MOMENTI

La sensazione è un po’ quella.
Di una vita che scivola, come sabbia nella clessidra.
Anzi come acqua, che la sabbia un po’ riesci a trattenerla, l’acqua no, segue il suo percorso. Ti lascia alle sue spalle, senza neppure tener la tua forma.

Si lo so, abbiamo ciò che vogliamo e in cui ardentemente crediamo, ma poi capita che ti chieda “Sì, ma io cosa voglio veramente?” E ti trovi alle prese con una domanda cui non sai dare risposta.

Sono consapevole che questa irrequietezza, questa confusione, questo anelare ad ali nuove, sono i sintomi di una trasformazione interiore, l’ennesima, che prepotente chiede anche un cambiamento esteriore.

Ho appreso, nel tempo, che quello che ti blocca son le paure legate all’ignoto, o al noto che t’incute timore. Programmi antichi di sopravvivenza.

Ne ho la certezza, è solo un momento, ma so anche che “momento” ha una grandezza a seconda il tempo con cui lo raffronti. Un tempo umano? Un tempo storico? Un tempo divino? Quindi ogni volta me lo domando. Quanto durerà, questa volta, questo “momento”?

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20 pensieri riguardo “MOMENTI

  1. Non vorrei deluderti, ma il tuo stato interrogativo/irrequieto credo che sia la norma, Dovrai preoccuparti, semmai accadesse, della fase apatica/rassegnata, detta anche “delle risposte”. 😉

    1. Perchè mai dovrei rimanere delusa?!

      Non ho detto che è un fatto straordinario, ho solo detto che io son così in questo momento (e non lo sono sempre, passo ampi periodi di calma interiore… fortunatamente 😛 )

  2. Il momento dura il tempo necessario per rifletterci su, per spaventarci quel tanto che basta per distogliere lo sguardo ad altro.
    In fondo, col tempo che passa, questo momento lo viviamo tutti. Probabilmente dovuto anche al fatto di una maggiore consapevolezza dell’inconsistenza della Vita stessa (l’acqua che tu dici).
    Ma il bello di questo momento è quanto ci faccia amare essere qui a viverlo.

    1. Guarda stamattina al bar ho proprio trovato una persona con cui mi vedo poco ma con cui ho sintonia. Con le abbiamo detto che noi abbiano questo problema del due anni e mezzo. Dopo tale data ci scatta qualcosa di insofferente verso la quotidianità che viviamo…. e io sono in scadenza dei due anni e mezzo

      (Preso il tuo abbraccio)

  3. prova a confrontare il cosa voglio con il cosa ho. Magari scopri che non ci sono poi tutte queste differenze. O se ci sono magari è più chiaro quali sono ed eventualmente come ottenerle.
    Comunque vai per differenza. Chiedersi cosa voglio lascia sottintendere (ma è un mio pensiero) che ora non ho nulla o quasi e per quel che ti conosco non penso sia così.
    Poi diciamola tutta, hai la fortuna di avermi conosciuto, vuoi mettere?
    Detto questo, prova a sostituire l’immagine dell’acqua con quella del prosecco, e vedrai che nulla andrà perso. 😉

    1. Ho tantissimo, ma tantissimo, eppure manca qualcosa di indefinito in questo periodo.

      Per me chiedersi cosa voglio non significa pensare che non ho nulla, ma pensare tutto quello che ho è quello che voglio?

      Chi non ha nulla non fa di questi pensieri, è troppo occupato a sopravvivere.

      E se i miei problemi fossero iniziati da quando ti ho conosciuto? 😛

      1. a volte mi capita di destabilizzare fanciulle indifese che quando mi incontrano pensano….”ma come ho fatto senza di lui fino ad oggi?” 😉

      2. Te mi sa che le destabilizzi per altro 😛

        Ma io non sono ne fanciulla (ahimè, ormai non lo sono più, l’ultima volta che sono arrossita era il 2010), ne indifesa (credo, che a volte mi fregano lo stesso)

  4. Non so perché ma le clessidre mi hanno sempre affascinata, sin da piccola. In casa ce n’era una dorata con la sabbia bordeaux, ci passavo un sacco di tempo a girarla e rigirarla. Forse perché è l’evidenza del tempo che scorre. O forse perché è la dimostrazione che un singolo granello non è niente, ma tanti granelli uno sopra all’altro sono qualcosa. E si possono trasformare, come quando il vento spazza le dune e le riga e le sposta. Ma sto divagando. Personalmente, le mie paure vengono sempre dal noto e mai dall’ignoto. L’ignoto devo prima conoscerlo per sapere come sarà, dunque non ne posso aver paura. Ma del noto si, e la paura più forte è di ritrovarmici, dentro a certi noti.

    P.S.. Il cambiamento esteriore mi pare tu l’abbia già fatto. Sabato scorso anche io 😉

    1. Anche per me le clessidre erano ipnotiche, stavo li ad osservare e poi di botto mi “scoglionavo” (perdona il francesismo) e andavo a far altro.

      PS: il mio cambiamento esteriore è parziale, mi manco ancora

      PPS: mi tocca tornare a ritrovarti per vedere questo tuo cambiamento!

  5. Ooooh, finalmente riesco a commentare, il telefono mi ha cancellato tre volte tutto!!! : /
    Ho la netta sensazione di stare buttando giù una pelle. Tempo fa mi sarei dibattuta per spingere, capire, spiegare, partecipare. Ora so che è perfettamente inutile.
    E mi pesa, sia chiaro, star lì ad osservare. Ma so bene che più mi dibatto, più sarà difficile.
    Ti abbraccio…

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