CYBER HELL: Indagini su un inferno virtuale

Se volete uscire dai film o drama coreani, ma volete rimanere in Corea, se volete vedere un fatto veramente accaduto, se volete vedere un documentario girato come un film e quindi molto coinvolgente, se volete vedere un lato oscuro di un popolo diverso da noi, ma ahimè, così simile a noi in alcune dinamiche, allora questo film documentario della durata di un’ora e quarantacinque minuti e quello che dovete vedere.
Non ci sono scene violente, non si vede nulla che può infastidire, si ascolta e si vede lo svolgimento del documentario che tiene davvero alta l’attenzione, bastano le parole per descrivere quello che è accaduto e sono potenti.
Se siete sensibili anche alle sole parole, attenzione la visione potrebbe muovervi emozioni forti.

“TRAMA”
E’ un film documentario, girato molto bene, quindi non ha una trama, ma attraverso le parole dei giornalisti, dei poliziotti e di alcuni attori (usati al posto delle vittime per tutelarle) racconta in quale girone infernale sono cadute alcune persone in Corea tra il 2017 e il 2020.

Un girone dantesco che si è annidato in Telegram e che ha prodotto altri gironi (chat) in una spirale in cui le vittime erano abusate in maniera davvero orribile, un inferno virtuale.
Una storia di Hacker “neri”, di phishing, di ricatti fatti attraverso la rete che hanno influito e devastato la vita di molte persone, portando annichilimento, ricatto e paura nel reale.
Persone indotte a diventare “schiavi virtuali” sotto l’enorme pressione del ricatto sociale.

GLI “ATTORI”
Non ci sono attori qui, eccetto quelli usati per recitare la parte delle vittime o per tutelare chi ha preferito non esser messo sotto i riflettori mediatici.
I “protagonisti” sono i narratori che hanno aperto il vaso di pandora di questa situazione, i giornalisti della carta stampata e televisiva, le studentesse di giornalismo, i poliziotti, gli hacker “bianchi”, tutti coloro che in qualche modo hanno portato alla ribalta il caso e hanno aiutato a risolverlo, portando verso  Cho Ju-bin  e Moon Hyung-wook.

CONSIDERAZIONI PERSONALI
Dal mio punto di vista questo film documentario dovrebbe esser visto da parecchie persone, non è un problema solo coreano, ma è un problema a livello globale (anche qui in Italia, se ricordate il caso della ragazza T.C. che si tolse la vita nel 2016), quindi da un input di prestare attenzione a tutti noi che navighiamo in rete. Noi potremmo essere forti e immuni ai tranelli della rete, sottolineo potremmo, ma a me è sorta la domanda: “E se accadesse a mia figlia? Se fosse mia sorella? Se fosse semplicemente una persona a cui voglio bene?”, perché le vittime sono sempre giovani o con bisogni materiali e/o emotivi.

Queste che riporto sono frasi dette all’interno del film documentario che mi hanno colpito profondamente, e sono state motivo di riflessione:

“Esistevano da sempre, ma noi non volevamo vedere”
 “Le cose stanno cambiando per il meglio… ma noi non siamo cambiati abbastanza”
(Nota mia: è la cosa che mi ferisce di più, perché così vera e reale)

“Sono state arrestate 3757 persone collegate alle nth rooms”
(Nota mia: parla solo di quelle arrestate, non di quelle che guardavano. Si parla di circa 260000 utilizzatori certi di cui almeno 10000 paganti per fruire dei servizi extra più espliciti. Sono numeri che potrebbero essere sottostimanti)

“I casi simili a quello delle nth rooms sono dilaganti in tutto il mondo”
“I video creati nelle nth rooms sono ancora venduti in tutto il mondo”
“Non c’è alcun dubbio molte persone erano coinvolte nel caso delle nth rooms”
Tale crimine non sarebbe avvenuto se non ci fosse stata la domanda, se non ci fosse stata richiesta di tali contenuti
(Nota mia: tutte queste frasi hanno un comun denominatore. La fuori, nel mondo reale ci sono tanti oppa carini e gentili (coreani, italiani, francesi, tedeschi, mettete voi la nazionalità che preferite, vanno bene tutte essendo un fenomeno globale) e sono la maggioranza, però mettete attenzione perché gli oppa orchi sono molti di più di quello che pensiamo, sono senza nazionalità, e si nascondono davvero bene tra noi).

VISTO su netflix

VOTO 9

Rammento che quando io scrivo di un drama sono sempre le mie opinioni e ciò che il drama (in questo caso il film documentario) ha fatto nascere in me.


15 pensieri riguardo “CYBER HELL: Indagini su un inferno virtuale

    1. Poi fammi sapere cosa ne pensi tu, che sensazioni ti lascia, perché dire rabbia (parlo per me) non è corretto. E’ qualcosa che è molto di più ed è diversa.

      1. Ti dirò, si.
        Ho il grande che un po’ mi preoccupa. La minaccia ikikomori aleggia e ho le antenne drizzate.

      2. La minaccia ikkimori sta crescendo anche da noi, la pericolosità dipendende anche molto dall’età di tuo figlio.

        PS: il docufilm non parla dgeli ikkimori

  1. (p.s. si, l’avevo capito 😉 il piccolo invece è un adepto degli ASMR… ‘n’ce manca quasi niente)
    ((saranno pure figli della loro epoca, ma a volte quasi preferirei che gli potessero accadere le cose brutte che potevano accadere a noi. Almeno a quelle sono preparato))

    1. io li adoro gli ASMR, ma vado a cercare quelli dei miei cantanti kpop preferiti 😉
      Però son sincera non ho tempo di ascoltarli, di solito la sera crollo senza bisogno di niente (la vecchiezza avanza)

      1. beata te. io crollo subito appena dopo cena, ma poi brusco risveglio sul far delle tre 8quando va bene) e … paffete. Non c’è più verso di riprendere sonno.

      2. Nella medicina cinese ogni organo ha un suo orario e se hai problemi di varia natura in quell’orario è perchè qualcosa sta interferendo con quell’organo.

        Questa interferenza può essere anche di natura non fisica, ma emotiva. Per esempio dalle tre del mattino alle cinque l’organo preposto è il polmone e il suo dirimpettaio la vescica.

        Quindi, se non hai problemi fisici di minzione notturna (che potrebbe influire) potrebbe essere che il tuo polmone ti sta mandando un messaggio, troppa tristezza nella tua vita.

        Sbaglio di molto?

  2. Mia cognata dice il fegato, ma lei è più verso l’India 🙂
    Non la definirei tristezza. Più malinconia. E voglia, una voglia terribile di riprovare passione.

  3. il fegato e dall’una alle tre:

    Lo sai quale è la differenza tra tristezza e malinconia?
    Victor Hugo diceva che la malinconia è “la gioia di sentirsi tristi”.

    Una persona è triste quando gli è capitato qualcosa di negativo o per un contesto (negativo) di vita intorno a lui.
    La malinconia è un aspetto della personalità che non dipende da quello che ti accade esternamente, puoi essere malinconico anche davanti a una cosa bellissima (tipo un tramonto).

    So bene di cosa parlo avendo questo tratto anche io, ma so anche che tristezza e malinconia sono cugine e a volte passeggiano insieme tra le tre e le cinque del mattino 😉

      1. Vista.
        Gli orchi, purtroppo, ci sono sempre stati. Con modalità diverse, tempi diversi, ma l’umanità è così da quando s’è “civilizzata”. Prima si usavano, per dire, gli “snuff movies”. La rete è un acceleratore che riesce ad allargare la platea in maniera più facile e rapida, ma è la natura umana che è sempre quella. Demmerda.
        La mia reazione non cambia mai: rabbia. Voglia di andare a cercarli uno per uno e fare una strage.

  4. Concordo con quanto hai scritto, e considero la Rete la seconda (se non la prima) Vita di moltissime persone. Sinceramente, venendo dal passato ed essendo principalmente un informatico da sempre, la Rete la vivo come l’espressione di una conoscenza immensa che aiuta moltissimo in poco tempo, ad acquisire e imparare conoscenze che una volta erano dote di studiosi polversosi.
    La Rete, se ben adoperata, è fantastica ma se prende il posto dell’ Umanità (Intesa come Anima di ognuno di noi) ti ammazza !
    A parte WordPress e i miei amici virtuali (pochi) come te, la mia navigazione è assolutamente tecnica e informativa dei miei interessi. I Social penso siano un contenitore immenso di tutto dove oltre a perdersi, si rischiano veri e propri abusi…
    …Questo è il mio pensiero.
    Ciao.
    (E’ sempre un piacere incrociarti da queste parti)

  5. Molti anni fa avevo letto un articolo che parlava della dualità delle cose, di ogni cosa, del lato luce e del lato ombra. Ti faccio un esempio:
    La dinamite può essere usata come mezzo “per forare” le montagne e costruire tunnel che avvicina le persone oppure in guerra per uccidere le persone.
    Non è la dinamite il problema, è l’uomo.
    Secondo me la rete è la stessa cosa.

    Per i social, che io uso (non abuso… spero), opterei per un patentino.
    Se vuoi usarlo, devi esser in grado di saperli usare, di saperti rapportare agli altri, rispettare le idee altrui e le altrui persone.

    Credo che il grande problema iniziale sia stato l’avvento dello smarphone che ha messo l’accesso alla “rete” (e quindi ai social) in mano (all’improvviso) a persone di cui Umberto Eco ha descritto benissimo:
    “I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli.”

    Prima solo chi aveva un pc entrava in rete, e se lo faceva era consapevole di quello che faceva, vi era un’intenzionalità di “costruire” qualcosa (un blog, una pagina, un lavoro), e non era invece un “Sono alla “fermata del bus e non so che caxxo fare quindi entro in rete sparo caxxate.”

    Ma forse solo volo vecch…. ops no, volevo dire saggia 😉 e per questo faccio questo tipo di ragionamento da vecch… ops ancora no, da saggia e un pò arrogante 😉

    (Tu lo sai, anche per me è sempre un piacere incontrarti)

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