I VABBE’ E I PERCHE’

Vabbè, capita che ci siano canzoni che ancora mi emozionano. Non so dire se sia un bene o un male, probabilmente entrambe le cose contemporaneamente, a seconda da che punto di vista mi osservo.

Questa è una di loro. L’ho sentita passare in radio mentre andavo al lavoro.  La notte di Arisa mi riporta sempre al sentire percepire vivere impregnarsi delle parole che dice. Del resto a chi non è mai capitato?

Vabbè, eccomi allora a “quando arriva la notte, e resto sola con me, la testa parte e va in giro, in cerca dei suoi perché“. E così strano sentirsi trasportata come in un viaggio del tempo, in un istante lontano, sentire il dolore lancinante e soffuso simultaneamente, e nello stesso tempo osservarsi con gelido distacco.

Non so i vostri, ma i miei perché son sempre rimasti senza risposta, a volte sospetto che la domanda che contiene il perché nei pensieri, sia di base un interrogativo senza risposta. Sia ben chiaro, sono sopravvissuta senza risposte, anzi forse proprio perché non ho trovato risposte, ma le ho cercate, ho trovato parti di me che formano la persona (Meravigliosa. Sì, lo ammetto, modesta è il mio secondo nome) che sono oggi.

(Photo by Kunito Imai)

Della serie bisogna perdersi per trovarsi.

Del resto la mia vita è piena di perché inevasi e di vabbè.
Oserei dire che i perché inevasi mi hanno portato ai vabbè presenti.

Mi rileggo, sorrido, credo che un anno d’isolamento da lockdown a singhiozzo stia ormai producendo in me effetti inaspettati.

11 pensieri riguardo “I VABBE’ E I PERCHE’

  1. I bambini piccoli passano la fase del “perché”, durante la quale chiedono ai genitori infinite spiegazioni di qualsiasi argomento.
    Ma i “Perché” più complessi, quelli cui nessuno può darti una risposta, te li porterai dietro per sempre.

  2. …Riflettevo proprio in questi giorni sui miei perchè, sulle note di Steve Hackett, e sono giunto più o meno alle tue conclusioni.
    Ci sono perchè che non hanno risposte ma semplice accettazione !
    Molte cose vanno in direzione contraria ma, anche se non vogliamo che capiti, probabilmente è esattamente una cosa buona.
    In definitiva, non avere risposte, ci fortifica !

    Ciao.
    (Sempre un piacere leggere i tuoi non-pensieri !)
    🙂

    1. E’ sempre piacere leggere i tuoi commenti, ritrovare qualcosa nelle tue parole che mi fa sentire “compresa”. Non è cosa da poco.

      Per curosità, quale canzone di Steve Hackett (che non conosco…) hai sentito, così scopro qualcosa di nuovo 🙂

  3. Per me:

    i “perciò” sono pericolosi per chi li ascolta e non per chi li dice,

    i “quandomai” in fondo contengono un moto di ribellione e cambiamento alla situazione, ormai a posteriori,

    i “perché” invece nebbia padana, striscianti, risalgono piano e riempiono lo spazio ottenebrando la mente

    (Poi fammi sapere che cosa ne pensa il tuo amico)

  4. capisco, capisco (per la parte delle canzoni che punzecchiano dentro)
    conservo ancora quel piccolo dispositivo, di colore rosa, usato e strausato durante il periodo della separazione: mai sentita così sola. Ma quelle canzoni ancora lì stanno e mai più vorrò riascoltarle. Son convinta che, anche se molto e tanto è stato superato, che ascoltarle mi farebbero ancora bruciare l’anima
    un bacio Sister ❤

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...