ABBRACCIO

Ho dovuto fidarmi delle persone errate per fidarmi di quelle giuste.
Ho dovuto capire il silenzio per apprendere a parlare.
Ho dovuto perdermi per ritrovarmi.
Ho dovuto amare la persona sbagliata per cercare quella giusta.
Ho dovuto dovere per comprendere che non devo niente.

Ho avuto una mente in lotta con il cuore per così tanto tempo.
Quando, si sono abbracciate in un atto d’amore e fusione definitivo, illuminate dal chiarore di una luna che sbirciava da un’alta finestra, io mi son sciolta in mezzo a loro felice.

Quella notte ho compreso la dualità che combacia e unisce.
La mente è fredda, e tale deve esser a equilibrare un cuore che brucia ogni cosa al suo passaggio. In quell’equilibrio viviamo noi umani, in quell’abbraccio impariamo ad amarci, e nel farlo apprendiamo anche l’amore per chi “noi” non è.

fire

Avvolta da quel tepore, ho scoperto che se non ci amiamo noi, neppure gli altri lo faranno.

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20 pensieri riguardo “ABBRACCIO

  1. Faccio mie le parole di una splendida amica:
    “Penso che la vita è rutilante e assurda, irredimibile e potente, immensa e irrefrenabile come un masso da dieci tonnellate che si stacca dal fianco di una montagna e strappa via tutto quello che trova sul suo cammino. E penso che per sopravvivere occorre trovare un equilibrio per tenere insieme l’inconciliabile, un algoritmo da prestigiatori che ci consenta di sopravvivere nella diversità…
    …Ti devi fermare, dovunque sei, e ascoltare quella precisa sequenza di note che tutti sanno riconoscere istintivamente nella cavità al centro del petto. Ami? Sei amato? Se quel punto si scalda, se vibra, se rallenta il tuo battito e fa un’eco, ecco, questo è il potere che tiene insieme l’irriducibile diversità del mondo.”

      1. Il mio guaio è quando realizzo. Finché vivo nell’ignoranza, sono altrettanto beato.
        Ma quando realizzo… è lì che inizia la lotta. Per trovare, appunto, l’equilibrio.
        Perché a volte amarsi vuol dire ferire, essere egoisti, pretendere senza volersi dare.

        Sto lottando, contro me stesso, perché appena me so’ azzardato a far vibrare quel punto, o meglio: a lasciare per un attimo che vibrasse…
        sbam! musata secca.

  2. oggi più che mai condivido questo tuo pensiero, ho ricominciato ad amarmi e a prendermi cura di me, nonostante tutto, nonostante gli altri, nonostante me… è bello rinascere, davvero una sensazione meravigliosa ❤

    1. Me ne son resa conto leggendoti sul social.

      Hai scritto e scrivi delle cose che sto sentendo molto, come se stessimo vibrando sulla stessa frequenza in questo (anche) periodo, quind probabilmente lo stiamo facendo.

      Ho percepito che tu come me, siano stanche di alcune dinamiche.
      Compresa la nausea, il bisogno di distacco, il metter paletti e il far spazio di una certa tipologia in invasione mediatica.
      Io li chiamerei gli analfabeti funzionali emotivi (e intellettivi)

  3. “Ho dovuto dovere per comprendere che non devo niente”, una cosa verissima che penso di dover ancora imparare… per non sentire di aver dato di meno, per non sentirsi sempre in dovere e in colpa soprattutto! Grazie per averlo espresso così bene!

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