TOMAHAWK

Credo che la cosa importante sia esserne consapevoli. Io credo di esserlo.
Lo dico perché nel momento stesso in cui accade, me ne rendo conto.

Ci sono persone che con la loro stessa presenza, anzi anche senza che vi sia necessariamente, basta che il loro pensiero aleggi tra le mie sinapsi, che subito, voilà, la parte peggiore di me, il lato oscuro, esplode dentro me.
Risale minacciosa, aggressiva, vestita di rabbia, in tenuta di guerra con il tomahawk in mano.

Ogni volta faccio un sospiro di quelli profondi e lunghi, le dico, “Per favore siediti qui, parliamone” e niente, iniziamo a trattare.

Non voglio la resa sia ben chiaro, io amo questa parte di me. E’ lei che mi salva il culo in alcune situazioni, diciamo che è “leggermente” trasbordante se lei fai 10, lei ti restituisce 1000, con gli interessi, ed ha una pazienza che neppure vi immaginate. Capite dunque che è (molto) (molto molto) (moltissimo) (moltissimamente) pericolosa a volte. Però la amo lo stesso.

Abbiamo trattato anche questa volta. Io le do spazio, parlo di lei, faccio vedere che è viva e vegeta, che non esiste solo la me tutta “sole, cuore e amore” e lei si calma.

Il tomahawk non lo seppellisce, ma almeno non lo usa.
Credetemi, per come la conosco io, è un bene.

Maggiore è la luce, più profonda è l’oscurità.
Photo by Daniel Vazquez

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34 pensieri riguardo “TOMAHAWK

      1. Quelle son vecchie… e gli fanno far na brutta fine per far il brodo…

        (gli assist facili mi creano sospetto, ci potrebbe essere il trucco da qualche parte :P)

  1. Siamo il risultato di una somma che è variabile nel tempo, la conoscenza dei tanti “io” che ci compongono consente di darci una forma elastica…
    Alla fine ci sono “regole di convivenza” anche tra (i) noi stessi… ❤

    1. Per quel che ti conosco io, la tieni sempre troppo “costretta”, così quando trova un varco tende ad esplodere. Allora tu la “costringi” ancora di più…. il cane che si morde la coda..

  2. un giorno chiacchieravo con un amico… e dicevamo… è come se ognuno di noi avesse le ali, una bianca e una nera… se non ne usi ( accetti) una… voli storto… o peggio ancora giri vorticosamente a terra senza alzarti nemmeno…

  3. Pure io!! Ci sono persone che solo a nominarle mi risvegliano Medusa, lei si chiama così, la mia bambina cattiva, che guarda con il disincanto negli occhi e scava sotto le parole mielose. Se qualcuno non le piace sono guai. :-*

  4. La parte armata da me vince facile. Nessun calumet della pace, nessuna filosofia buonista. Niente di niente, solo un grande silenzio dopo. Nessuna guerra finisce lasciandone in piedi le medesime premesse, bisogna dire chiaro e forte le proprie ragioni e poi sia quel che sia. Siamo in due cattivi e permalosi.

    1. Il problema che le armi difficilmente risolvono, e anche chi vince, perde.
      Questo non vuol dire esser buonisti però, o che io son buonista 😛 io so esser bastarda del tipo “muoia sansone con tutti i filistei”, dico solo che spesso l’arma non è il metodo migliore 🙂

      1. Hai ragione. Il sistema migliore è prevenire, capirsi e rispettarsi: una magnifica utopia rincorsa da sempre nei giardini della mia esistenza.

      2. Capirsi è privilegio di pochi…. io mi acconteneto del verbo “rispettare”.
        Se manca questo verbo, uso il verbo “recidere”, ecco perchè convinco (ci provo) la mia parta oscura che la guerra è inutile ma il tomahawk serve e molto. Senza lui non so recidere.

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