FOTOGRAMMI

Milano è anche questa. Ferma al semaforo lo vedo.


Rovista tra la spazzatura a cercare qualcosa che potrebbe servirgli. E son quasi sicura che ci sarà, lo sa anche lui.

Milano è fatta anche di questo, mi ripeto mentre in maniera quasi inconscia faccio “click”.
Rubo questo scatto, non so perché, mentre un leggero senso di colpa mi lambisce, poi penso “Faccio click su una realtà che esiste, non la creo”.
La mia coscienza interviene “Sicura di non essere tra quelli che la creano?”

Milano è fatta anche di questo, ma non solo di questo, mi dico per consolarmi mentre il semaforo diventa verde e io vado.
Lascio alle mie spalle l’uomo, i sacchetti e la ruera*, mi porto il ricordo e il mio “click”.

Non so neppure perché scrivo questo post, credo mi pesasse l’averla solo dentro quell’immagine. Perché, per rispondere alla mia coscienza, forse io questa realtà non l’ho creata, ma se faccio finta di non vederla, la alimento.

*ruera: termine dialettale milanese per dire immodizia

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17 pensieri riguardo “FOTOGRAMMI

  1. il problema resta che, oltre milano, ciò accade in tutta italia, fa piangere il cuore, colpisce le nostre sensibilità!

    1. Le grandi città hanno numeri più grandi e quindi più visibili, ma ormai anche nei piccoli/medi centri (come ha scritto Apparentemente in un commento) c’è chi alla cassa sceglie se rinunciare ai biscotti o alla verdura e la gente senzatetto è aumentata.

  2. È una realtà che esiste da tanto,io mi ricordo di averla incontrata per la prima volta quando mi sono spostata dalla provincia alla città per il liceo..tanti anni fa ..e Verona è una piccola città. Comunque se osservi bene puoi trovarti alla cassa al supermercato dietro un anziano che ha giusto quelle tre cose sulla cassa e i soldi contati…oppure c’è chi decide cosa farsi tirare indietro dal conto fra latte carne biscotti,perché non ci arriva. Certo la gente per strada è molto di più che raddoppiata,noi non siamo direttamente colpevoli,c’è chi crea tutto questo,ma pur sentendoci complici cosa abbiamo potere di fare?

    1. E’ una domanda che mi son posta mentre lo osservavo…. e la risposta è che a parole è facile, fare è più difficile, perché ti scontri (oltre che con il proprio egoismo di base) anche con una realtà che ha messo il profitto al primo posto e l’umanità tra gli ultimi.

      Anche io ho notato quei “piccoli” episodi che citi, anziani che chiedono “se tolgo questo quanto viene?” e il “raddoppio” (se non di più) dei senzatetto e questo nonostante io viva in una zona considerata ricca.

    1. Un pugno allo stomaco e un sospiro di sollievo, perchè io ogni volta, egoisticamente, penso “Meno male che non ci sono io al suo posto”.
      Lo dico perché quel poco di “saggezza”che mi è rimasta appiccicata invecchiando, mi ha fatto capire che a volte basta un attimo a trovarsi così.

  3. La solitudine angosciosa di non aver altro che quel poco da recuperare dal resto del mondo che consuma in modo compulsivo !
    …Ieri, sotto casa, due persone distinte e ben vestite hanno fatto 3 enormi sacchi di peluche buttati nei rifiuti della plastica !
    Ho pensato che, con una bella lavata in lavatrice, questi peluche terranno compagnia a qualche bimbo che viene dall’altra parte del Mediterraneo !

    Che umanità triste questa del 2019 !

    1. Umanità triste, vuota, stupida, inconsapevole, spaventata e assurdamente e volutamente che si tiene da se nell’ignoranza. La conoscenza presuppone cambiamento, e le persone (almeno di questa società) ne sono terrorizzate.

      Io spesso oscillo tra un “Che dio abbia pietà di noi” e un “Meritiamo l’estinzione”

  4. A Padova questo accade tutti i giorni nelle Piazze, dove quotidianamente si tengono i mercati di frutta e verdura.
    A fine giornata molte persone (sia italiano che non) si aggirano in cerca di prodotti di scarto.
    Tristissimo.

  5. Ci sarebbe molto da dire… e da scrivere sull’argomento.
    Significativa la foto.
    Io non mi sento colpevole… forse perché avrei votato male… o non avrei dovuto votare.
    Penso che in una Nazione come la nostra, che dovrebbe essere una delle più importanti dal punto di vista dell’industrializzazione, certe situazioni non dovrebbero neppure essere pensate.
    Buona serata.
    Quarc

    1. Ciao Quarc 🙂

      Il senso di colpa latente non mi viene per chi ho votato o per chi non ho votato, ma per quello che avrei potuto fare di pratico e non ho fatto. Non so dirti nel dettaglio cosa, ma lo sento nella pelle, che qualcosa non è stato fatto.

      Tutto ciò è poi sopito dal tran tran quotidiano e da quella base di egoismo che è supera il pizzico di sano egoismo.

      Certe situazioni, la penso come te, non dovrebbero neppure esistere, ma esistono e mi parte in automatico una semplice domanda “E quindi?Che facciamo?”

      Mi manca la risposta, o il coraggio, o entrambe.

      Un abbraccio

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