GRADI DI SEPARAZIONE INTERIORE

La verità e che a volte percepisco così tanto il fuori da me, da non scinderlo più da me.

Nel silenzio mi osservo a cercare la linea dove inizio io e dove inizia l’altro, ma nella vita linee nette non esistono.

Spesso ho invidiato chi attraversava la vita con piglio deciso e sicuro, incurante di ciò che accadeva negli universi accanto a lui, o di cosa abbia procurato agli altri mondi il suo muoversi.

Il mio sentir gli aliti di vento, il mio camminar tentennante, la sensazione della piuma o della lama sulla pelle, i miei dubbi, che mi hanno vestito anche quando il mio passo sembrava sicuro, me lo ha impedito.
Ho provato a sentir di meno, a cercar sollievo nell’assenza, ma se escludo gli altri, escludo anche me stessa. E diventa un viver senza sentirsi, consapevole di ciò, e per questo straziante.

Mi son addormentata zampa nella mano, al suono di campane tibetane, cerco sollievo nel sonno e nei sogni, ottengo solo di scendere più in profondità. Al mattino quando risalgo è lì.
Forse tra qualche ora sarà sciolta, come la bruma del mattino con il sole, ma al momento avvolge la mia gola come sciarpa troppo stretta. E’ il silenzio la mia arma e lo scrivere il mio rifugio.

Del resto ci è stata data la vita, ma non ci è stato detto che sarebbe stato facile.

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20 pensieri riguardo “GRADI DI SEPARAZIONE INTERIORE

    1. ..ed io più che graffiarla vorrei sfiorarla, ma so che speso capita la vita non sa dosare la forza attrverso le parole.

      Grazi Claire delle tue parole sempre presenti e sempre vere

  1. Ho avuto esperienze molto diverse dalle tue: teso verso l’esterno ma costretto consapevole al mio rifugio interiore. Dopo l’adolescenza ho compreso che l’unico vero grado di separazione interiore era quello tra me e il mondo esterno, l’impossibilità di comunicare l’essenza del mio “interno” se non a frammenti. Non si capisce quindi perchè sia qui a dare colpi di piccone a questo muro altissimo, evidentemente ho una fede dura a morire.
    Possso chiederti come vivi tu da scrittrice il percorso fuori e dopo il ritorno al tuo rifugio? Scuote il giorno la tua fede? Sei ricaricata dalla scrittura? Comunque la usi bene, molto bene. Sei affilata.

    1. Premesso che non son una scrittrice, il mio scriver un blog “intimistico” e a volte “cazzone”, non fa di me l’esserlo. Ma prendo lo stesso la cosa carina insita in questo tuo dire 🙂

      Il mio fuori e dentro è come nel post che ho scritto, difficile spiegare quando termina uno e inizia l’altro, son pochi i punti ben definiti.
      Per il resto vige la teoria del caos “Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo”, l’universo (e di conseguenza io) è tutto collegato.

      Se poi consideri che non considero la realtà una cosa oggettiva, ma soggettiva, son sempre a domandarmi quotidianamanete “ma questo è quello che vedo/sento io, quello che effettivamente fa l’altro, o solo la percezione di quello che accade? O vedo quello che è o quello che voglio vedere?”
      Si lo so… segaiola mentale 😛

      Come scuote la mai “fede”? Non so che intendi per fede, non ho credo religiosi, non ho credo certi e sicuri, a volte son convinta di farcela nella vita altre soccombo… questo è quello che mi accade.

      La scrittura non mi ricarica, ma mi permette di esternare, è il mio metodo autodiagnostico psicologico per comprendere e compredermi a volte. E questo fa bene.

      Ed infinie.. grazie della parte finale del tuo commento, non è propriamente merito mio, esterno il mio “dentro” a volte mi trovo anche ad usare termini che rileggendo penso “occavolo l’ho scritto io?”.

      Insomma non son brava a scrivere, ma sono vera, e qusto credo traspaia 🙂

      PS: mi spieghi meglio (se vuoi/puoi) “.. teso verso l’esterno ma costretto consapevole al mio rifugio interiore.”?

      1. Cerco di spiegarti: io non mi basto ma sono estremamente esigente verso l’esterno dove vorrei che i contatti fossero adeguati al momento e al sentire di quel momento. Purtroppo ho una mia idea, che finora è stata smentita, della comunicazione in generale, un’idea che prevede curiosità e sincerità e che infine sfocia in crescita umana e intellettuale. Ma è solo un’idea appunto ed io dopo ogni batosta ( qui sui blog ho una storia perfetta a tal proposito) mi rifugio nel mio intimo a leccarmi le ferite. Ne scrivo e puntualmente ci riprovo, esco dal guscio e ci riprovo: Astrazioni e distrazioni non è altro che questo e ne sto mettendo a punto un altro ma è ancora presto e devo trovare gli interlocutori giusti, quelli che reggano almeno i primi 3- 4 post. Daltronde se considero la scrittura il mio modo d’elezione nel comunicare non può essere diversamente.
        Quanto a te sei una scrittrice perchè tendi all’assoluto nello scrivere e le tue righe in genere rimangono; non è una questione di sintassi elevata o di cultura sopra le righe, è una questione d’istinto, tu ce l’hai, conservalo. Ciao

  2. Mi son addormentata zampa nella mano, al suono di campane tibetane…risvegliandomi l’indomani al suono di quelle del campanile…ogni maledetta domenica.
    (ecco…io l’avrei scritta così…)

  3. Un post meraviglioso. Io sono un grande sostenitore del fatto che non esistano linee nette, chiare, decise, ma solo sfumature. A parte quando siamo chiamati a prendere determinate decisioni, anche quando decidiamo di non prenderne.

    Nessuno aveva detto fosse facile, lo dice il testo di questo pezzo che ti lascio. Ma vale la pena tentare, perché la vita, sarà banale, ma è bella, bellissima. Ti voglio bene.

    1. …e che mai portrei rispondere a un commento così, ogni parola è superflua. avessi una matita disegnerei un paio di ali, un onda e un sole lontano a significare la libertà, il movimento della vita e il cuore che scalda

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