I PIEDI NEL CUORE

Sai è una giornata strana oggi, tra il desiderio di fanculizzare il mondo intero e lo stemperarmi in un abbraccio.
Del resto, lo sai, io son sempre stata quella delle contraddizioni insite, del si e del no, del prendimi e del stammi lontano.
Ho ossimori attaccati alla catena del dna, del resto anche lei è duplice.

E’ così oggi. Con voce flebile ho detto al telefono “Ti voglio bene”, ripetuto, in un addio che mi incrina e mi scioglie nella dolcezza, e nello stesso tempo mi domando come posso far parte di questo baraccone chiamato terra.
Apro il cuore e poi costruisco lastre di ghiaccio.

A volte il dotto non è un sapiente, ma solo il santo graal delle nostre lacrime.
Se ci pensi, le lacrime son come me, piene di contraddizioni, escono quando senti dolore e anche quando senti gioia.

Mi adagio sui miei pensieri e affondo i piedi nel cuore.
Non so ancora leggere le note, la vita la suono a orecchio.
Piano

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38 pensieri riguardo “I PIEDI NEL CUORE

    1. Non credo dipenda dall’esser passionali (seppur una delle mie mille me lo sia in maniera… lassamo stà va… :D), anzi… credo dipenda più dai milioni di domande che uno si pone (e chiaramente per ogni domanda un dubbio)

  1. “A volte il dotto non è un sapiente, ma solo il santo graal delle nostre lacrime”

    Finissima.

    Baloccarmi con le parole mi mette sempre una casta eccitazione addosso, quindi questa tua frase – o massima – mi fa proprio l`effetto dell`erba gatta. Mi ci rotolo dentro compiaciuto.

  2. Siamo le nostre lacrime, i nostri no per dire si, i vattene via per dire non azzardarti a farlo, siamo la voglia di abbracci ma con cautela, perchè gli aculei non pungano troppo, e non abbiamo ancora imparato a leggere bene le note, è vero, ma la musica che abbiamo dentro è meglio di una sinfonia.
    Un bacio

  3. Parole che spiazzano, come sempre, stupende e commoventi. Sei proprio tu……. una contraddizione…. forte e decisa quanto titubante e smarrita, in cerca di qualcosa che respingi fortemente. Non so se tutto si traduca col fatto che non hai ancora capito cosa vuoi realmente dalla vita. Intelligente ma non ti applichi.

      1. Certo, se uno va in giro in cerca degli unicorni rosa…..
        Io un “ti voglio bene” non l’avrei mai detto, a meno che fosse stato un tuo gatto…. ma al telefono ho dei forti dubbi.

      2. Cos’hai contro i miei unicorni rosa? 😛

        Io so dire ti voglio bene, lo so dire quando lo penso, lo so dire per avvolgere e perchè so che è importante dirlo quanto sentirselo dire.
        Non lo dico spesso, e lo dico a poche persone.
        Ti amo è un’altro discorso, sia ben chiaro 😛

        Ma perchè tu non l’avresti detto se non a un mio gatto?

      3. “Ti voglio bene” lo trovo molto da “bimbi”. Fra adulti piuttosto è meglio non dire niente, tanto se vuoi bene ad una persona lo manifesti dimostrandolo. Non me piasce…..

      4. Amare per me è una parola di uno spessore quasi personale e intimo proprio della persona.
        Non riesco a spiegarmi. Esempio stupido? Esempio stupido sia..
        Amo il “mio” uomo, voglio bene al “mio” amico.

        Posso farne altri, del tipo voglio bene alle persone (in genere, non sempre 😛 ), amo scrivere.

      5. Certo, vuoi bene ad un tuo amico ma glielo puoi dimostrare senza parole non aggiungendo altro. “Ti voglio bene” non mi è mai piaciuto, impersonale. Secondo me un abbraccio o un “mi manchi tanto” per telefono hanno più effetto. Però hai ragione, la vita si suona ad orecchio, l’importante è quello che vuoi trasmettere, se poi l’interpretazione non è perfetta, poco importa…. 🙂

      6. No,io glielo dico. Le parole hanno un valore se vere.

        Poi ognuno ha i suo “mi piace” e “non mi piace”.

        Per esempio a me non piace, quelli che mi dicono “mi manchi” e poi non li vedo mai.

        Per gli abbracci…. son cinestesica, per abbracciarmi (o per abbracciare) mica è così semplice. (Si lo so, son complicata, ma l’ho scritto sul libretto delle istruzioni e non c’è obbligo di acquisto 😛 )

    1. E invece lesino… perchè non lo dico fino a che non lo penso, anzi non lo “sento” e la pancia accompagna la mente.

      A parte una volta… eoni fa, che me lo hanno strappato a furia di chiedermelo, una cosa insistente, presa per sfinimento…

      Infatti l’ho detto… e poi ho chiamato un mio amico per dirgli, ma che cazzo ho detto e indi ho chiuso, a me per sfinimento mi può prendere solo la stanchezza della palestra 😛

    1. Anche le contraddizioni funzionano in una compartecizione. Fanno vedere due aspetti della stessa cosa in modo diverso, in modo che tu veda nell’interezza (o quasi interezza 😛 magari fosse solo duo).
      Solo che all’inizio prima vedi una parte, poi l’altra. Solo dopo le vedi insieme.
      Quando vedi da una parte e poi dall’altra, li ci son le contraddizioni, durano il tempo di capire.

  4. Azz ma sei come me, stamattina i vaffa si susseguivano a catena, sai è stata la mattinata dei guasti, alla vita non mi sono abituato ancora ed io a differenza tua la vita non la suono, è lei che me le suona!!!
    Un saluto.

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