COSINA

Stamattina l’ho sognata. Ma era un sogno? Ero in quella fase in cui sei sveglia ma non ancora caduta in questo mondo.

Era acciambellata, vicino alla mia pancia mentre ero, a mia volta, acciambellata di lato. Riuscivo perfino a sentire la consistenza fisica della sua presenza, il mio braccio ad avvolgerla, per poi rendermi conto che non era possibile, ma sentirla lo stesso.
Ed è allora che è esploso il dolore, quello che quando uno è vigile, controlla sempre, modula, gestisce. Quello di avere la certezza di non poterla più sentire, toccare, annusare e abbracciare in questa vita. Mi son piegata in due, rannicchiata a volerlo contenere. E son fuggita in un sogno. A stemperare un vuoto che con i pensieri non riuscivo a colmare.

Mi son ritrovata nella mia stanza. Un monolite grezzo, nero, lucido, appuntito, tipo Stonehenge, faceva parte della mia camera da letto. Si era spezzato e aveva preso altra forma, una L, alzata da terra.
Ho sognato quella stessa stanza, invecchiata, in cui si vedevano alle pareti i rimasugli di scotch adesivo, fogli appesi ormai spariti, che rammentavano un lontano passato staccato e chissà dove, ormai, volato via.
Pensavo che avrei dovuto ridipingere e cercavo aiuto per incollare il monolite e riportarlo alla sua vecchia forma.

Pochi minuti di sogno ed è arrivata l’orda felina.
La piccola Sophie che cerca carezze e dispensa fusa mentre si infila sotto il piumone, tra braccio e collo. Loki in paziente attesa sul comodino ad osservarmi da vicino. Moka cui pesa far il maschio forte perché “oh io son maschio coccoloso, dai impastami la pancia”, si adagia al mio fianco. Atena, signora Alpha di casa, nume tutelare, mi sorride con gli occhi e con la coda ritta. Smilla la paurosa si mette in fondo al letto e Morgana controlla da lontano.

Sono donna fortunata, fusa e amore come cascate, che noi al Niagara ci facciamo le pernacchie, ma Lei manca lo stesso, molto più di quanto avessi mai potuto immaginare.

I cromosomi della mia anima si sono intrecciati con i suoi.

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12 pensieri riguardo “COSINA

  1. …. lo resteranno per sempre e non è vero che il tempo cura certe ferite… semmai le nasconde, le accantona ma quando ricompaiono, sanno far male più forte di prima, l’importante è farsene una ragionevole ragione… Solidale per esserci anche io passato a mio tempo… Un abbraccio!

  2. fa cose strane la mente …poco tempo fa nel sonno ho sentito il mio gatto saltarmi sulle gambe ed acciambellarsi. Mi sono svegliato proprio per il peso sulle gambe …realizzando che non è più con me da almeno una decina d’anni

  3. Queste mancanze sono atroci, lo so bene. E quando capitano, ti spezzano in punti che fanno un male che non lo ritenevi possibile.
    Quasi non vorresti dispensarlo più quell’amore, per quella dolorosa assenza.
    Ti abbraccio forte.

  4. Sento spesso il mio gatto che salta in fondo al letto e si acciambella nella conca delle gambe, lo vedo passare nella penombra con la coda che svetta. So che c’è, a pochi passi da me, un una dimensione così vicina da poterla sfiorare e mi conforta questo pensiero 💝

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