L’AMORE E IL DITO MEDIO

Avevo scritto un post.
Ho cancellato tutto.
Quasi.

Ho conservato tre frasi.
L’inutilità delle parole mi sembra sempre più ampia.
Mi si fondono le emozioni mentre le penso, non riescono ad arrivare alla tastiera.
Forse dovrei solo postare foto per un pò.

In ogni caso i concetti sopravvissuti sono:

L’amore per una persona, per una cosa o un’idea può svanire, può frantumarsi e a volte lasciare te frantumato. Ma l’amore ti fa sempre un regalo, anche quando se ne va. Ti regala il talento che ha scavato e portato alla luce, quello ti rimane, è qualcosa che ormai fa parte di te.

Poi ti guardi intorno e lo vedi. C’è gente che ama l’odio, perché l’odio la fa sentire viva.

So amare ancora chi mi ha ferito* e questo mi ha reso, mi rende, libera.

*(oh non tutti, non immaginatemi tutta new age e simboli di pace, io al massimo alzo il dito medio)

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36 pensieri riguardo “L’AMORE E IL DITO MEDIO

    1. Perchè lo fanno?
      Spesso perchè non gli hanno insegnato l’amore e non sanno esprimerlo. Se nessuno ti insegna “una carezza”, tu non saprai darla.

      Altre volte perchè non riescono a vedere gli altri, gli manca empatia, anche qui nessuno gli ha insegnato.

      Poi anche per egoismo, perchè gli hanno insegnato che esserlo è l’unico modo per sopravvivere, non dicendogli però che è anche un modo per vivere nel disagio interiore e quindi male.

      Tutti noi abbiamo ferito qualcuno per questi motivi (e altri), a volte solo anche per stupidità giovanile. Io l’ho fatto.

      La differenza è qua però, tra qui ad un certo punto crescendo, qualcuno della sua vita prende in mano le redini e fa la differenza migliorando. Qualcuno si rinchiude e rintana in quello che gli hanno insegnato (pensa che a sua volta a chi ti insegna… gli hanno insegnato…. errori che perdurano nei tempi dei tempi se tu non spezzi la catena).
      E’ una scelta personale, ti direi dell’anima se ci credi, se non ci credi della persona fatta carne.

      La rabbia e la tristezza sono prigioni emotive che ti inchiodano…. ecco perchè perdonare (nel tempo, ognuno ha i suoi di tempi, pensa che con una persona io ci ho messo oltre 4 anni) ti rende libero

      1. …Banalmente non so cosa schiacciare per dire ‘mi piace’ ma approfitto del commento per sottolineare come tu abbia centrato perfettamente l’argomento !… Rabbia e Tristezza con pazienza passano ma rimane sempre quell’amaro in bocca, quella ‘incompiutezza’ fatta anche di ingenuità nel credere che il nostro prossimo è anche un pochino simile a noi ! No, quasi mai !

        Grazie.
        Ciao.
        Stefano.

      2. Ognuno di noi è un pezzo unico su questa terra e quindi (nel bene e nel male) siamo diversi, ma siamo meno diversi di quello che pensiamo.

        Accettare quella diversità seppur minima ci costa fatica e quindi non vediamo e non ci vedono spesso nella nostra “interezza” e questo ci sa sentire extraterrestri.

        L’amaro con gli anni è un sapore che conosci.
        Ma ti dirò… (*) parlando per metafora, da giovane bevevo la caipiroska fragola e il cointreau con un cubetto di ghiaccio e una fetta d’arancia. Tutte cose dolci insomma. Poi ho scoperto lo sbagliato e lo spritz con il rabarbaro… insomma l’amaro. E ho scoperto che l’amaro ha molti sapori in se.
        Il dolce è dolce. Punto.
        L’amaro ti riempie la bocca, ma poi lascia e la traccia che lascia ti porta altri sapori.

        Il prossimo non è simile a noi, a punti di similitudine con noi. Dobbiamo trovare con ognuno cosa di simile abbiamo, e con ognuno e diverso… (quindi per niente facile sia ben chiaro 😛 )

        (*) davvero bevevo così da giovane e ho cambiato poi gusto amando poi l’amaro

    1. Chi odia l’amore ama l’amore

      non ricordi il detto chi odia ama?

      probabilmente è stato ferito in profondità e ora lo teme, pensando che quello che procura dolore è l’amore e non la persona che te lo ha causato

      Quindi pensa se lo odio lo tengo lontano e non mi faccio più male. Errore 😛

      1. no no, l’odio è la parte oscura dell’amore quindi se odi ami in qualche modo

        quindi l’indifferenza è la cosa migliore in certe situazioni 😉

  1. Io voglio ancora bene a chi ho amato. Questo non vuol dire che io mi sogni di notte certe persone e desideri stare ancora con loro, è solo che mi auguro per loro ogni bene e prego per la loro salute e felicità. Io son fatto così.

    1. Amare una persona ha un senso ampio.
      Se ti riferisci con le persone con cui sei stato in coppia è uno dei sei sensi, poi ci sono gli amici (o ex amici), poi ci sono altre variazioni di relazione.

      Per quanto mi riguarda le persone con cui sono stata. Uno uno spettro di variazioni da uno che mi è indifferente a uno che amo profondamente ancora (ma non intendere nel senso che ci tornerei insieme, ma nel senso che gli auguro solo amore nella vita). In mezzo un mio ex con cui son rimasta amica e a cui voglio un bene immenso.

      1. Credo che volersi ancora bene sia davvero bello.
        Le persone che hanno condiviso il nostro cammino meritano un ricordo e un affetto speciale, anche se ora hanno una vita che non si incrocia più con la nostra .

        (ovviamente a patto che non ci abbiano fatto del male)

    1. che belle parole le tue, per me…. grazie

      Ne torneranno delle altre, quelle cancellate erano vuote, non stavano dicendo quello che sentivo. Prima o poi torneranno in altra forma e le dirò

  2. Il dolore mi ha scomposta e quando è successo ho odiato. Quello che la ragione è riuscita a spiegare non ha ovviamente preservato la parte più intima, emotiva e sentimentale, di me.
    Il perdono è un cammino sia individuale che congiunto quando l’amore è radicato. Ed è lungo.
    Perciò quando sono stata ferita, cioè io in realtà mi sono sentita amputata, ho messo in discussione me stessa provando a chiedermi se la presunzione di saper vedere non mi avesse in parte accecata.
    La verità è che spesso la rabbia ancora domina i miei pensieri e forse è, questo, un modo per fingere di tutelarmi di fronte al rischio di una sofferenza.
    Lasciare andare il passato è un atto d’amore…ma il pensiero e l’azione, in certi miei giorni, non si guardano in faccia.
    Ti abbraccio ❤

    1. La rabbia all’inizio serve, la rabbia all’inizio preserva e fa da stampella a quello che ci manca, dentro e fuori.

      Ma la rabbia prolungata nel tempo consuma, divora, mangia. Come la fascite necrotizzante, il batterio mangiacarne, si infila nella ferita e piano piano ti consuma e ti uccide. Così è la rabbia.

      Se riesci, abbandonala. Se non riesci, comincia a chiederti a cosa ti serve la rabbia,

      Amica mia a cosa ti serve la rabbia?
      Cosa ti positivo vedi in lei per tenerla con te?

      (oh ti abbraccio forte anche io)

  3. hai cancellato quasi tutto il post, dici. mi sento ambivalente di fronte a questa notizia, da una parte sono un fautore del less is more, togliere parole è scrittura come metterne, dall’altra ho una sorta di rimpianto per tutto ciò che non supera la soglia della presenza.
    ml

    1. Non devi avere rimpianto per quello che ho cancellato. Era superfluo.

      Quelle che ho lasciato erano il fulcro.
      Tutto il resto era orpello che poteva esser scambiato per ego o ancor peggio che “Signorina Rottermeier”.

      Ho parole condensate in questo periodo.
      (o affumicate, o fuse, o disperse, o confuse)
      Eppure sto bene.

  4. Mi hai toccato nel vivo, l’amare non è solo di coppia è in senso ampio, uno può amare anche un amico, volergli bene tanto ma tanto. Certe amicizie, sono talmente profonde che quando se ne vanno, ti lasciano spaccata in due…e sì io alzo sempre il dito medio. Il mio vecchio amico mi manca da morire, mi ha lasciato qua con un cretino a cui voglio bene ma non capisce e non capirà mai e poi mai il significato.

    1. e che quando parli di amore, tutti pensano alla coppia o similare e io invece penso a un sacco di cose: mia figlia, i miei gatti, il mio cane, i miei amici, quello che studio, questo blog e si anche un uomo fa parte dell’amore ma limitarlo a quello, l’amore intendo, sarebbe come dire che io son fatta di una cellula sola e non di 100 mila miliardi di cui siamo fatti

      1. brava bravissima, si ma solo in pochi ci arrivano…anche per me l’amore è universale…uno non ama un libro, una foto, un quadro, un film….non ha una passione? Anch’io quando parlo d’amore si finisce sempre all’uomo….e che barba.

  5. C’è un’incapacità a cogliere il senso di quello che riteniamo un “subire”…spesso si dice che chi amavamo ci ha deluso o tradito, che non ci saremmo mai aspettati di essere trattati in un certo modo. Tutto è legato alle nostre asttese, alle nostre aspettative. Gli altri sono quel che sono, ma noi vogliamo vederli diversi…più aderenti alle nostre attese.
    Troopo lungo ‘sto discorso…
    Ecco, concludo allora. Io non penso mai di “subire” e questo porta l’attenzione su di me, non sull’altro. Quindi non mi riesce di odiare…questo volevo dire…

    1. Hai detto quello che io ci ho messo anni a capire.
      E che ogni tanto devo rammentarmi, specialmente quanto mi parte comunque, non dico l’odio, ma quella carica aggressiva chiamata sopravvivenza (che per il nostro corpo può essere sia fisica che emotiva).

  6. bah.. più complicato a farsi che a dirsi.. io non amo chi mi ha ferito, non odio, ma amore quello no.
    Provo più facilmente un sentito, profondo, viscerale disprezzo.

    Trovo giusta la considerazione sulle aspettative, ma alla lunga questa visione è un valido nascondiglio per chi fa lo stronzo e lo liquida con un “ma io sono così”. -_-

    1. Amare chi ti ha ferito non vuol dire frequentarlo/a e viverci accanto.

      Perchè ognuno è responsabile delle sue azioni e ne porta le conseguenze.
      Io amo ma una persona da anni, ma in questa vita (come dico sempre) abbiamo chiuso. Gli auguro solo bene e spero che possa trovare il bandolo della matassa (della sua vita). Ma io non ho l’obbligo di farne parte di quella vita.

      Oppure amo, ti posso dire che amo anche un’altra persona, ma non portando rispetto per quella che sono, non so se per egoismo suo o perchè io non capisco il suo “massimo”, con dispiacere pur amandola, me ne sto lontana.

      Io non permetto che mi si dica “io sono così”, perchè se me lo dici io rispondo “allora il problema sono io” e me ne vado.

      Non so se riesco a spiegarmi. Non incolpo nessuno per come è fatto, ma questo non vuol dire che devo sopportare (se non voglio) come è fatto.

      1. Ogni parola perfetta.
        Ecco, aggiungo che pure io ci sono arrivata negli ultimi anni e pure io esco ferita e rotta da certe relazioni/situazioni. Mica si è immuni solo perchè si è consapevoli…
        Solo che, come dici giustamente, sono io che decido cos’è bene per me e se tu non sei bene per me, io faccio delle scelte. Non recrimino e non odio, sposto.

  7. Sappiamo che rabbia e odio non servono, come altre mille cose… ma dipendiamo spesso da loro, saremmo così odiosamente spocchiosetti al contrario, e sempre sicuri di poter cancellare un chilometro di post lasciando comunque il fulcro… 😉

    1. Non dipendiamo da loro, loro dipendono da noi.
      Da noi dipende se lasciarli vivere e nutrirli o trasformali. Mi sembra che ci abbiano dato il libero arbitrio (anche se insieme non ci hanno regalato la facilità dell’utilizzo).

      ps: ho riletto tre, quattro volte il tuo commento, ma ancora non lo capisco, sarà il lunedì mattina, mi stai dando della spocchiosetta?

  8. Guarderei con gli occhi del dualismo. Dove lo Yng e lo Yang si compensano. Amore e odio. In noi c’è tutto questo. Dipende da noi stessi quale delle due fette (o bianca o nera) vogliamo che prevalga.

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