspettative possono essere deluse ma seppure distruggessero un sogno non distruggerebbero la capacità di sognare… (o almeno è auspicabile)
        …e per quel pochissimo che ho letto non credo tu abbia qualcosa che vada eliminato 🙂
        P.S. anche io fotografo le nuvole

    1. vero spesso portano dolore…
      sai negli anni ho “scoperto” che le aspettative non son altro “speranze paralizzate.
      Speriamo che quella cosa vada bene, speriamo che quella persona ci ami, speriamo che non ci feriranno, speriamo che il problema si risolva, ma nel frattempo noi ci blocchiamo in una aspettativa immobile.

      Mai più.

  2. Non so se attualmente ci sia qualcosa che mi affascina più delle nuvole… Non faccio altro che fotografarle. Qualunque sia il motivo per cui tu le guardi, verrai comunque ripagata da una bellezza che non si ripete mai e che attutisce certi spigoli della vita. Almeno per me è così…

    1. Oggi guardo le nuvole e non mi aspetto “piedi”, anzi quando le guardo non mi aspetto proprio niente, le guardo, mi piacciono me ne riempio gli occhi e alcune (quelle che mi colpiscono) cerco di fotografarle carpendo quello che ho visto io (non sempre ci riesco chiaramente?) e mi regalano emozioni per quello che sono. Niente aspettative, solo carpe diem.

      Mi sa che il trucco della vita è quello

  3. Io negli angeli non ci credo, ma ho sempre sperato che esistessero degli uccelli che mi portassero giù un po’ di quel meraviglioso zucchero filato che vedevo lassù, lontano, imprendibile… ma niente, se lo magnano tutto loro!

    1. io (come spesso succede) mi divido in due (ma anche in tre o quattro a vole.. ah le personalità multiple), una parte dice “esiste” l’altra prende il giro la parte che ci crede 😉

  4. Io dico che continuare a guardare il mondo, a tratti, con gli occhi di una bambina sia la cosa che ti ha portato fino a qui, che ti ha aiutato nei momenti di sconforto, che ti ha reso la donna che sei, la meravigliosa donna e mamma che sei. Proprio oggi dicevo a un’amica che, la delusione, fa parte del gioco, e che fa male, sì, ma che la prova solo chi vive davvero, chi mette cuore, emotività e pelle sul piatto… tutto quello che sei, nel modo in cui lo sei, ti porterà anche (e ancora) cose belle, ne sono certo, come l’abbraccio di un amico, un “dito di piede d’angelo”. Solo per iniziare. 🙂

    1. Nonostante sia la terza notte (e giorno) di seguito che il mal di testa mi accompagna come sottofondo di vita, quando ho letto quello che mi hai scritto…. ecco si.. ho sorriso… con le labbra e il cuore :*

  5. Bisogna crederci sempre, bisogna conservare lo sguardo bambino … e cmq io da sempre cerco forme 😉 quelle si trovano più facilmente di un piede! Rorschach mi fa un baffo 😀

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