SCELTE

Non ci sono risposte, soltanto scelte.

Quando ho iniziato a decidere della mia vita è stato come mettere un piede nel vuoto, ma avevo una pulsione dentro, essere quella che ero.
Pensavo di aver iniziato a decidere tardi e questo mi penalizzava, gli altri lo avevano già appreso. Avevo sempre il fiatone per star dietro loro. Mi sembrava che gli altri sapessero già come e quando far le scelte e quando erano giuste e quando sbagliate.
Le mie parevano sempre sbagliate, scelte che mi portavano sempre in situazioni in cui soffrivo.

Poi ho capito, non ci sono scelte giuste o sbagliate. Ci sono solo scelte. Come le affronti. Come scavalchi gli eventuali imprevisti. Come ti poni tu.
Mi son resa conto che alcuni di quelli che credevo scegliessero, in effetti non lo facevano. Semplicemente si lasciavano trasportare dall’onda della vita e imprecavano quando questa onda li sommergeva.

Ci ho messo anni per non aver paura delle decisioni. Alla fine ho compreso, delle responsabilità, devo farmi carico solo delle mie, lasciare le altrui ai rispettivi proprietari, e ciò per il loro e il mio bene.
Così facendo scoprire che non sono pesanti, perché essere responsabile di me, vuol dire avere la mia vita tra le mani. E’ una sensazione bellissima.

Ho impiegato tempo, ma ci sono arrivata (fino a qui, più avanti magari scoprirò altro) sta a noi, sempre. Oggi ci son scelte che faccio in un secondo, altre in cui ondeggio per un pò, ma in ogni caso ogni volta, anche quando un po’ di paura mi rimane, quando salto in groppa a una scelta, ogni volta so che scelgo me e i miliardi di possibilità che si dipanano davanti.

PS: “Non ci sono risposte, soltanto scelte” cito Stanislaw Lem in “Solaris”

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34 pensieri riguardo “SCELTE

  1. e sembra un gioco di parole… ma anche quando NON si sceglie in realtà si sceglie di muoversi in un determinato modo e questo è spaventoso e meraviglioso insieme. 🙂

    1. Per come la sento/vivo io (che non è la verità, ma il mio pensiero) quando non scegli hai due opzioni:
      a) fai scegliere agli altri
      b) fai scegliere alla vita
      nessuna delle due troverà il modo meno doloroso per “crescere”, ma solo il più veloce.
      Ecco vista in questo modo può essere la scelta di non scegliere 🙂

      1. Esatto e nel momento in cui tratti il tuo “stare immobile” come una scelta ( e, in fondo ognuno ha il diritto anche di decidere di stare lì) allora qualcosa cambia. La consapevolezza è un bel punto da attraversare, quasi come un ponticello

  2. Le scelte importanti della mia vita le ho sempre effettuate con calma e lunghi periodi di ragionamento.
    Soffrivo anch’io nel vedere che molti era “più avanti” rispetto a me, me il tempo ha dato ragione alla mia pazienza e alla mia “razionalità”.

    1. Una volta facevo anche io così, estenuanti pro e contro, fino a sfinirmi…. poi la mia razionalità ha capito che a volte deve dare spazio alla razionalità della pancia (lo sai vero che esiste un cervello della pancia e che le cellule che formano entrambi son gli stessi di base, con funzioni diverse).

      Mi trovo benissimo e i lunghi ragionamenti li dedico a poco o nulla, con grande gaudio della mia testa che non ne poteva più 😉

  3. …Ho sempre scelto Emozioni ! …Mi sento sereno e fortunato e forse proprio per questo devo ringraziare il mio DNA ! Non ho mai dato molto peso al ‘se avessi fatto’ o su ‘come sono fatto’ ! Sono andato avanti sempre guidato dalle Emozioni. Qualche volta ho preso delle facciate, qualche altra è andata bene e la fortuna mi ha premiato lungo la strada ! Non penso d’esser una persona facile, ma vivere con serenità fa bene a chi mi sta vicino.

    Ciao.
    (Le tue riflessioni, quando le capisco, sono sempre molto belle).

    1. oh io son stata molto razionale, poi molto emozionale, poi molto confusa e da questa confusione le due “donne” (anche se adir la verità sono molte di più 😛 ) che mi abitano, hanno fatto pace tra loro, si sono abbracciate e hanno deciso che basta guerra, una è indispensabile all’altra 😉

      (lo ammetto a volte scrivo un pò criptico, ma non per volontà, solo che è difficile a volte dare forma alle emozioni in parole)

      1. Hai ragione ! A me le cose da scrivere (che poi non scrivo) mi vengono di notte nel dormiveglia … E poi svanisce tutto ! Sarebbe bello fissare in modo concreto quello che ci agita dentro… Ci proviamo …
        Ciao.

    1. “Scegliete la vita; scegliete un lavoro; scegliete una carriera; scegliete la famiglia; scegliete un maxitelevisore del cazzo; scegliete lavatrici, macchine, lettori CD e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita; scegliete un mutuo a interessi fissi; scegliete una prima casa; scegliete gli amici; scegliete una moda casual e le valigie in tinta; scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cazzo; scegliete il fai da te e chiedetevi chi cacchio siete la domenica mattina; scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio ridotti a motivo di imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi; scegliete un futuro; scegliete la vita. Ma perché dovrei fare una cosa così? Io ho scelto di non scegliere la vita: ho scelto qualcos’altro. Le ragioni? Non ci sono ragioni.
      Chi ha bisogno di ragioni quando ha l’eroina?”

      Mi stai dicendo che io sono il tuo eroe, ed essendo femmina, son la tua eroina? 😉

      (Amo anche io quel monologo. Poi un giorno quando ci rivedremo ti racconterò di amsterdam, di una discoteca, e di un cesso)

      1. Davvero quando ci siamo visti non ti ho raccontato delle mie feste nei boschi? Del mio record di veglia (36-40 ore… ora più ora meno)?
        Di Valencia? del life festival in Irlanda? delle feste che organizzavo alla Cattedrale di Cusano con i miei amici?
        Allora non ti ho raccontato niente di me

        (si so essere bastarda)

    1. Giuste e sbagliate è un concetto che dipende dal luogo dove vivi, dalla società in cui sei nato, dall’educazione data… quindi (a parte un paio di rare eccezioni per quanto mi riguarda), esiste davvero un giusto e sbagliato?

      (Mejo uno bono 😉 )

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