VETRO

E lì, embrione, ho già il titolo, le parole, alcune immagini attraversano come trailer di film. Scorrono i pensieri e le emozioni lambiscono, ma mi manca la percezione degli odori.

No, non sto impazzendo (non più del solito), io quando scribacchio e come quando leggo, sono nella storia. Se il libro non si fa “sentire”, il libro non mi avrà. Se scribacchio e mi manca la percezione di un senso, giro e rigiro inconcludente, alla sua ricerca.

Nel mio scrivere percepisco il movimento dell’aria, se è fredda o calda, la stoffa, il calore di una pelle, la luminosità della luce, il tepore di un sole autunnale, il freddo di una goccia d’acqua. Percepisco il respiro, l’ansimare, il desiderio trattenuto, le sensazioni, gli odori, la rabbia, la gioia e quella malinconia di sottofondo.

Di quel post ancora gli odori non arrivano.
Ci sono.
Li vedo dietro a un vetro.
E il vetro non l’ho messo io.
Glass

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43 pensieri riguardo “VETRO

  1. I miei racconti migliori sono nati da un’immagine, un suono, un odore. Perché non provi a dare più “spago” a questi tuoi flash psicoemotivi? Rimarresti sorpresa dal risultato. Ma forse lo sai già.

    1. Io interagisco con me, con il mondo, con una gruppo, con una singola persona, con le cose, con i suoni, gli odori, la musica e i ricordi. Tutto è energia per me che si tramuta.

      A volte questa energia non è solo la mia.

      (ok definitvamente archivata sotto la voce “pazza” :p )

      1. Devo ancora capire se alla quinta volta che mi vedeva, mi abbai cacciato perchè son troppo avanti o per caso dispearto senza possibilità di recupero:P

      2. ma son tanto caruccia e simpatica (un pò scassamaroni), lo facevo anche ridere e quando son andata via mi ha pure abbracciato lui e la moglie 😀

      3. ahhahah no credo che abbia pensato di me che sarei riuscita a cavarmela nel mondo senza (il suo) aiuto, che forse ero io che non vedevo quanto forte ero comunque

        E infatti… 😉

      4. E stata anche per me tra le prime cose scoperte, più difficile è stato metterle in pratica, faticoso è stato farci il muscolo (con l’accortezza di mantenerlo a vita)

        Come quando vedi una ballerina di sanza classica voleggiare leggera e leggiadra, lei lo è, ma sotto ha una muscolatura da far invidia a un boxer (quasi) 😛

        Non ho un’età da asolescente… certi pasasggi son obbligatinella vita, o li affronti e li superi o soccombi. Ti sembro una che soccombe? 😉

      5. “sanza classica voleggiare leggera e leggiadra” eh si le ballerine di sanza voleggiano leggere… Finito il Tavor? :)) Se ti dico che mi sembri una che soccombe poi mi meni quindi…no, non mi sembri una che soccombe (paraculo!),

      6. ahaha perdona scrivo in fretta e non rileggo (del resto ho appena scritto inun commento che scrivo di getto 😛 )

        intendevo “danza classica volteggia leggera e leggiadra”

        ma mi hai capito lo stesso 😛

        Io ho “soccumbuto” è più di una volta (potrebbe capirae ancora), ma ormai appartengo alla categoria se muio io, tu muori con me 😉

        No tranquillo, non picchio, son dolce, coccolona, tenera, morbida, affettuosa. Esser forti vuol dire potersi permettere tutte queste cose pubblicamente

      7. “son dolce, coccolona, tenera, morbida, affettuosa…” si, proprio come i Mogwy, ma non bisogna bagnarti e darti da mangiare dopo mezzanotte sennò ti trasformi in un Gremlin. Non mi freghi, cocca! 😉

      1. Io non sono una che scrive molto,anzi mi capita di scrivere e lasciare tutto là per giorni ,ma mi fido di ciò che sento e seguo sole l’emozioni….per il resto non credo esista una regola.

  2. Mi ritrovo in molto di quello che scrivi ma con onestà credo che (e lo dico per me) sia un errore.
    Per i post scrivo di getto e non ho bozze ma sto imparando a prendere appunti appena mi balena un’immagine, un’emozione o altro.
    E questo perchè sto maturando la convinzione che per trasformare in parole scritte l’esatto pensiero bisogna “allenarsi alla scrittura”.
    Poi dipende da cosa si vuole scrivere e qui mi riferisco anche a qualcosa che sia più di un post.

    1. Io scrivo di getto.
      I miei post nascono da un una frase, da un pensiero, da un percepito, da una scarica elettrica, da una emozione o un ricordo. Se non posso lo scrivo sul cellulare (son un pò più tecnologica :P) e aspetto il momento di elaborare quella frase.

      Ma quella frase già contiene tutto, quello che voglio, odori compresi. Appena la riprendo e inizio a scrivere sul blog è come l’avessi appena scritta.

      Ma capita e il post a cui faccio riferimento è uno di quelli, che il “di getto” non funziona”. Forse perchè quello funziona solo se riguarda la nostra energia e basta, se tocca e tange anche corde energetiche altrui, non siamo solo a noi a gestire

      (ripeto si si mi prenderete tutti per pazza lo so 😛

      1. 🙂 e te lo dico io che mi ci ritrovo!
        Il “di getto” va benissimo (sono una digettodipendente) forse a differenza tua nel mio caso è la sensazione di non esprimere sempre il mio pensiero nell’esatta maniera in cui è concepito nella testa che mi porta a ripetermi che devo devo devo scrivere almeno un rigo al giorno (lo ripeto e non lo faccio ancora sul serio).
        Sei comunque una stimolante pazza 😉

      2. non obbligarti a scrivere, viene, io son stata anche due anni senza scriver un pezzo… (bè nel frattenpo vivevo intensamente e freneticamente nel “reale”)

        credimi tu hai già il dono dello scrivere comunicando e in poche righe, io stimolamte pazza, tu stimolante dolce

  3. Aspetta, metti lo un po’ da parte sottovetro, fai finta di ignorarlo. Vedrai che succederà qualcosa, anche se l’energia che lo pervade non è solo tua, sono sicura che riuscirai a gestirla nel modo migliore.
    Io aspetto 🙂

    1. Ho un’intero wend, anche se domani sera cena e post cena alcolico, molto alcolico 😉 festeggio il compleanno con gli amici. Prevedo un fine settima di recupero più che di scrittura 😁

  4. C’ho un vetro anch’io che mi separa da un mondo di cui ho paura fottuta ma che vorrei testare come non mai. Tutto sta a scoprire cosa voglio davvero. cosa voglio di più, cosa potrebbe soddisfarmi a lungo termine.
    Perché pensiamo “a lungo termine”, cos’è ‘sto programmare per forza!

    1. Io non programmi più a lungo termine da molto, è vivo molto bene.
      Questo non toglie che pensi e ragioni che comprendere dove mi portano le cose, a cosa son disposta a rinunciare e cosa alla fine fa il mio bene.

      1. Perché siamo condizionati da reticoli e radici, orari e appuntamenti, giudizi e commenti.. non siamo liberi ma se poi lo fossimo davvero, chissà che lo spirito anarchico non ci comprometta ancor più ogni sorta di desiderio.. ogni ipotesi di vita concepita solo in sogno e presto frantumata su una qualsiasi inezia.

      2. Se a volte non avessi ragionato sarei stata facile preda (o lo son anche stata)…

        Il cuore e le emozioni sono portanti nella mia vita, non scriverei altrimenti così, ma non ne sono schiava… Io lo son stata è una volta guadagnata la libertà…. Impari a essere padrona di te. Deve davvero la pena rinunciare a se non credi? Ecco perché mai essere schiavi delle emozioni ma far scelte consapevoli.

      1. A casa io solo doccia superpheega, enorme e rossa 🙂 niente vasca da bagno.

        Ma ho il pomello per aprire la porta… 😛

        Io a casa non bevo mai. No, non è strano, io bevo solo fuori in compagnia. 😛

      2. Negli ultimi venti anni credo di aver utilizzato la vasca solo per due tipi di occasioni: fratture o …. sesso….. Per il resto è abbastanza inutile, nella vecchia casa veniva utilizzata solo per il bagnetto al cane.

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