SEGAIOLA MODE ON

La prima ho cancellato tutto.
La seconda ho congelato in bozza.
La terza ho capito perché.

Infine ho deciso di usare parte di vecchie parole, tanto di meglio non avrei saputo dire.

«Purtroppo la maggior parte delle persone non riesce a vedere i mutamenti interiori come quelli esteriori, ti cristallizza in un’immagine, ti impacchetta in un contenitore e non ti guarda più, non ti ascolta più, non ti presta più quel minimo di attenzione, quel minino di interesse che per me è vitale se riferito alle persone che “decido” di tenermi accanto e a cui mi lego emotivamente.

Una volta che ti hanno cristallizzato non si preoccupano di osservare se sei cambiata, se il “taglio dei capelli” è diverso, se la tua “chioma” era nera ed ora è rossa.

Ti danno per scontata e per me è l’inizio della “morte”.

Tu parli, ma loro non ti ascoltano, pensano già a cosa risponderti ancora prima che tu finisca di parlare, perché dentro loro pensano di conoscerti e di sapere chi sei, come pensi, come vivi, come ami, solo perché è passato del tempo da quando ci si è incrociati la prima volta.

Eppure tu non sei più la stessa, ma loro ti vedono come lo fossi, e questo a volte ti fa male, a volte ti annoia e a volte ti insegna a rassegnarti all’umana stupidità»

Photo by Ellis Aveta

Da qui questo mio bisogno, dell’inconsueto, nel movimento cresciamo.

PS:
il primo post parlava di palestra
il secondo di affinità elettive
il terzo del bisogno di un nuovo nome
(Quali collegamenti mentali ho fatto? Il sunto sta tutto nel titolo del post)

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31 pensieri riguardo “SEGAIOLA MODE ON

    1. Da gennaio non ci sto andando (questione di orari e tempo) e nonostante abbia già pagato un anno (quindo loro son a posto), è gia la seconda volta che mi chiamano e mi dicono “torna a casa lassie”.

      Devo decidermi, almeno qualcosina, che da 4 volte ora niente e magno come se non ci fosse un domani 😛

      Chissà giugno magari…

      1. in questo momento dopo 4 mesi di zero palestra, pizza e schifezze a gogò e vino come non ci fosse un domani (tra l’altro stasera esco… vino rosso ancora) i miei muscoli stanno fraternizzando con il nemico ciccetta
        😛

    1. Eh già venuto a galla un paio di settimane fa, e man mano si sta svelando il perchè dell’archetipo

      ma son curiosa di sapere tu che nome mi avresti dato (ricorda che siamo su un blog aperto anche ia minori)

      1. ah no, perché pensavo di trovare qualche mio coetaneo con cui andare a mangiare il gelato, tutto qua

    1. Le persone cristallizzate, quelle che a 40 sono uguali a quando ne avevano 30, che ha 50 l’unica cosa che hanno variato è la taglia della camicia.
      Quelle che ripetono se stesse in un loop dal quale non riescono uscire, situazioni, dinamiche, amori, cambiano talmente lentamente che il cambiamento è quasi inesistente.

      Non vivono bene. Vorrebbero ma non possono (dicono). Sono rassegnati diventando così un destino autoavverante negativo.

      Alcuni sono rassegnati e basta, altri non sopportano chi non è rassegnato come loro. Perché diventano memento di ciò che puoi essere e non sei

      Lo dico senza arroganza, tutti ci passano per alcuni periodi di vita, pure io. La differenza è la voglia e i tentativi (fatti anche di errori) per uscire alla vita

      1. No.
        Tu finto rassegnato, cerchi scappatoie in cui cerchi di salvare capra (te) e cavoli (la situazione che vivi).

        E’ un equilibrio instabile. E’ un camminare su un filo teso tra due palazzi, con i sacchetti di cemento sulle spalle.

        PS: della capra non te lo aveva mai detto nessuno? 😛

  1. Vorrei dirti che il titolo al post lo hai dato perché hai conosciuto un falegname, sai un artigiano che crede ancora nel valore delle mani, che forma da un’idea e sa che per quanto si sforzi difficilmente saprà fare materia esatta del suo pensiero, allora continuerà a credere di poterne essere capace se saprà mettere in discussione sè stesso e la sua idea, se non incatenerà le mani al concetto di perfezione, se sarà disposto a cambiare perfino la materia prima da cui ricavare la forma.
    Vorrei che fosse così perché per me la tua anima è una rara bottega.
    Un bacio :*

  2. “Tu parli, ma loro non ti ascoltano, pensano già a cosa risponderti ancora prima che tu finisca di parlare”…ma non sanno che sarà fatica inutile, perchè tanto tu NON finirai mai di parlare… 😉

  3. Cara si chiama etichettare. Purtroppo quando una persona ti dà per scontata è un’impresa farle cambiare idea. Tutte le volte che ci ho provato è stato un fallimento totale e a quel punto forse è il caso di lasciare le persone nella loro chiusura mentale.

      1. Lo so bene però le persone hanno bisogno di capire da sole quanto valiamo e non stare lì a dimostrare un qualcosa, a dimostrare che siamo meritevoli di attenzione o semplice ascolto. Ne ho perse davvero tante di persone per questo motivo, molte delle quali avrei voluto che restassero. Allora mi sono posta la domanda inversa rispetto al “io ne valgo la pena per loro”, ma loro valgono la pena per me?

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