COME STAI?

Vedi tra amici veri, il come stai non dovrebbe mai esistere, tranne quando sai già che l’altro non sta bene e domandi non per chiedere, ma per affermare “sono qui per te”.

Tu forse non lo hai ancora compreso, ma i tuoi “Come stai?” sono la prova che amici non lo siamo più. Gli amici sanno sempre come stai. Se lo domandi, è perché non sai più nulla di me, a parte le parole che io dico. Quelle che uso per ricoprire le mie nudità davanti al mondo.

Spesso rimaniamo legati a un’idea, un’immagine, un’emozione, una persona che ha radici nel passato che ora non c’è più. La vedi la catena? Ed io odio le catene.

Sento l’impulso ad andarmene, a chiudere dietro di me la porta, perché almeno dietro quell’uscio ci sarà il ricordo di qualcosa che è stato speciale, mentre ora lo vedo ricoprirsi di muffa e decomporsi lentamente nel vuoto.

Mi freme il cuore nel vederlo agonizzare, preferisco l’illusione che lo spazio e il tempo si sposteranno in mondi paralleli, in questo non c’è più ossigeno.

In questo ti lascio libero dalla tua promessa.

Photo by Anuchit Sundarakit

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52 pensieri riguardo “COME STAI?

      1. In uno dei romanzi di Asimov viene introdotto il concetto di Gaia. Questo pianeta che è un tutt’uno per cui ogni essere vivente che ne fa parte ha coscienza di tutti gli altri, in un intreccio che per noi è difficile da immaginare. Ecco se la vedi così, la muffa fa meno schifo 😉
        (Ciononostante la puzza della decomposizione per me è problematica.)

      2. Conosco bene Asimov, conosco bene i suoi libri (che adoro).

        La terra è già Gaia, solo che la maggior parte non sente il legame con il tutt’uno. Detto questo…

        …la muffa non mi fa schifo, la penicillina è muffa, per dire… ma non è nella mia natura esser muffa 😉 s

      3. Non dico di non esserlo stata, dico che non lo sono più, vorrei anche andar oltre 😉

        Guarda io e i cambiamenti, non abbiamo problemi 🙂 di comunicazione, anzi ci chiamiamo con una tale regolarità che verrebbe da dire “oh stavolta per cambiare vediamo di non cambiare” 😛

  1. Non so se quel liberarlo dalla promessa sia un bene per la sua coscienza, oppure un macigno che gli rotola addosso.
    Problema suo, in ogni caso.

      1. Son pacifista, aspetto che muoia di morte lenta e dolorosa 😛

        (oh scherzo, a nessuno neppure alla muffa, senza muffa (oltre la penicillina) sai il mondo quanto sarebbe vuoto senza alcuni formaggi? Lo zola, il camembert…. hanno la loro utilità, solo che son io che reisco a vivere nel loro microclima 😉 )

      2. ahhahah l’impazienza di quelli come noi, che il tempo non è mai abbastanza ormai 😛

        PS: Ma non è un nemico…. è un amico e il bene è così tanto che non riesco a veder la morte di ciò che fu di noi, preferisco il ricordo

      3. Si diventa più esigenti (fortunatamente dico io) e come per il vino.

        A venta’anni ti bevi pure il tavernello (si fa per dire) poi ti ritrovi a antanni che o il vino è buono o ci rinunci 😉

  2. d’accordo su tutto, ma non su quel “come stai?” laddove sia sincero.
    Sarebbe bello se davvero le persone che ci vogliono bene e ci sono vicino fossero sempre consapevoli di ciò che sentiamo…ma non è così. e chiedere “Come stai?” quando mira sul serio alla cura, all’interessarsi, all’occuparsi dell’altro, lo trovo bellissimo.

    1. 9 volte su 10 il “come stai” è legato ad altro non a un vero interesse, ma ad una convezione sociale (almeno nella nostra società), e lo dico con la cognizione di averlo fatto anche io a volte (con i conoscenti, mai con gli amici). In quel caso il come stai è solo l’inizio di tempo da dedicare all’altro e non il rompighiaccio sociale per poi andar via dopo 5 minuti (ad altro argomento o altra strada)

      Quando io mi “occupo” di qualcuno gli mando un sms con una emoticon a forma di bacio, una foto di quello che vedo io in quel momento o semplicemente scrivo ti abbraccio, insomma un gesto.

      Poi mi rendo conto che aver l’amico/a a 500 metri non è la stessa cosa che averlo a 500 km… eppure io ho avuto persone amiche a centinaia di km che erano presenti molto più di quelli a un metro di distanza.

      Ma Chicca ❤ mi rendo conto di esser persona esigente a volte…

    1. Ah bloggastorie ❤ come scopri le acrte tu… e che io crevedo fosse una pianta, piccola, una piccola quercia e invece… era un calesse 😛

      (frase liberamente rubata a Troisi)

  3. Una volta una persona cui tenevo molto mi ha detto “se l’amicizia è vera e solida sopravvive anche alla distanza, al non sentirsi per settimane, mesi o anni. Poi basta una telefonata e tutto torna come prima. Io mi sento soffocare se una persona è troppo insistente nel cercarmi”.
    A me questo discorso non basta, mi sa di presa di posizione di comodo per lavarsi la coscienza. Un amico non è un jukebox, non basta mettere la monetina, ascoltare per pochi minuti distrattamente e poi ignorarlo.
    L’amicizia è un impegno serio, a volte più di un amore.
    Fai bene ad essere esigente.

    1. Io posso anche star senza sentire una persona per mesi, la vita la porta (o mi porta) a volte su strade lontane. Ci si può perder di vita eppure sai che è presente. Ma non sentirsi per mesi non è la regola di un’amicizia, si fa di necessità virtù, la “pianta” va bagnata.

      Ma davvero è complicato riuscire a parlarne con poche parole qui, il valore che dò all’amicizia è enorme, la penso come te

  4. Questa volta ho capito ! Finalmente un post diretto e molto bello… Stavo per fare un forward proprio a quella … Ma ho lasciato perdere. Certe cose le capiscono solo le persone Intelligenti !!!

    Ciao.

  5. È un po’ in tutti i rapporti così, il tempo. Il tempo che concedi fa sì che accresca un rapporto di amicizia o d’amore. Il tempo è la cosa più preziosa perché ti fa capire quanto una persona possa tenere a te, quanto interesse ci sia. Se non si ha tempo di scrivere nemmeno un ciao come stai, già si sa che vuol dire ed è questo ciò che mi fa più male in un rapporto, il disinteresse e l’incoerenza tra il detto e fatto. Sul come stai, concordo in parte. Nel senso che chi ti conosce veramente bene sa che non serve chiederlo, lo si capisce e intuisce. Il come stai e la classica convenevole risposta “bene” sono ormai un classico, tuttavia il come stai fa sempre piacere riceverlo e non quando si tratta di un convenevole. Quando si tratta di un “io voglio sapere realmente, davvero come stai” che va oltre la classica risposta.

      1. Diciamo che viviamo in un periodo in cui qualunque cosa ha perso il suo valore, è tutto più superficiale

  6. Ho fatto mesi-anni di litigi su questi concetti ma non c’è stato nulla da fare. Ci sono persone che queste cose non le capiscono davvero, vuoi per ignoranza, vuoi per menefreghismo vuoi anche perchè tutto sommato è come prendere una boccata d’aria. Sento attorno a me un vuoto ‘sentimentale’ mostruoso ! Potremmo tutti quanti stare in silenzio e percepire il rumore degli insetti. Sarebbe più romantico !

    Ciao.

      1. beh…puoi sempre andare via anche con la porta aperta…se tanto non ti importa più nulla di ciò che c’è al di la di quella…ma almeno circola un po’ d’aria che diamine

      2. Certo che mi importa, la parola amicizia ha un valore per me, ogni anno mi costruisco grazie a chi “tengo” davvero vicino, prendo “pezzi” di loro e loro prendono “pezzi” di me. Non son insensibile, proprio per quello non voglio assister al decadimento, e so esser determinata e a un certo punto non vivere di ieri ma cercar l’oggi

        Oh la muffa si aprirà la porta da sola, mica son la donna di servizio io 😛

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