EVOLUZIONE

«Sono purtroppo refrattaria all’essere consolata (mano sulla spalla, parole dolci, contrita pazienza e com-patimento – una serie di cose che mi fanno stringere lo stomaco più dalla rabbia che dalla sofferenza, e non fate a casa quello che leggete qui), e a quanto pare o esprimo sofferenza o parlo.
Se esprimo sofferenza, non riesco a parlare.
Se parlo, non riesco a esprimere sofferenza. (E’ il motivo per cui, fun fact, alcune persone parlano con estremo distacco di avvenimenti atroci a loro appena accaduti: non è psicopatia – o, almeno, non per tutti.)
Se scrivo, invece, riesco a esprimere sofferenza – e viceversa.
E va espressa, questa sofferenza. Non vogliamo i tic e le paranoie, giusto?»

La leggo, la penso, la vedo, la sento e la “guardo”. Mi stempero nei sorrisi incondizionati. In Progenie mi rivedo in alcune cose e il sorriso nasce dal fatto che, si lo so, lei è una versione modificata e migliorata delll’evoluzione umana.

epigenetics-by-matt-forsythe

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26 pensieri riguardo “EVOLUZIONE

  1. che poi a ben vedere, se dovessi essere consolato, la mano non è proprio sulla spalla che dovrebbe andare…(va be’, forse dovevo aspettare qualche commento prima di mandarti in vacca il post) 😉

    1. sarebbe stata dura, dovevi aspettare a lungo, perciò ti perdono il tuo mandarmi in vacca subito il post ❤
      (venerdì pomeriggio postare è da suicidio, quasi nessuno ti legge e commenta, ma io son fuori pure da queste regole)

    1. Ciao Nessuno (in fondo lo sei un pò Ulisse, che cerca ancora la sua casa)

      nessuno a il coraggio di mettermi un braccio attorno alle spalle… potrei mordere, o piangere, o sorridere… troppe variabili 😛

      1. (ho capito ora che quelle erano parole di Progenie…)
        ((vabbe’, sono un po’ anche tue quindi, no?))
        (((‘mazza quanto scrive Progenie – e quanto scrive bene, pure)))

      2. Progenie quando scrive è logorroica (rispetto agli standard della rete).

        Sono un pò anche mie si 😛 perchè quel “refrattaria all’esser consolata” (anche se piace sapere di poterlo essere, o forse una parte di noi anela ad esserlo, ma non come accade “normalmente”) e “Se esprimo sofferenza, non riesco a parlare. Se parlo non riesco a esprimere sofferenza”, appartiene anche a me .

        (Eh sì, a prescindere dal cuore di Mater, ella scrive bene ❤ )

      1. Esatto …o ne ha comperate un centinaio (vabbè, io quando ne trovò che mi piacciono ne prendo tre uguali alla volta) oppure in settimana la manda in tintoria e la ritira il sabato …chissà se gira in canottiera nell’attesa

  2. …in ogni caso sia esprimere sofferenza che parlare -lei ha detto bene- quando si deve fare lutto richiede molta energia. È una bella evoluzione la tua, la sua. Ho pensato che siete un incastro voi due. Un abbraccio ❤

  3. Hai citato un blog ‘cazzuto’ ! Progenie… Sono una mente semplice, semplicissima …Ho letto un pò … Troppo prolisso… Che dirti ? Forse è meglio aprire la finestra in una giornata di sole al mare e … Respirare profondamente ! Molti pensieri evaporano velocemente e ci accorgiamo d’esser migliori !

    Un commento non-sense ma io stesso sono abbastanza non-sense !

    Felicitazioni !

    1. Progenie qundo scrive per se e diventa criptica (chissà da chi ha preso 😛 ) e scrive a lungo rispetto agli standar che si usano oggi in rete (da twitter in poi nessuno legge più le cose “lunghe”).

      Quando scrive per pubblicare (libri e racconti) diventa più umana e comprensibile 🙂

      A volte anche io devo rileggerla per capirla, consalti 😀

  4. Ci sono passata e ci sto passando e sinceramente sono in piena crisi di rigetto…. Ho perso il marito da un anno e le reazioni ancora continuano ad essere da “ti capisco poverina” e”…ma non lasciarti abbattere” a “la vita continua” a “ma sei tanto giovane ti rifarai una vita” a “…però ti trovo bene!!”(come se si aspettassero le gramaglie e i lamenti ai piedi della pira….a volte non rispondo nemmeno tanto ognuno ha già le sue risposte. Come se ci fosse un piano B in certi casi! Il mio dolore è e resta privato. Sto ricostruendomi la vita giorno per giorno, con tanta fatica, cercando di capire prima di tutto chi sono io a questo punto (dopo 32 anni di vita condivisa con il mio compagno che era anche il mio miglior amico) e soprattutto cosa voglio…

    1. Non ho parole, so che nessuno può veramente capire il dolore di un’altro, può solo empaticamente stargli vicino… se riesce

      Spesso ti dicono frasi come quelle che ti hanno detto perchè affrontare il dolore, sia proprio che altrui, spaventa e ci si blocca in queste frasi che non comunicano nulla a chi lo prova (se non addirittura, a volte, scatenano nervo e “rabbia” in chi le sente).

      La tua perdita mi risulta al solo pensarla, immensa, cicatrice che pulsa. ❤

      1. Ti ringrazio e…credimi ce la sto mettendo tutta, ricomincio da me anche perché glielo devo, mi ha migliorata come persona e gli devo tanto. Attingo alle mie risorse: il lavoro, leggo tanto, dipingo da una vita, scrivo….Tu sai una donna, se vuole, può non soffrire di solitudine. Mi manca tanto lui…ma questa è un’altra storia….

      2. Certi vuoti rimangono, possiamo solo abbellirli… come una stanza vuota, senza mobili, ma alle cui pareti appendiamo i quadri che amiamo….

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