SLIDING DOORS

Ci son momenti della tua vita che ti fanno pensare a Sliding Doors.
Quelle porte che si aprono e chiudono. Quelle che non sei riuscito a prendere perché la vita ti ha distratto.

A ritroso li riconosci quei momenti temporali in cui ti sei trovato davanti a una “sliding doors”. Ti domandi “Come sarebbe stato se”. Domande che sprecano il tempo presente, di alcune non avrai mai risposta, ma sai che alcune porte ti hanno salvato.

Sospetti (ne hai la certezza) che i tuoi due angeli custodi, ti abbiano dato un paio di spinte forti (talmente forti da perdere l’equilibrio), per farti prendere dei treni e non ti si chiudessero le porte davanti al naso. E pensare che al momento ti lamentavi per lo scossone ricevuto, invece ti avevano salvato.

Sospiri. La vita è una scelta continua, un dedalo di incroci e biforcazione, ma l’ignoto non ti spaventa più.

door

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22 pensieri riguardo “SLIDING DOORS

  1. … ecco.. mi arriva la mail di un nuovo post… e ormai la curiosità arriva alle stelle…. DI NUOVO! ma come si fa??… adesso mi rialzo dalla sedia ( sì son caduta!)… questa è la prova provata che siamo fatti una sostanza strana, che fluttua e si mescola al resto del mondo… altrimenti nonloriescoaspiegare!
    .. dopo tutto ‘sto popò di stupore misto a mancanza d’aria… mi ripiglio e …
    ci sono porte chiuse improvvisamente e ringrazi che sia andata così… ma capita a volte, a distanza di un sacco di anni, che improvvisamente realizzi che la porta chiusa in realta ha la serratura rotta e non s’è mai serrata del tutto. forse perchè quella l’hai chiusa tu, non è stata una bottadiculo regalata dall’universo… e a volte… noi umani facciamo grandi cazzate!….
    …se ci penso…. vaccaboia se ci penso..!!
    un abbraccio

  2. Avrei tanto da dire ma entrerei troppo nella mia sfera personale. La sliding doors che mi si era chiusa m’ha indirizzato su quella che mi ha permesso di conoscere mia moglie. Una parolina in più e adesso la mia vita sarebbe totalmente diversa.

  3. l’eterno dilemma del “e se facessi così anzichè cosà?” chissà come sarebbe andato se…
    Spesso di attitudine preferisco non pensarci per non recriminare!

      1. Io trovo invece molto bello questo guardarsi dietro e tracciare il percorso: di qui invece che di lì, a destra invece che a sinistra… E’ il disegno del nostro misterioso (o no?) andare.
        Baci 😉

      2. si lo faccio anche io, ma biosgna farlo davvero poco, quando tiri le somme in “aria di bilanci”. Altrimenti corri il rischio che per guardare “ieri” non vedi “oggi” 😉

        Bacio anima

  4. leggendoti ho preso in mano il De Brevitate Vitae del buon Seneca, penso che le sue parole rafforzino quello che qui hai lasciato scritto:
    -” Illorum brevissima ac sollicitissima aetas est, qui praeteritorum obliviscuntur, praesentia neclegunt, de futuro timent: cum ad extrema venerunt, sero intellegunt miseri, tam diu se, dum nihil agunt, occupatos fuisse”.

    Complimenti Diamanta per questo post.
    haffner

    1. Il mio latino è quello di eoni fa, quando alle medie era ancora facoltativo (in pratica obbligatorio…. i genitori non ti facevano uscire da scuola 😛 ). Spero di aver compreso, ma un termine proprio non lo so “neclegunt”

      In ogni caso i tuoi commenti son sempre un dono, mi sorprendi sempre 🙂

  5. Il tuo blog è stato nominato vìhttp://www.fmtech.it/diario/premio-liebster-award-4-0-fmtech-nominato/ per partecipare a questa interessante iniziativa a cui ti invito a partecipare 🙂 Ciao!

  6. Molto breve e travagliata è la vita di coloro che sono dimentichi del passato, trascurano il presente, hanno timori sul futuro: quando saranno giunti all’ultima ora, tardi comprendono, infelici, di essere stati a lungo affaccendati, pur non avendo combinato nulla.
    Ciao Diamanta, buon inizio settimana.
    haffner

  7. Da oggi in poi niente latino, solo italiano e un po’ di friulano se lo permetti.
    Ma tu, capisci un po’ il friulano vero?
    Buon sangue non mente.
    Ciao, buona giornata.
    haffner

    1. praticamente è come il latino , è proprio un’altra lingua 🙂

      Conosco niente, mi hanno portato via da quella terra che avevo tre anni.
      Ho il dna impregnato di quella terra, ma le orecchie hanno ascoltato altri fiumi scorrere, non hanno appreso quella lingua.

    1. le porte che ho chiuso, o le fermate che non ho preso volutamente… e perchè avevo scelto di non farlo, e sai ancora oggi non son pentita di non esserci salita e di aver chiuso dietro me.

      Ma lì c’è la scelta consapevole.

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