DISCONTINUA

Devo a La bloggastorie l’avermi spinta a far foto spogliandole dai colori. Nel farlo mi son ricordata che io vivo nel “bianco” e nel “nero”. Il grigio, nella vita, non lo vedo, ma amo le foto grigie. Danno spessore a particolari che, nei colori, si nascondono.

Ma, questa terra, la vivo attraverso i colori forti, intensi, decisi

Lasciandomi abbracciare dai colori della mia anima

Tutto questo per dire, ancora, anche oggi, che sono grata a questa vita. Anche in questo momento in cui il mio cuore vibra in maniera discontinua, ma grazie a questo, “sento” il mondo da un punto di vista diverso, lo vedo con la pelle e questo espande il mio vivere.

30 pensieri riguardo “DISCONTINUA

  1. Il colore concentra lo sguardo e l’attenzione in punti precisi, quelli decisi dal fotografo, quick and simple. Usare il bianco e nero e tutte le sfumature in mezzo costringe invece l’osservatore a lavorare di testa, a dover cercare il senso nei particolari. La fotografia a colori colpisce più o meno tutti allo stesso modo, quella in B/N no.

  2. Non sempre il colore esalta il soggetto, a volte è proprio l’apparente assenza di colore a renderlo più manifesto, quasi ne mettesse in luce l’essenza.
    Le tue foto comunque sono splendide con e senza colore.

      1. Se facessi io delle foto in b/n e ne capissi lo spessore, se mai ce ne fosse, allora sì, potrei averne paura.
        Ma visto che le fai tu (o chiunque altro), se anche lo capissi, di cosa dovrei aver paura?
        Sarebbe, semmai, un miracolo, tipo Quèlo:
        “ma lei, se oggi le citofonasse Gesù, ci crederebbe?”
        “eccerto!”
        ” e perché?”
        “perché il citofono so’ cinque anni che è rotto… “

      2. perché le foto, come le parole, come la musica (che è quella che “colpisce” più te) portano a galla emozioni….)

        (oh io ti rispondo solo qua)

    1. Il grigio mette a nudo le foto. E’ duro e forse senza “pietà” per questo capisco che può render tristi, fotografa un attimo che non è più e te lo ricorda togliendoli i colori…

      (Sai vero che per l’audio ascolterò stasera)

      1. (ho risposto sopra, te la ricopio qui):

        Se facessi io delle foto in b/n e ne capissi lo spessore, se mai ce ne fosse, allora sì, potrei averne paura.
        Ma visto che le fai tu (o chiunque altro), se anche lo capissi, di cosa dovrei aver paura?
        Sarebbe, semmai, un miracolo, tipo Quèlo:
        “ma lei, se oggi le citofonasse Gesù, ci crederebbe?”
        “eccerto!”
        ” e perché?”
        “perché il citofono so’ cinque anni che è rotto… “

    2. Anche se le fotografie sono poi in effetti in b/n, il punto non è il b/n e neanche viene mai citato. O almeno non è mai stato la mia interpretazione di quella scena. Si parla di viali deserti, di alberi senza foglie… di assenze e mancanze d’altro tipo e ben più profonde, a prescindere dal colore.

      1. Manca la parte dove lui osserva le foto sulla parete, che sono in b/n.
        La mia interpretazione è, come dicevo sopra, l’incapacità di coglierne lo spessore.
        Di fronte più o meno a tutto, non solo alle foto in b/n.

      2. riuscirò a mettere sta risposta sotto la domanda giusta?

        (ho risposto sopra e ancora sopra, te la ricopio qui):

        Se facessi io delle foto in b/n e ne capissi lo spessore, se mai ce ne fosse, allora sì, potrei averne paura.
        Ma visto che le fai tu (o chiunque altro), se anche lo capissi, di cosa dovrei aver paura?
        Sarebbe, semmai, un miracolo, tipo Quèlo:
        “ma lei, se oggi le citofonasse Gesù, ci crederebbe?”
        “eccerto!”
        ” e perché?”
        “perché il citofono so’ cinque anni che è rotto… “

  3. Avevamo pochi giorni fa ragionato sule tue fotografie, e ti avevo già offerto il mio apprezzamento. Non posso che confermare il mio giudizio positivo (per quanto valga hahaha!), mi unisco a chi decanta in particolare quelle in b/n. Brava.

  4. ❤sono felice di averti fornito un’occasione…
    Le foto in b/n come sai mi piacciono molto. Non sempre, non tutte. La privazione del colore certe volte ne sottolinea più forte la presenza. Come fanno certe assenze. Credo avvenga anche con la troppa luce che spesso, così forte, oscura il resto.
    Poi sai io credo che le immagini siano certe volte come le parole che non sappiamo dire…
    Ti abbraccio ❤

  5. eh …vita facile ora che basta trasformare una foto digitale con photoshop.
    Quando avevo la passione (ed il tempo) per la fotografia usavo le pellicole, e di quelle in bianco e nero ne avevo sempre almeno di tre differenti sensibilità (ASA) per dare più o meno definizione ai particolari, i filtri rosso e blu per caricare i contrasti già al momento dello scatto …e poi in camera oscura si lavorava con le dita sotto l’ingranditore per dare più o meno luce ad alcune parti.
    Un po’ mi manca

    1. eh vita facile, una volta andavamo a piedi e ora in auto… 😛

      Fedi la vita è mutamento continuo e l’uomo cerca soluzioni per far meglio con minor fatica.
      Io non son una fotografa, ma amo fotografare, se però lo fossi dovrei saper fare anche quello che facevi tu… (che potresti ricominciare, volendo)

  6. Adoro il bianco e nero perchè senza la distrazione dei colpri tutta l’attenzionr va ai contrasti dei toni di grigio, alla luce, alle linee e alle forme.. bellississimi questi scatti

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