SILENZIO

I primi 16 anni della mia vita li ho passati in silenzio. Poca musica e molti scritti, miei e altrui. Libri, tanti libri.

Osservavo il mondo tramite loro e gli occhi.
Photo by Bastien HaJDuk

Poi la spinta della natura mi ha portato in un luogo che non mi apparteneva e lentamente ho aperto al mondo il mio mondo. Chissà forse avrei fatto meglio a far come Emily Dickinson. Ancora oggi son so, se son stata più coraggiosa di lei, o solo più incosciente.

Più crescevo più parlavo, fintanto che il suono delle mie parole ha ricoperto ogni mio incedere nelle vita e mi ha confusa.

Ho appreso nel silenzio. Credo sia per questo che ho ripreso ad usarlo.
Sono stanca di parole vuote, di persone che si (mi) assordano di se stesse, per non pensare a se stesse.

Mi manca il privilegio di osservare il mondo attraverso gli occhi, senza esser strattonato da esso.

Annunci

23 pensieri riguardo “SILENZIO

    1. Sto diventanto una personacina seria.

      PS: Le vaccate le lascio nella vita di tutti i giorni 😛
      PPS: Lo dico da una vita, nel blog do un immagine di me a volte solo seria,…. non che non lo sia, ma non sono solo quello
      PPPS: conto sulla tua capacità di vaccamento ogni volta 😉

  1. stavo riflettendo sul tuo pensiero “..poi la spinta della natura..”
    perché di fondo tu sei la tua natura, hai fatto tutto da sola, devi ringraziare solo te stessa.
    i libri sono ( e saranno) un privilegio che ci si deve concedere: fanno evadere no? (o anche ragionare/acculturare).

    ma di fondo, ogni attimo è stato tuo, prima/durante/dopo i 16 anni: credo che sia il mondo a doverti temere/amare, per quello che sei.

    ringraziando dio o chi per esso.

  2. Ho un percorso molto similare al tuo (per quanto abbia sempre cercato compagnia o una discreta presenza di persone) Esistono persone che riescono a restare da sole in mezzo alla folla (eccomi) e persone che nella loro solitudine stanno benissimo!
    Io amo il confronto e patisco la solitudine. Gli anni del silenzio li ho compensati cercando di trasmettere (anche con ilio lavoro) qualche cosa di buono alla gente. Se poi ci sia riuscito o meno non lo so, ma lo spero. Con il blog faccio uscire senza troppi filtri ciò che penso.
    Quindi parla non tenere nulla dentro!
    Un abbraccio sincero 😉

    1. Io non soffro di solitudine quando sto da sola, ma posso dirti che i momenti di assoluti di solitudine che ho sentito era quando ero in mezzo alla folla.

      Da lì il mio pensiero, il mio modo di veder e sentire che “la solitudine è uno stato mentale”.

      Qui come vedi parlo, poco ultimamente, ma forse anche perchè per dire prima biosgna aver osservato e a lungo 🙂

  3. Ho fatto la tua stessa cosa nello stesso periodo della vita ma credo che l’epoca fosse diversa, più arrogante.
    Adesso, vedi, riempio di parole- chiasso anche la blogosfera: ma non sono del tutto contento. Cosa hai imparato in quel silenzio lontano? Cosa c’era dentro mentre puntavi gli occhi sul mondo esterno? Io confrontavo, riflettevo in una condizione perfetta, quella silenziosa appunto. Non ricordo quando ho varcato il confine e sono sceso in strada ma ho fatto sfracelli e il pensiero fluiva velocissimo, inarrestabile. Quanto tempo è passato? Le stagioni cambiano Diamanta, per fortuna, niente resta uguale a se stesso tranne il silenzio: ci aspetta come una vecchia casa che abbiamo amato e abbiamo lasciato perchè era giusto correre per il mondo, è la natura dici tu. E’ la natura.
    Se puoi continua a scrivere del silenzio ma qui sui blog il contesto pubblico è fuorviante lo sappiamo tutti; ho provato a scrivere annullando i commenti. Sparisci! Ho provato a filtrarli. Non funziona! Ho pensato di aprilrli e non rispondere mai. Peggio del peggio.
    Se cerchi il silenzio e lo vuoi trasmettere in rete puoi solo nasconderti in un blog sconosciuto dove scrivere come su un diario segreto, la tua coscienza.
    Al massimo ti è concesso dare la chiave a una due persone affinchè conservino la tua essenza.
    Non mi hai spaventato affatto. Buona giornata

    1. Ho provato una volta ad avere due blog..

      Uno in cui non commentavo nessuno altro blog, dove nessuno sapeva chi ero, una specie di diario segreto buttato in viso al mondo, ma segreto proprio per questo e perchè nessuno sapeva chi ero.

      E un’altro in cui era palese chi ero, Diamanta, ed ero e mi comportavo normalmente.

      Diciamo che “normalmente” erano entrambi, solo che in un ero palese e in uno no.

      Sai che è accaduto? Io tendo all’unione anch econ me stessa, alla fusione. Non a caso le “mille me” vivono in un corpo solo e anche i miei blog tendevavo a riunirsi e abbracciarsi, lo sdoppiamento è fallito… però ogni tanto ci penso ancora, frenata solo dalla parte che dice che la verità è palese non nascosta…

      1. Riunirsi a se stessi dici tu, Due blog due facce la stessa anima, perchè tenerle separate? Già perchè…perchè qull’unità va rispettata Diamanta e non è per tutti. Perchè va letta con attenzione e protetta dai vandali del web. Perchè chi scrive del “suo” non deve essere divorato dai tutti senza che ne resti nemmeno il ricordo.
        Ci sono molti motivi per scrivere un blog chiuso, amica mia, ma non lo puoi definire blog. E’ un’altra cosa e aggiungo che chi ha anima ha voce e se la voce rimbalza solo come un’eco nella valle alla fine si spegne. Io non so come si possa uscire da questa impasse.

  4. Considerando come metti a frutto ora, arredando con le parole quel lungo silenzio – e anche parlandone di uno nuovo -; lo proporrei, propedeutico, per le generazioni a venire.. 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...