COZZE E FARFALLE

Ci son incappata per caso. Diciamolo, nell’ultimo periodo son piena di “caso”. Quel caso che pare ci sia qualcuno davanti a spianar la strada, e tutto diventa più easy.

Di “easità” ne ho bisogno. In tutto questo ultimo abbondante anno, ho sempre sentito il peso del dovere e la necessità di un aiuto ad affrontare quello che avevo davanti.

Il peso del dovere c’è ancora, mi grava addosso, ma spesso lo fanculizzo. Per quanto concerne l’aiuto, il detto “aiutati che dio ti aiuta” è sempre vero. Questo non vuol dire che sei solo, ma significa che quando muovi energia, prima o poi gli aiuti arrivano.

I miei aiuti hanno avuto molteplici forme. La forma di amici del mio stesso segno zodiacale (cosa strana per me); hanno avuto e hanno una forma veneta e una romana; hanno avuto la forma di gesti concreti e di parole; hanno la forma di affetto e di piadine a mezzanotte; hanno anche la forma del mio nuovo capire attraverso il distacco. Ma non era di questo che volevo parlare, mi son distratta, volevo parlare di quello in cui sono incappati i miei occhi.

Sono incappata in una foto. Una foto di Oriol Jolonch. Perché son lì, mi ci vedo.
Oriol Jolonch

Per me l’idea di una cozza che si trasforma in farfalla, è geniale. Tanta della mia vita è rappresentata lì. Le mie varie mutazioni, metamorfosi di crescita, che a volte ho scelto e a volte la vita mi ha imposto.

Perché un pò cozza mi ci son sempre sentita, anche quando mutavo in farfalla, io dentro conservavo la sensazione di esserlo un pò cozza, e questo mi ha salvata.

Comunque ci siamo. Siamo un’altra volta nella fase cozza in trasformazione. Speriamo che tutto vada a buon fine e che anche questa volta, a mutazione avvenuta, la parte cozza rimanga lì a ricordare alla farfalla da che parte arriva.

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66 pensieri riguardo “COZZE E FARFALLE

  1. Tu non sai quanto apprezzi questo post e, guarda, a parole, sul serio, non riesco a dirtelo. Bellissima foto, bellissimo pensiero. Grazie, ci voleva.

  2. ho guardato la foto prima di leggere e chissà perché l’ho percepita al contrario e cioè farfalle che diventano cozze…non capisco bene se in questo momento per me è così, probabilmente si, ma non esserne del tutto consapevole lo ritengo positivo 🙂 Baci, sempre.

    1. Perchè te sei Gas ecco perchè!! Hai visto uhmm qua si magna :*

      (non so perchè lo hai fatto… ma fossi in te mi porrei delle domande del tipo che sei a dieta da troppo! 😛 )

  3. Persino…tenera e commovente, nella sua semplice perfezione.
    La consapevolezza di se stessi, quali che noi si sia, è già di per se stessa la méta più ambita. Brava!

  4. mi hai ricordato che quello che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla. ma l’evoluzione dalla cozza non è per niente male.
    (lui è bravissimo, in ogni caso. se non ricordo male l’avevo conosciuto qualche tempo fa tramite wishakamax)

  5. In effetti l’idea è geniale e come è stata rappresentata ancor di più. Giocando con le parole, a te che hai creduto di essere un cozza, direi che quelle sembrano più vongole ma, come scrivi, qualcuno ci vede farfalle: intendo dire che a volte gli altri vedono in noi un modo di essere che non ci riconosciamo. E, a volte, hanno ragione.

  6. Eh sì, credo sia proprio la “parte cozza” a donarci quel ché di “insicurezza” e “fragilità” che ci serve, anche nei momenti “farfalla”, a dubitare sempre, a chiederci perché, a ricordarci da dove veniamo e come lo facciamo, e, soprattutto, perché, lo facciamo. I motivi, le lacrime, il sudore che ci hanno spinti a essere quel prodotto di esperienza che siamo. Dobbiamo fare da soli, dobbiamo aiutarci da soli, okay, ma da soli, ripeto, non saremo mai davvero felici. Viva la farfalla. Ma anche le cozze…

    1. Vedi non voglio fal l’apologia alla solitudine, ma io dico sempre che la solitudine è uno stato mentale non di fatto.

      Avverti più la solitudine in mezzo alla gente che da solo, e te lo dice una che ama la gente, detesta la folla e spesso però ama star da sola.

      Per quanto riguarda la felicità, è un discorso lungo da fare in un commento, prima opoi ne parliamo 🙂

      e comuqnue in ogni caso viva la cozzalla 🙂

  7. Secondo me la bellezza della foto sta nel fatto che si può guardare in entrambe le direzioni:farfalle che diventano cozze e viceversa. Non c’è un verso prestabilito. E perchè? Perchè entrambe,le farfalle e le cozze,hanno sia pregi che difetti (le farfalle sono bellissime,ma hanno vita breve ad esempio). La verità,come sempre,sta nel mezzo! 😉

    1. Si è vero, puoi guardarla in entrambi i sensi, ma non so perchè io vedo solo la trasformazione verso l’alto, forse perchè anelo a quella 🙂

      Sai non son sicura che la verità stia sempre nel mezzo, secondo me quella nel mezzo è la verità addomesticata, quella che serve a far contenti tutti e contemporaneamente a scontentare tutti.
      Ma questa chiaramente è una mia idea 🙂

    1. Questo è l’effetto della realtà soggettiva 🙂

      Tu e altri due amici qua nei commenti vedete le (anche) le farfalle che diventano cozze, io ammetto una volta detto da voi lo noto, e dico vero, ma alla fine…ma io continuo a veder la metamorfosi che cambia e tende verso l’alto 🙂

      La verita è che forse vediamo solo quello che vogliamo vedere 😉

  8. i tuoi post sanno di pane appena sfornato, di prato la mattina presto, di mare quando viene la primavera… e, credimi, non lo dico per piaggeria
    il caso non esiste, le piadine a mezzanotte sì 🙂

    1. Sono vongole, si chiama licenza poetica, perchè se scrivevo:
      “Perché un pò VONGOLA mi ci son sempre sentita” non rendeva l’idea 😉 e anche perchè la foto rappresenta solo l’ispirazione (e i penseiri relativi) che mi ha fatto balenare in mente 🙂

      Ho i pavesini qua, vuoi uno?

  9. Quahdo scrivi così come hai fatto in questo post dai vita e colore ad ogni angolo dell’anima. La tua e quella di chi ti legge.
    Ed io mi alleno a guardare la vita da altre prospettive.

    1. Per dire l’ultino anno e mezzo sè stato questo da farfalla a cozza, per questo mi avvio a un altra trasformazione… da cozza a farfalla (o ci provo)

      Del resto la vita è questo una spirale infinita a volte scendi anche se tendi a salire

      (se leggi a ritroso e vai fino a un anno e mezzo fa ho scritto pure quando ero cozza al cientopeciento)

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