BOTTONI

Sono stata una bambina timida e introversa.
Sono stata una adolescente introversa e timida.
Sono stata una ragazza introversa, timida e silenziosa.

Poi sono diventata una donna estroversa, determinata, forte e sicura, ma ho radici in quelle me. Questo mi complica, a volte, la vita. Non poco.

Ho una radice che ha la forma di una bimba di tre anni e mezzo con un sacchetto pieno di centinaia di bottoni.

Con i bottoni giocavo. I bottoncini rosa confetto diventavano i maiali della fattoria, quelli bianchi e piatti la recinzione, quello grosso e marrone la mucca, e così via. Ero capace di giocare per ore e ore con i bottoni. Costruivo mondi e fantastiche storie. Tutto da sola.

Non ho più un sacchetto pieno di bottoni, oggi ho un sacchetto pieno di pensieri improvvisi e di emozioni cui do forma digitando su una tastiera. Le parole son i miei nuovi bottoni, lo scrivere le mie fantastiche storie.

Se mi guardate voi vedete una donna.
Se io mi specchio vedo una bambina di tre anni e mezzo.

bottoni

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25 pensieri riguardo “BOTTONI

      1. In realtà è ambientata in Francia (l’autore del libro è francese) nei primi del ‘900, e si riferisce alla “guerra” tra ragazzini di due paesi ….il bottino, per chi vince una battaglia, sono proprio i bottoni dei calzoni dei perdenti che così sonno costretti a tornare a casa reggendoli con le mani tra lo scherno degli altri.

      2. Non lo avevo mai sentito, e quindi mai letto. Non so come mai mi ricorda la trama dei ragazzi della via pal, del resto lotte tra ragazzini (che in qualche modo rappresentano le lotte dgeli adulti)

      3. Vincer con ogni mezzo? Dici?
        Sai che credo dipenda dal ragazzino/a.

        Già ci da allora si defiscono le caratteristiche. Chi si vuole con ogni mezzo e chi pensa a che accade se

  1. (ripeto)
    Io giocavo con le mollette.
    Sono rimasto a quell’età. Lo so senza manco specchiarmi.
    E lo capiscono pure quelli che mi guardano.

    Tu sei diventata forte e decisa.
    Non è poco.

    1. “Ma tu sei forte” me lo dicono spesso, come se fosse stato aprire un cassetto ed indossare un paio di mutande pulite.
      A nulla vale spiegare che solo i fragili possono diventare forti e il prezzo che si è pagati e che si continua a pagare (a volte) non è poco.

      :*

  2. con i bottoni impari a immaginare, a tenere delicatamente tra le dita vita e pensieri, li puoi infilzare e farne collane, impilarli in torridipisanondipisamapendentiecascanti… guardare il tempo attraverso i fori di un bottone, se riesci a passarci attraversi diventi più forte e decisa…. io sono ancora da questa parte ma spero un giorno di passarci in mezzo.. 🙂

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