IL PUNTO DI CAMBIAMENTO

Sei ancora lì, tra i meandri oscuri di quella che è la mia mente, esci random in alcuni notti, quando chiacchiero con Morfeo e sono distratta.

Sei un’illusione cui, come fossi un novello dio, ho dato un corpo, sangue e sudore. Solo che alla fine il dio sei diventato tu. Chissà se hai mai saputo quanto potere avevi su di me.

Hai diviso il mio tempo su questa terra.
Il punto di cambiamento.
Prima di te. Dopo di te.

A volte penso a tutti questi anni passati come lo spreco di una vita perché nel “dopo di te” non ho più amato nessun uomo. Sono consapevole e nel farlo mi do della stupida, m’incolpo di aver creato un mostro invisibile che mi ha tenuto, mi tiene, ancorata a una prigione fatta di finestre aperte.

Capita, però, che a volte penso che questo “dopo di te” mi ha liberato dal dover amare convenzionale, mi ha cresciuto e ha portato la mia visione d’amore su altri piani.
Questa visione è un cellophane intorno al cuore che mi permette di amare senza paura del dolore. Mi ha permesso di amare, tra le altre cose, me stessa.

Poi però ho il dubbio, penso che questo cellophane sul cuore non mi abbia liberato, ha solo spostato la direzione dell’amore che ognuno di noi possiede e ritorno al punto di partenza, avrei potuto vivere meglio, amando di più, vivendo di più, e non l’ho fatto.
Lo spreco di una vita.

Non ho risposte certe. Non la mattina dopo, quando sei penetrato, attraverso il mondo di mezzo, da me. Come sempre aspetterò la sera, quando tutti questi pensieri saranno sciolti o forse si saranno solo ricongelati nei meandri oscuri della mia mente.

Tornerò ai miei drama, ai miei attori e idol, alle mie letture, alle chat con le amiche, alla pizza con gli amici, ai miei progetti, alla leggerezza di vita che ormai cerco.
Riderò e sorriderò, provando a vivere al massimo delle mie capacità, questa vita che mi rimane.

39 pensieri riguardo “IL PUNTO DI CAMBIAMENTO

  1. L’intimità di queste parole danno il senso di cosa sia Amore e quante volte ci ha turbato le ore di Morfeo.
    Rimangono tracce perchè tracce non sono ! Sono come sottolineature ad una parte del nostro intimo.
    Un intimo, che spesso non conosciamo davvero.
    Al contrario tuo, questa roba chiamata ‘Amore’ mi ha trafitto almeno cinque o sei volte e sono cinque o sei sottolineature di cose di me che non conoscevo.
    L’unica cosa certa per noi due che ci accorgiamo di ciò, è quella di aver imparato qualcosa in più del nostro complicato mondo.
    Leggere le tue riflessioni è sempre un piacere.
    Buon 8 Dicembre !
    Ciao.

    1. Passate, oltre, 24 ore dalla passeggiata con Morfeo, la mia parte razionale riprende possesso di me e mi suggerisce la domanda: “E se l’amore stesso fosse solo un’illusione? Ti innamori di proiezioni di te stessa sugli altri”

      Io non so dove sia il vero, quello che sia il reale e quello che non lo è, so che prima di lasciare questa (ennesima) vita, vorrei innamorarmi ancora, e non ci riesco….

      (Certo l’età non aiuta 😉 )

      1. Sai che io ho “le mille me” che albergano dentro la mia persona…. è sempre una discussione per sapere cosa è reale e cosa no, io nel frattempo ci rinuncio, lascio parlare loro 😉

  2. Beata te che ne hai solo uno infilato nei meandri oscuri…
    Anche io ripenso spesso, sempre più spesso, allo spreco di una vita (ma forse pure due o tre).
    E cerco di convincermi che è andata come doveva andare, succube di uno sceneggiatore sbronzo.
    Ma non è che ci riesco tanto, visti i continui sospironi che mi assillano…

    1. Io non vorrei nessuno nei miei meandri, perchè vorrei tutto lo spazio per il presente e il futuro…. Vorrei il vuoto per accogliere il nuovo

      Sono convinta anche io che le cose vanno come devono andare, questo l’ho imparato con l’età…

      Ps: Tu hai lo scenaggiatore sbronzo, io ho il Dio che Ride che gioca di ruolo con me

      1. Di te cosa penso lo sai. Non hai limiti e potresti ancora costruire molto.
        La domandona comunque è: siamo sicuri che l’attuale status che immagino soddisfacente e, visto da qui almeno, pieno ed appagante abbia bisogno di ulteriori riempimenti?
        Lo dico da ricercatore cronico di spazi e tempi per dedicarmi a me stesso. Solo io. Piacere egoista e null’altro.
        Tu che puoi: fallo.

      2. Io lo faccio.

        Vivo (fin troppo) bene da sola. La mia vita devo dire che è piena, di amici, di interessi, e di spazi miei interni e esteriori. La quantità e quando, sia che siano interessi, amici o spazi proprio la decido io. Quindi mi dirai e allora cosa vuoi di più? Ci sono persone che lo vorrebbero tanto e tu ti lamenti?

        Io non mi lamento, ma vorrei dare un valore aggiunto a tutto ciò, la cosiddetta ciliegina sulla torta. Forse sono troppo avida.

    1. L’assurdo è che credo che il mio “dopo” sia migliore del mio “prima”.

      Credo si essere una persona migliore ora, ma questo lo devo a me stessa, a come ho affrontato il punto di cambiamento.
      Potevo scegliere una strada che mi peggiorava, credo di averne scelta una che mi ha reso migliore (ok ok anche un pò superba 😛 )

      1. Non credo si tratti di superbia, ma solo di un bilancio fatto a bocce ferme.
        Se una situazione migliora grazie alle nostre scelte, avremo pur un piccolo merito anche noi, no?

  3. Il mio destino è stato segnato da un “dopo”, perchè ero troppo giovane per avere un “prima”. Non ho smesso di innamorarmi negli anni, ma non con tutto il cuore perché una parte è sempre occupata da quel dopo che avrebbe potuto essere “durante” e “sempre”.

    1. Io al per sempre non credo, nulla a questo mondo è per sempre, però una volta ci credevo (quando ero molto giovane).

      Ho smesso di crederci quando ho capito che anche io cambio, che non sono più quella di 10 anni fa e non sarò quella di oggi tra 10, e accade anche agli altri.

      Quindi ti ritrovi ad amare una persona per come è fatta e dieci anni dopo non è più la stessa…

      “Finchè dura questa vita” mi piace di più, ma è difficilissimo, per quello che ho scritto sopra
      La differenza (per me) la fa se le persone cambiando evolvono insieme o no.
      Altrimenti uno corre avanti e l’altro rimane indietro (usando una metafora)

    1. Ecco hai trovato la parola che avevo nel cuore e non trovavo quando l’ho scritto.

      Ho usato tante parole per descrivere quella cosa che sentivo, quella sensazione fisica che mi avvolgeva il cuore, la pelle la bocca dello stomaco.

      Era struggimento.

  4. per me, la differenza la fa chi sto cellophane ce lo mette attorno a sto cuore
    dal lasciare all’essere lasciati
    ma, comunque
    imparare ad amare se stessi è la cosa più importante

    1. Il cellophane ce lo mettiamo da soli, almeno io la penso così, è una scelta, o forse è solo codardia.

      Ci sono persone che non se lo mettono, (più incoscienti o più coraggiose scegli tu) e vivono in maniera diversa.

  5. Il guaio sono tutti quei giri di pellicola: uno perché non voglio soffrire, uno perché chissà cosa pensa la gente, uno perché chissà cosa dicono i parenti, uno perché “no ma così non si fa”, uno perché “si ma se poi succede”? uno perché “tanto non succede”…
    Quante meravigliose occasioni gettate solo perché “si però”.

  6. Ribadire infine se stessi. Intensamente perchè ci sono strade perfettamente adeguate a noi e volerle cambiare a tutti i costi non serve. Ti ho letto così e l’amore in fondo ci passa attraverso. Sempre.

    1. Ci sono più strade adeguate a noi, solo che a ogni bivio dobbiamo scegliere quale, ognuna porta a ribadire noi stessi in modi diversi.

      Si, concordo, l’amore ci passa attraverso sempre, a volte come lama, a volte come brezza.

  7. Ogni persona che entra nella nostra vita, intimità, cuore, anima, o pelle, indiscutibilmente lascia qualcosa. Sintetizzando lascia un seme di “crescita” personale. Certo, può lasciare dolore, rimpianti, tristezza. Comunque sia lascia una grande opportunità di conoscere sè. Nessuno, che ci abbia in qualche modo toccato, se ne va senza lasciare nulla. Questa è la vita. E in quanto tale, credo vada accolta, ascoltata e … accettata quando lascia indietro perdite non scelte. E a volte è difficile anche scegliere di lasciare indietro, perchè magari non ci basta più. Gli amori, a mio avviso, hanno tante sfumature, e le stesse cambiano, nel corso del tempo. Costruire un legame solido, appagante, complice, è una cosa che.. accade. Accade e basta, Se non accade significa che “non doveva essere”. Il cellophan sul cuore.. bah.. E’ una debole difesa e cade al primo soffio di primavera. Ciò che difende maggiormente (sempre a mio avviso) è la consapevolezza che si acquista man mano. E questa nasce dell’esperienza che sempre si configura con la conoscenza di sè. Questo è il mio sentire.. Lungi da me ogni presunzione di “aver capito tutto”. Non è così e non finirò mai di imparare dai miei errori. .
    Molti auguri.
    Celeste

    1. So anche io che qualsiasi cosa accada nella nostra vita è un seme, e qualsiasi “cosa” può essere una situazione, una frase, una persona, un amore, un’amicizia, un vuoto, un’esperienza. Ma alcune lasciano un “segno” superficiale, altre arrivano all’osso.
      Personalmente , le “perdite non scelte” non so che siano (se escludi la morte), credo di aver scelto sempre cosa perdere e cosa tenere, perchè la scelta è come noi decidiamo di muoverci nella vita e con le persone. Chiaramente ogni scelta ha un prezzo. Ci sono prezzi che sono un punto di cambiamento.

      Detto questo, a mio modo, ho sempre accolto il cambiamento, a volte magari non subito, perché il dolore non permette di pensare, respirare, muoversi. Si dice che il tempo è un galantuomo, e lo penso anche io, perché di da la possibilità di vedere da un’altra prospettiva quello accaduto e quindi accoglierlo nella propria vita, e pensare che gli errori non sono errori ma spunti di crescita.

      Ti posso assicurare che il cellophane non è una debole difesa, è un materiale elastico che permette il movimento, avvolge perfettamente, e a meno che tu non lo strappi intenzionalmente, non si rompe. E’ la stessa metafora della quercia e del giungo nella tempesta, la quercia può spaccarsi, il giungo si piega e poi torna al suo posto.
      Non che questa sia una cosa positiva, sia ben chiaro, ti sto solo dando la mia visione del “cellophane sul cuore”.

      Grazie del tuo intenso e sentito commento, amo sempre leggere un pensiero diverso dal mio.

  8. Ciao
    Per “perdite non scelte” mi riferisco a quando si perde una persona non per scelta, ma perchè si subisce un allontanamento. In altre parole, quando si viene lasciati.
    Per il resto: chiedo scusa se sono apparsa “persuntuosa”. Era solo il mio pensiero, così come ho sottolineato, lungi da me “insegnare” qualcosa a qualcuno. Non smetterò mai di imparare!
    Buona giornata! 🙂

    1. Non sei apparsa presuntuosa! Ho solo esposto il mio pensare, dove differiva dal tuo, proprio per cogliere le differenze e vedere il punto di vista altrui.

      PS; nel caso del mio post non sono stata allontanata, ho lasciato io, ero innamorata persa, ma ho fatto una scelta…

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