1000 PEZZI 5,00 €

Dopo aver rodato e studiato la catena di montaggio a due persone (di cui al post di ieri), dopo aver ottimizzato al massimo il lavoro, l’analisi economica scaturita da tali dati è la seguente:

Lavoro a catena senza interruzioni di sorta, lavoro prodotto in un ora:
200 pezzi

Media procapite oraria persona:
100 pezzi
(nella realtà sarebbe qualcosa di meno, poiché il lavoro a catena ottimizza molto di più del lavoro singolo)

Ricavo lordo singolo pezzo:
€ 0,005

Ricavo lordo orario singola persona:
0,50 centesimi di euro

Tempo giornaliero necessario per guadagnare 5,00 €:
10 ore senza interruzioni di sorta

Guadagno lordo mensile con una media di lavoro 30 giorni su 30, 10 ore su 24:
€ 150,00
(escluse spese trasporto, tasse e assicurazione medica)

Tempo medio trattativa lavorativa con la controparte:
(detto anche tempo di fanculizzazione o sfanculamento)
1 centesimo di secondo

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20 pensieri riguardo “1000 PEZZI 5,00 €

  1. Questa è mettersi in competizione con le macchine o con il lavoro schiavile del terzo mondo.
    Sarebbe interessante, piuttosto, capire a quanto viene venduto uno di quei pezzi e… quanto viene a costare al consumatore finale. Temo che gli importi aumenterebbero di molto.

  2. posso fare i complimenti a tua figlia e alla sua amica? Perchè non si arrendono e hanno l’umiltà nonostante i titoli di fare anche un lavoro quasi per nulla remunerativo e l’intelligenza di conservare un po’ di ironia. Tanta stima!

    1. Grazie per loro 🙂 però oggi oggi portano portano indietro tutto, perché io (come madre) rifiuto che un essere umano (che sia mia figlia o no) possa essere sfruttato al tal modo…. gliela dò io la mancia a lei non loro…

      Preferisco che si tenga libera per cercare un altro lavoro e nel frattempo si legga un libro.

  3. Sacrosante parole, c’è che ha perso del proprio perchè non ci fossero più schiavi. Ora il mostro rialza la testa, stamo perdendo questa guerra dopo aver vinto battaglie importanti ma arrendersi così… proprio no.

  4. Senza parole. Se non brave loro a non arrendersi e brava tu come mamma.

    (ps: una volta avevo fatto un calcolo simile per un'”offerta di lavoro”, ricevuta: dovevo scrivere articoli da 5000 battute per 2,5 euro. Se poi questi ricevevano più di 1000 like mi davano altri 2,5 euro. Gli ho risposto che, purtroppo, ho l’umana necessità di mangiare e la civile urgenza di pagare affitto e bollette, e quindi mi era impossibile accettare la loro prestigiosa proposta.)

    1. Sai che stamattina gli han portato i 600 pezzi fatti, dovrei far un altro articolo anche su questo… meno male che entrambe ormai hanno ironia da vendere e gli hanno risposto a tema 🙂

  5. il conto non fa una grinza. mi ha fatto pensare (ma forse tu ci hai già ragionato parecchio) la questione dell’autonomia di scelta. nel senso: mi chiedo come farei io nella tua situazione. “impongo” loro di smettere per responsabilità genitoriale, perché è ovviamente sfruttamento? lascio che se ne accorgano da soli? non saprei. mi sa che un giorno o l’altro ci scriverò qualcosa.

  6. L’istruzione, la cultura, il sapere, i sacrifici fatti da noi e dai nostri genitori per essere quel che siamo non ce li toglie nessuno e sono un bagaglio importante… Ma porcapaletta, perchè per rimanere dignitosamente a galla in questa melma che è il mondo del lavoro bisogna accontentarsi e lasciarsi rodere il fegato?

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