TRAGUARDI

Così tanto da dire e le parole giocano a nascondino negli anfratti dell’anima.

Grandi cambiamenti, voli fatti con maestose ali, un braccio sinistro che si stacca, ritornar piccola attraverso la crescita, banchi di scuola di vita e non.

Il cambiamento è lì davanti a me, è arrivato, e porca paletta il cuore batte forte per la paura. Non so dove ancora dove mi porta, come sempre.

Indosso brividi e sorrisi. Tale è la vita. Avete presente quell’attimo in cui il brivido si espande sulla pelle? Quello in cui non capisci se ti piace o il piacere è troppo intenso e rasenta l’intollerabile. Sì, questa è la vita, e io son un costruttore di giardini*.

Dico sempre che anelo alla pace, alla tranquillità, alla serenità, ma appena raggiungo un traguardo, quando potrei godermi il meritato riposo, vado oltre o distruggo quello realizzato per poter costruire nuovi sogni e nuovi percorsi.

Un traguardo è sempre l’inizio di una nuova tappa

change

* Paulo Coelho ha scritto il pezzo qui sotto. Ai tempi, leggendolo, capii una parte importante di me. Il mio bisogno di certezze nella vita (il costruttore e le sue costruzioni) ma che la mia anima anela all’apprendimento (il giardiniere). Da qui il perché di molti avvenimenti della mia esistenza.
Io non sono né uno né l’altro. Non costruisco edifici, ma il giardino selvaggio m’incute troppo timore, e allora son diventata (o ci provo) un “architetto di giardini”, attraverso questo nutro la mia anima e per questo son diventata un costruttore di giardini.

Ogni essere umano, nel corso della propria esistenza, può adottare due atteggiamenti: costruire o piantare. I costruttori possono passare anni impegnati nel loro compito, ma presto o tardi concludono quello che stavano facendo. Allora si fermano, e restano lì, limitati dalle loro stesse pareti. Quando la costruzione è finita, la vita perde di significato. Quelli che piantano soffrono con le tempeste e le stagioni, raramente riposano. Ma, al contrario di un edificio, il giardino non cessa mai di crescere. Esso richiede l’attenzione del giardiniere, ma, nello stesso tempo, gli permette di vivere come in una grande avventura.
I giardinieri sapranno sempre riconoscersi l’un l’altro, perché nella storia di ogni pianta c’è la crescita della Terra intera

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28 pensieri riguardo “TRAGUARDI

  1. C’è una frase molto bella che dice “C’è qualcuno seduto all’ombra perché qualcun altro, molto tempo fa, ha piantato un albero” costruire può essere un atto egoistico o auto celebrativo, piantare un albero o un giardino è una scommessa sul futuro e un dono generoso

    1. Bellissima frase…. dico convinta, che ci sia tanta verità in essa.

      Rimango convinta che ci vogliono anche i costruttori, il problema è che nessuno dovrebbe far il costruttore a “vita” 😉

      1. Più che a lasciar andare, andar oltre noi, che non vuol dire abbandonare tutto, ma andare oltre con chi vuol venir con noi.

        Non si rimane immutati nella vita. La fortuna (o volontà) quando amiamo qualcuno, e che muti nella nostra stessa mutazione

  2. Porca paletta, ho passato una vita da costruttore, per me e per la mia famiglia, ed una volta terminato mi ero impalato ad osservare la mia creazione. E adesso? Sto iniziando un nuovo cantiere, non sono proprio in grado di fare il giardiniere. Mi devo mettere in testa che oltre alla costruzione dovrò pensare anche al giardino, la mia anima ne ha bisogno, altrimenti non ne uscirò più. Ma che fatica…… e la depressione non aiuta….

    1. Anche perchè corri il rischio di costruirti un’altro edificio in cui ti impali. So che è difficile esser giardinieri. Neppure io riesco a farlo del tutto. Infatti sono una via di mezzo un “costruttore di giardini”, prova anche tu a non costruire case ma giardini…

      Stai attento la depressione è una malattia che si annida, che stai facendo per combatterla e “ucciderla”?

      1. Cerco di risolvere quello che ho lasciato in sospeso. Sono mesi che scappo dai miei doveri, adesso inizio ad affrontarli.
        Ci prendiamo un orto? Da vegana ne hai bisogno anche tu…. 🙂

      2. Hai abbinato alla concetto che fai per combattere e “uccidere” la depressione, la parola “doveri”.
        Ti rendi conto da solo, o ti devo spiegare?

        Se fossi più vicino… perché no!

      3. Ho utilizzato “Doveri” perché non mi veniva “responsabilità”. In questi mesi sono scappato, mi sono nascosto e questo peso mi ha portato a non stare bene con me stesso. I sensi di colpa aumentavano e il coraggio di affrontarli diminuiva. Adesso cerco di prenderli di petto, avrò bisogno di tempo, ma uno per volta li dovrò sistemare. E’ una pianta che crescerà lentamente.
        Per l’orto, tu coltivi ed io ogni tanto vengo a raccogliere i frutti.

      4. Anche la parola “responsabilità” ha lo stesso effetto. E’ una parola necessaria, ma la devi “abbinare” a parole positive… se no non ne esci. Ma è un discorso infattibile da farsi su un commento.

        L’orto… Io ciò scritto “costruttore di giardini” non “scema” in fronte 😛

      5. Le responsabilità ce le abbiamo tutti, sia nei confronti dei genitori che dei figli. MA quando stai male vieni meno ai doveri, perché effettivamente sono dei doveri. Adesso ho finito di scappare e li sto affrontando.
        Cmq sono disponibile alla raccolta, e i raccoglitori normalmente si pagano…. 🙂

      6. Io non so dirti, ma avverto sempre nelle tue parole il “dovere” e come tale “pesante” e “immane” (da qui può nascere la depressione).

        Ma Pinza io scrivo sapendo nulla o quasi, e mai mi permetterei di dire qualcosa, tieni a mente questo.
        Mi vien solo voglia di dirti che le cose, anchele responsabilità van affrontate con serietà ma leggerezza, perchè quella ti manca e me senti la mancanza (si avverte)

      7. I cambiamenti mi hanno sempre provocato terrore, da paralizzarmi. Tu invece li temi e li affronti con entusiasmo. C’è da dire che i tuoi attuali cambiamenti non procureranno grandi fratture anche se in passato lo hai fatto e hai affrontato tutto con una bimba al seguito e avrai affrontato anche le tue responsabilità.
        Il mio cambiamento a rotto un’armonia familiare e il mio dovere adesso è affrontare le conseguenze, quello che per il momento ho cercato in parte di evitare. Sono sereno? No, per niente. Sto scappando? Sì, l’ho fatto ma sto cercando di riparare. In futuro? Conto di ritrovare l’armonia con me stesso e gli altri. Il presente? Duro, molto.

      8. Ora dire che io affronto i cambiamenti con entusiasmo……. mi sembra eccessivo 😛
        Li affronto. Punto.

        Perchè ho scoperto che il non affrontarli, non li fa scomparire, ma solo ingrandire.

        Forse (e dico forse) dovresti farti meno domande, sentire meno ilpeso e parlare a cuore aperto con i figli (perchè credo siano loro a cui tu pensi)

      9. Già fatto!!! 🙂 Sarà lunga ma sto incominciando…..
        Lo so, io ho ingrandito tutto.
        Diciamo che affronti tutto…. con un sorriso…. 🙂

  3. Per quanto ci sia stato un paio d’anni fa, Paolo Coelho non deve conoscere bene la storia del Duomo di Milano…e del suo perenne cantiere (e in cui mi rispecchio molto)

    PS comunque che il traguardo è l’inizio di una nuova tappa, tutti i ciclisti professionisti lo sanno bene

    1. Il nostro Paolino sa che quella del duomo è manutenzione, non costruzione.
      I costruttori sprecano la vita a manutenzionare lo stabile…. altrimenti crolla 😛

      Io non son ciclista, non l’ho mai voluta la bicletta per non farmi dire pedala 😛
      (non è vero ne ho una, in garage.. ferma)

  4. senza pensarcisi troppo, si supera tutto (o quasi).
    mai fermarsi (ovvero mai fermare i pensieri): dicano sia questo il segreto del successo.
    io aggiungerei: senza eccesso, non c’è successo.

  5. Come sono felice per i tuoi “traguardi d’inizio” 🙂
    (Io ho i semi in mano ma non conosco le stagioni, così non posso dirmi giardiniere e ignoro le leggi che governano la stabilità dei pilastri così da non potermi dire neanche costruttore o architetto…magari sono semplicemente una mano che prova a conoscere il piccolo fare delle sue dita).
    Ti bacio :*

    1. Prova a piantare… alcuni semi possono “morire” perché sbagli (ma apprendi nel frattempo), altri nasceranno…

      Prova a diventare “architetto di giardini” magari, se temi il momento, comincia a farlo, in un vaso, dentro le mura della tua tana

      Prova… è la parola magica :*

      (ti bacio anche io, portatrice di piccole dita che lavorano)

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