PIEDI

Ogni passo che ho fatto per esser quello che sono, lo so ti pare sia stato leggero, ma ho percepito ogni singolo sasso. Posso dirti quanti erano aguzzi e quanti tondi, quelli levigati dal mare e quelli appena nati da una roccia. Vi sono spine che ancora oggi, son rimaste lì prigioniere, tra carne e pelle, a ricordarmi di certi sentieri.

Avevo piedi morbidi e pelle rosea. Muovermi sui terreni non è stato facile. Per sopravvivere ho ispessito a tal punto la pelle che ad un certo punto non ho sentito più niente, neppure il soffice prato o il duttile terreno. Non sentivo il dolore, ma neppure il piacere della rugiada o il tepore del selciato battuto del sole. Non sentivo più.

E’ stato a quel punto che ho dovuto scegliere.
Sentire o non sentire. Respirare o soffocare. Nuotare o affondare.

Se sono qui, è perché ho scelto il cammino, la scelta è stata quella del vivere, anche se ogni tanto mi ritraggo. Ed è per questo, anche se ancora oggi, nel mio camminare mi sanguinano i piedi, stringo i denti e vado avanti, ancora un pochino, solo un pochino, ancora un pò. So che per ogni sasso aguzzo che percepisco ci sono milioni di fili d’erba ad attendermi.

Guardi alle mie sicurezze come a una caramella pescata distrattamente da un barattolo di un raffinato negozio di dolciumi, ma esse affondano radici che mi hanno trapassato la pelle per radicarsi in questo mondo.
piedi

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18 pensieri riguardo “PIEDI

    1. I sentieri son battuti da tante persone, ogni tanto incrociamo qualcuno che ha percorso qualcuno dei nostri… e ci riconosciamo…

      (grazie della farse finale, leggerla ha fatto bene a me)

  1. Si capisce che, per andare avanti, hai faticato. Ti capisco perfettamente perché anche a me è successo. Poi c’è un po’ di soddisfazione… il più delle volte con se stessi.
    Complimenti per il tuo scritto.
    Buona serata.
    Quarc

    1. Separati da nostra madre è la prima cosa che facciamo e nel farlo piangiamo. Ma l’istinto ci porta a farlo, nonostante il dolore della separazione…

      Io (come tanti) son sopravvissuta molte volte, ma questo sopravvivere è solo una transizione verso il vivere.
      Quando qualcosa nella vita ti mette in quelle condizioni, è solo un stanby temporaneo.

      Non puoi solo sopravvivere nella vita, se lo fai, sei già morto.

      (Preso l’abbraccio :* )

    1. Si vede che non hai avuto nonni con la campagna.
      Io ho camminato scalza a lungo, e anche dopo negli anni, appena potevo in casa (pare che in città non sia così igenico 😛 ), con disperazione di mia madre, camminvo a piedi nudi.

      Se ci fai caso i bambini vogliono sempr andare a piedi nudi, vivono l avita senza problemi loro. Si fanno male piangono, ma dopo ripartono.

      Si, hai ragione, illudendoti di farla franca… gli anfibi possono far venire bolle e calli, non solo il piede non respirando mai può ammalarsi e il sudore che si forma bruciarli la penna o peggio permettere a funghi di attaccarlo….

  2. Sono un feticista impenitente dei piedi e il tuo post l’ho sicuramente stravolto nel mio malato immaginario. Ma i piedi, spesso considerati solo un necessario terminale atto allo spostarsi, custodiscono una religione intima non curata e mal percepita dai più. Sassi aguzzi o fili d’erba, prima che nel cuore, lanciano grida o carezze proprio dai piedi, cercano attenzione, reclamano affetto vero, e avvisano spesso con incredibile anticipo, sul dove caxxo si sta andando.

    1. Stavo per chiederti come avevi stravolto il mio post, ma poi mi son detta forse meglio di no 😉

      I piedi sono il contatto con la terra, il “materiale” che ci nutre, nei piedi puoi leggere il dolore e con chi hai problemi, i piedi ti sorreggono e son loro che hanno permesso di elevarci e di riuscire a vedere ritti il sole e la luce… un simbolismo potente direi

  3. “Guardi alle mie sicurezze come a una caramella pescata distrattamente da un barattolo di un raffinato negozio di dolciumi, ma esse affondano radici che mi hanno trapassato la pelle per radicarsi in questo mondo”.

    Perchè quando non ci vedono è più comodo stare in superficie.

    1. Io direi “non ci vedono perchè vogliono stare in superficie”….

      Ma negli ultimi anni ho imparato anche a non aver necessita di esser vista, se non da poche persone, quelle (come te quando ci siamo conosciute senza vederci) che neppure hanno bisogno di dirtelo “ti vedo”. Lo senti.

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