ME & SEGAIOL QUESTIONS

Sabato sera, ho visto 3… 2… 1… Clic!, sono stata a cena da lei.
Finestra sui navigli, camino acceso e rosso nel bicchiere.
Le invidio, benevolmente, un potenziale emotivo.

Che poi chiamarlo potenziale è riduttivo, lei “l’emotivo” lo vive. Lo indossa ogni giorno. Lo mette quando si alza, quando va al lavoro, quando si arrampica, quando veleggia, quando parla e quando nonostante un carattere schivo e tendente all’ostrica e lì a parlare di se.
Si veste di “emotivo” così tanto, nonostante una salda e certa razionalità, che mi parte il senso di protezione nei suoi confronti. Che, diciamolo, il mondo là fuori è così affamato di emozioni, capace, per sopravvivere, di cannibalizzarti senza grandi rimorsi.

Me lo domando, in questi mesi che passano, in questo luogo dove l’acqua non è calda, dove l’acqua non è fredda. In questo fare per fare e non per viverlo, in questa nebbia tranquilla che ottunde e anestetizza. In questo capire e comprendere, ma non sentire, dietro a una membrana di vetro.

Dov’è? Che fine ha fatto il mio potenziale emotivo? Esiste ancora? L’ho consumato allo sfinimento? Si è rintanato come un coniglio nella tana? Me l’ho hanno rubato? Qualcuno lo tiene prigioniero? L’ho perso irrimediabilmente? E’ solo deluso?

Sento il peso del suo vuoto. Se ci penso è strano, il vuoto alleggerisce, come può pesare così tanto?

Se fosse il vuoto del seme? Se fosse quel momento in cui sei isolato per scoprire nuove cose di te? Se fosse l’attimo prima della nascita?
Se invece fosse questo l’invecchiare? Lentamente staccarsi da emozioni per non sentirne la mancanza? Perdere il contatto con il se terreno? Sentirsi sempre più alieno a questo mondo per non sentirne un domani la mancanza?

Ah le mie domande! Il mio potenziale può esser scomparso, ma il mio essere segaiola mentale, fedele mi è rimasto accanto.

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20 pensieri riguardo “ME & SEGAIOL QUESTIONS

  1. Non credo possa dipendere dalla età, quanto piuttosto dalla tua storia, dal tuo passato. Le delusioni possono giocare un forte ruolo sul nostro “distacco” emotivo, per esempio, così come per esempio vivere o lavorare molte ore con persone fredde o poco empatiche.

  2. A me sembra che lo metti sempre bello in mostra il tuo potenziale emotivo, sia con la mentalità segaiola, sia con la gelosia e la ritrosia verso chi tende ad impicciarsi degli stati d’animo altrui. Quello che senti non è il suo “vuoto”, ma il suo “colmo” che spinge per esplorare… 😉

  3. Stamattina presto parlavo con la M più importante, quella di cui si parlava tra noi a cena. Io e lei lo abbiamo chiamato in un altro modo ma discutevamo dello stesso argomento, l’origine è stata una frase che le ho detto e su cui avevo iniziato a scrivere un post.
    Anche lei, come te, “lamenta” il peso del vuoto rispetto a me che vede con tutta questa carica, dentro e fuori e si chiede dove la prendo. Mi ha detto che si sente il cuore come un motore ingolfato. Dico a te lo stesso che ho detto a lei: il “potenziale emotivo”, come lo chiami tu, c’è, esiste e ce lo abbiamo tutti,
    Ti ho ascoltata, e l’ho visto quando parlavi di tutto ciò che stai facendo per prepararti il futuro tra qualche anno, e li ce n’è un bel po’. Non ce n’è per alcune altre cose, è vero, ma non perché ti è stato rubato, perché è deluso, prigioniero o ti è stato rubato. E’ solo perché quel che manca sono motivi e ragioni per tirarlo fuori ed usarlo.

    1. Ti leggo e penso….
      Il mio timore è che per preparami il futuro non vivo il presente, è già accaduto nella mia vita, e non vorrei accadesse più. Si vive solo il presente.

      Leggo la frase finale e mi consolo. Forse non sono così tanto arida. Anche se so per gli studi che faccio, che alla nostra vita manca quello che (anche per motivi stupidi e/o sbagliati) teniamo lontano.

      Ok ok oggi i pensieri son così, oggi il segaiols day 😉

  4. E si, un po’ segaiola mentale lo sei, ma è ciò che distingue un uomo da una donna insieme al ricordarsi particolari che per loro sono del tutto trascurabili e insignificanti e al rimunginare su robe successe in un passato anche remoto.

      1. Ci provo…. non è semplice tramite un commento sotto un post, quando con un esempio corporeo te lo farei capire in tempi bervissimi

        Spesso (io direi quasi sempre), inconsciamente mettiamo in atto atteggiamenti e creiamo situazioni per cui respingiamo qualcosa e/o qualcuno. Un amore, un lavoro, un cambiar in meglio.

        Sembra assurdo detta così, perché mai dovrebbe uno/a respingere una cosa che lo fa star meglio?

        Te ne elenco solo qualcuno:
        1) non vogliamo uscire dalla nostra zona confort, anche se negativa
        2) paura di soffrire
        3) paura di sbagliare
        4) timore di non essere accettati (dopo) dalla nostra famiglia di origine (condannati, espulsi, rinnegati)
        5) timore di esser socialmente emarginati

        Guarda che i punti che ti ho detto non è che sia reali e veri (ovvero potrebbero esserci, ma anche no), ma è la percezione della persona che li rende veri e quindi teniamo lontano qualcosa a cui la nostra anima anela e che crea un vuoto che non riusciamo a capire, sentiamo solo che in noi qualcosa manca, non va bene, incompleti e insofferenti senza sapere di preciso.

        Teniamo lontano quello che ci manca per paura.

        E saperlo a livello conscio, come io lo so, non serve a molto. Bisogna “liberare” altri livelli.
        Io ne sono consapevole, tutto dipende da noi, anche i vuoti, per questo sono “work in progress” continuo e ogni tanto mi areno.

    1. Chi te lo ha detto che non si diventa ciechi mentali?
      Ho visto personaggi non capire più, diventar ciechi nella realtà, nulla solo al pensiero di alcune scopate mentali 😉

  5. “Sento il peso del suo vuoto. Se ci penso è strano, il vuoto alleggerisce, come può pesare così tanto?” AMO QUESTE PAROLE! Comunque non so darti una risposta, penso che si vada a momenti, che delle volte si è capaci di sentire se stesso e l’altro e a volte no…e poi ci sono le delusioni che danno una bella botta all’animo e l’età che muta e attenua quel che si prova nella sua intensità…credo!

    1. Forse tutte queste cose messe insieme, forse qualcosa che dobbiamo ancora scoprire o forse un vuoto che non è vuoto ma è talemente pieno da apparire tale…. ma intanto viviamo 🙂

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