IL LATO LUCE

Apro. Entro. La stanza è vuota. In fondo di fronte a me una porta. Avanzo e la apro. Mi ritrovo in un’altra stanza vuota con una porta su un’altra stanza vuota con un’altra porta, mi ritrovo in una matrioska lineare.

Mentre le attraverso, una dopo l’altra, penso: “All’inizio ci metto lo studio è in fondo a tutte la camera”.
Procedo senza timore e infine arrivo all’ultima. Non più porte da aprire davanti a me, solo un muro e una parete ricoperta da una vecchia tappezzeria. Piccoli gigli araldici scuri su uno sfondo ingiallito. Allungo la mano, tocco e mi rendo conto che il muro è sottile, compensato, e dietro c’è qualcosa di terribile.

Scappo scappo scappo. Riattraverso a ritroso, una dopo l’altra, tutte le stanze. Infine chiudo la prima aperta dietro me. Mi tuffo nelle braccia di mio padre, quello che non ho mai avuto, e lo supplico singhiozzando “Portami via di qua, portami via di qui, andiamo ad abitare da un’altra parte”.

Mi sveglio. E lo so da subito. È uno di quei sogni. La paura si sta sciogliendo ma è ancora tangibile. Respiro forte. So dove sono stata. In fondo la stavo cercando, solo che non ero preparata, e non ho capito fino al mio risveglio.

Stanza dopo stanza sono mi sono attraversata fino ad arrivare a quel muro fragile, gigli antichi, e dietro la mia parte oscura mi aspettava. La paura mi ha sorpreso, non pensavo di trovarmela così vicina.
Sono scappata in cerca di protezione, ma non si può scappare da se stessi.

Inspiro. Espiro. Lentamente. Tornerò, troverò il modo di tornarci, e quel muro lo butterò giù con una spallata.

Il coraggio è il lato luce della paura.

Photo by Elena Helfrecht

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29 pensieri riguardo “IL LATO LUCE

      1. dici? Sappi che c’ero io nel 1600 circa con un vestito verde scuro dell’epoca e i capelli scuri (castani, non rossi) portati con due enormi cignon a lato.
        Ecco così verde

        (i capelli non così)
        Ero in una stanza grigia, di sasso, enorme, un castello o qualcosa del genere, c’era un enorme letto e un uomo…

        oh devo scappare o la cassoeula sul fuoco!

  1. Quando meno la ragione ci difende tiriamo da dentro le paure. Forse se fosse il mio sogno (e davvero non me la sento di avere la presunzione di entrare nel tuo) penserei di arredare ogni stanza e chissà magari al posto del muro il mio sogno si convincerebbe a mettere una finestra…
    Ti abbraccio a occhi aperti :*

    1. Io pensavo di arredare 🙂 infatti disponevo mentalmente qua lo studio, in fondo la camera.

      Ma quella parete con i gigli araldici ha il suo perchè, non voglio cambiare il mio sogno. Sai ci son certi sogni che mi danno le dritte 😉

      Voglio buttar giù quella parete e affrontare ciò che di me non voglio… ho l’impressione che poi le finestre arriveranno in tutte le stanze

      Ti abbraccio a occhi aperti e chiusi :*

    1. si…. è quello che voglio. Sai perchè? Le cose vanno affrontate, spesso sono meno brutte di quello che pensi, e più le respingi più hanno attrazione.

      E anche se fosse brutta e spaventosa come nel sogno… alla fine è una parte di me, chissà a farci pace magari diventa meno brutta o cambia…. in ogni caso la paura imprigiona…. indi

  2. Che poi a ben vedere la bestia a volte è meno spaventosa di come la si immagina. Bisogna avere il coraggio del primo passo, quello sì che è roba seria, e chi ha stivaletti rossi di sicuro è avvantaggiato. 😘

  3. sempre pensato che la paura è lo spirito alla sopravvivenza.
    però quali gatte da pelare.
    e son anche convinta, come non lo so, che i muri non vanno abbattuti non sempre.

    1. si lo so sister ❤ io invece i muri li abbatto (o meglio ci provo) lo sai perchè un mostro libero e non amico e un "nemico" che potrebbe uccidermi domani 😉 quando meno me lo aspetto

      1. in sto momento mi sto martoriando virtualmente le ovaie, azzo d’un congiuntivo che ho cannato.
        sorry

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