PAROLE DENSE

Ci son quelle volte che non lo riesci a capire se ti stai arenando o stai cercando di spiccare il volo.

Son le volte del silenzio, delle domande che ti poni, delle risposte che ti dai e che poi metti in dubbio.

Mi girano i pianeti e facendolo,  producono turbinii di pensieri e emozioni, come tumbleweed nel deserto.

Saturno storto, mi osserva sorridendo. Mi mostra con la mano destra le cesoie, che io so usare troppo bene. Nel mentre tiene nella mano sinistra un affilato bisturi, che so utilizzare con la maestria di chirurgo di fama mondiale. Di sottofondo, l’intenzione costante, di recidere solo rami secchi e mai arti sani, perché a volte può accadere il contrario.

Plutone continua imperterrito a portarmi nella mia personale discesa negli inferi. Talmente a fondo che sfioro il cielo dall’altra parte, confondendomi tra inferno e paradiso. Cerco nel buio i tesori e i semi che sparge. Abituarsi alla propria oscurità non è sempre facile, eppure è l’unico modo per vedersi.

Urano opposto, mi fa costruire per poi distruggere, in una altalena continua dei due passi avanti e uno indietro. Mi fa apparire incoerente, mentre son di una coerenza integerrima, nel mio trasformarmi.

Astrologia, gioco e metafore, mentre sento la necessità di parole dense. Come miele. Esse parlano sottovoce.
Nei suoni di una vita che si riempie di rumori per non percepirsi, non le sento. Nel frastuono dei pensieri del lobo temporale, non comprendo il loro dire. Ecco le volte del silenzio, anche quando sembra che parli.

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30 pensieri riguardo “PAROLE DENSE

    1. esattamente

      come tutti i blogger che scrivono un pò narcisi lo siamo (altrimenti scriveremmo sul vecchio caro diario di carta, che tra l’altro, ho tenuto per anni), ma scrivere per farsi comprendere (in parte) dagli altri aiuta a far chiaro in noi…

      1. Esatto. Ci stavo proprio ragionando oggi.
        D’accordo Narcisi, ma vuoi mettere il valore ermeneutico?
        Baci ragazza, buon 2018 🙂

  1. Periodo di confusione che poi, in fondo, confusione non è, ma solo l’incontro di mille emozioni e pensieri ognuno con la sua soluzione….ed allora meglio il silenzio. Buona giornata 🙂

      1. capita è vero, abbiamo sempre timore a lasciar il certo anche se non “bello” per avventurarci in qualcosa d’incerto che potrebbe rivelarsi miglior per noi

    1. esattamente (anche questo 🙂 )

      perchè chi legge, magari non vede quello che hai scritto tu, ma vede perfettamente quello che ha dentro lui/lei

      (capita anche a me quando leggo altri)

  2. Non so neppure se ho fatto bene, sapete tutti che sono e resto imbranata, ma spero che i commento ti arrivi.Solo per dire che il blog accoglie voglia di scrivere e leggere “parole dense” molto più di come possa fare Fb e che sì, un po’ di narcisismo c’è, ma c’è anche il desiderio di confrontarsi e comprendersi. Ciao

  3. Con tutto questo giramenti di pianeti, per forza poi ci vuole un po’ di silenzio! 😉
    Non è bella la nebbia, lo so bene io, dalla pianura padana 😉

  4. C’è un fenomeno del miele che è quello della cristallizzazione. Non piace a tutti eppure i cristalli ne esaltano il sapore e indicano il suo essere autentico.
    Ti leggo e penso che vorrei per te parole sì dense ma soprattutto cristalline ❤

    1. So già di avertelo già detto e che mi ripeto, ma del resto è la verità, tu quando scrivi, sia un post, sia un commento, scrivi intingendo direttamente da un luogo chiamato “poesia”…

      Grazie delle tue parole ❤

  5. Spesso quando ti stai arenando te ne rendi perfettamente conto, ma non hai la forza o la voglia di cambiare qualcosa, perché in cuor tuo speri sempre che le situazioni si sistemino da sole. Ma non è così, purtroppo.

    1. Ho imparato anni fa, che se fai finta di non vedere una situazione, e speri si sistemi da sola, puoi farlo, e accade! La cosa si sistema da sola, ma:

      a) difficilmente quando fai scegliere alla vita e/o a altri, sarà la situazione migliore per te

      b) non puoi neppure lamentarti di quello che accade dopo

      c) potrebbe arenarsi di nuovo e in modo peggiore

      Quindi da allora, se mi accorgo che mi sto arenando, io recido la corda che mi tiene inchiodata. Ma far finta di non vedere, porta a conseguente peggiori (per noi stessi)

      L’unico vero problema e quando non capisci che ti stai arenando…

      1. E’ un discorso complicato da farsi, ma forse più che mancanza di coraggio e paura di ciò che non conosciamo. Quindi preferiamo un certo orrendo che una possibilità di bello.
        (ti sei mai chiesto come mai molte persone

        (tu mi dirai , ma è la stessa cosa, e ti ti rispondo “non proprio…”)

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