PROBLEMA

Sei una donna impegnativa.
Hai adagiato su di me queste parole, con lentezza, come lo slacciare con svogliatezza la cravatta al collo.
Mi domando se questo mio abbinare collo-cravatta-frase non dipenda dal fatto che, mentre ti osservo, vedo un uomo che annaspa, strozzato, incatenato al muro delle sue paure.

Sono una donna impegnativa.
Me lo chiedo mentalmente con la stessa lentezza, per poi affermarlo, a darti ragione.

E così mentre tu cerchi un buco dove nasconderti tranquillo, io apro la porta e vado a cercar quello che tu chiami “impegnativo”, la vita.

Troppo tempo che sono solo mia, condividermi è un problema.
Photo by Christine Ellger

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46 pensieri riguardo “PROBLEMA

  1. in passato mi è capitato anche a me di dirlo ad una donna. Però lo dicevo in senso positivo, sfidante. Intendevo dire che per stare con lei bisognava impegnarsi, non essere mai banali, scontati (che poi bisognerebbe farlo sempre). Però capisco che sentirselo dire può creare qualche misunderstanding…non so se lo ridirei.
    Però dobbiamo finirla di NON scriverci qualche minchiata seria… 😉

    1. Oddio, questo non l’ho scritto… ma tra questo e “sei una bella persona”e “sei una donna intelligente” ci ho fatto il callo 😛 (ovvero non ci credo più quando lo dicono), vuol dire che non riesci a starmi dietro…

      indi se me lo dicono, ormai, stupidamente, mi parte un malcelato orgoglio da qualche parte 😛

      In effetti ultimamente stiamo commentanto sin troppo seriamente, sta cosa è preoccupante, neppure un doppio senso normale….

      1. non so cosa darei per avere una donna che non mi riesce a stare dietro…invece alla fine, dopo qualche chilometro mi superano sempre…ecchecavolo.

    1. Non mi dò colpe 🙂 anzi, mi do i meriti, però è la verità che io non mi condivido e da molto…. forse ho bisogno di un uomo impegnativo, e invece trovo uomini sbiaditi dalla vita

  2. E quando ti dicono che sei impegnativa, e lo fanno con ammirazione, tipo ‘finalmente ho trovato pane per i miei denti’ e sembrano proprio contenti… e poi spariscono e tu lo sai che è perché hanno trovato una meno impegnativa…

    1. ma tutti quelli che te lo dicono, anche se con ammirazione, poi in fondo non è quello che vogliono.

      Perchè se trovi normale una cosa, non le dici “sei impegnativa” 😛

    1. Ti potrà sembrare strano, ma le rare volte in cui mi sono condivisa perchè è stato semplice e per niente impegnativo. Ma io mi condivido solo quando amo, e quando ami è tutto più facile 🙂

      Bacio

      1. Non mi sembra affatto strano e con la stessa sincerità ti dico che a me è capitato anche il contrario…è stato molto impegnativo condivermi con amore, nell’amore, con chi di quell’amore aveva fatto pezzi sparsi.
        La scelta di farlo è stato un profondo credo nella persona e nel sentimento perché dovevano essere le nostre 4 mani assieme a raccogliere e ricomporre.
        Come sempre “mi tiri fuori” 🙂
        Un bacio :*

  3. Benvenuta nel club delle impegnative sorella. A me è stato detto due volte pensa te! Il vero problema è che gli uomini all’inizio di una relazione non si vogliono impegnare a prescindere, cercano la flessibile, la non rompicoglioni e peccato che io incarni la donna con D nelle sue sfumature di rompicoglioni. Sono arrivata al punto di colpevolizzarmi per essere così impegnativa. Tanto trovo sempre quello che non si vuol impegnare o quello che prende per culo e l’ultimo ha preso per culo…alla fine sono arrivata persino a rifiutare un invito ad uscire fattomi qualche giorno fa. Forse nemmeno io sono brava a condividermi 🙂

    1. Chiudersi alla vita e non provare a “uscire” non è bene però…. si corre il rischio di entrare in una tana “tranquillizzante” fatta di altri materiali

      Non è un argomento semplice di cui parlare, anche perchè impegnative si è sempre non solo nel rapporto a due 😉

      1. Lo so , ma almeno finché non smaltisco la presa per culo precedente… non sarebbe corretto per chi mi ha chiesto di uscire perché forse lo farei per ripicca o per semplice distrazione, come un chiodo schiaccia chiodo schiacciato male 🙂

  4. Io mi sono arreso. Ma in fondo l’ho sempre saputo: le donne sono una razza aliena che ci invase millenni fa.
    Prima vivevamo felici nutrendoci di calcio, moto, Sky e abbiocchi sul divano.

      1. Avevo sviluppato una teoria figherrima, basata su un paio di romanzi di fantascienza. In pratica siamo dei controllati, e chi si rende conto di esserlo zac! sparisce (come se fossimo circondati da una barriera di penicillina, pratica che si usava negli esperimenti con i batteri, dove appunto si circondava la coltura con un anello di penicillina per impedirgli di fuggire).

      2. Io di Asimov ho tutto. Poi moltissimi romanzi dell’editrice Nord (serie Cosmo Oro e Argento).
        Purtroppo non pubblica più, adesso vado a caccia di qualche romanzo sulle bancarelle o in librerie tipo Il Libraccio.

        Mi formai con Urania, comunque, quando era curata da Fruttero e Lucentini. Poi conobbi la trilogia di Asimov, che lessi in tre giorni, quindi passai alla cyberpunk, sempre per merito della Nord.

      3. Percorso quasi simile… no editrice nord, ma tanti e tanti e tanti urania, poi la trilogia, poi i libri… poi la scoperta di “monna lisa cyberpunk” e il concetto di rete, quando la rete non esisteva e la mia difficolta a immaginarla…. ora quelli dovrei rileggerli

      4. Escluso Asimov, la mia top ten:
        Nel cuore della cometa (Brin/Benford)
        Cristalli Sognanti (Sturgeon)
        La matrice spezzata (Sterling)
        Il ciclo dei Paratwa (Hinz)
        La saga dei Vorkosigan (McMaster Bujold)
        Tutti i romanzi di David Brin
        Tutti quelli di Gregory Benford
        La serie sugli Heecee (Phol)
        Tempo di mostri, fiume di dolore (Kahn)
        L’oscuro fiume del tempo (Kahn)

        Se non l’hai mai letto, TU devi leggere cristalli sognanti.

      5. Oddio molti di quelli citati non li ho letti, ho trovato uno più fuori di me con la fantascienza 😀

        Cristalli sognanti hai detto= Ora me lo segno (anzi sto guardando già se esiste una versione free donwlond 😛 )

      6. Oddio io i police non li seguivo (e non so l’inglese poi per capire i testi delle canzoni), ma poiche Jung è nato qualche mese prima di loro sospetto che se ne parlano abbiamo copiato il compito 😛

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