SOLCO

Non ci ho dormito stanotte, mi sono svegliata ogni millanta minuti, sempre quella percezione nel cuore. Nel dormiveglia cercare di capire perché rivedevo immagini senza immagini della serie vista ieri, una serie che mi ha “rubato” (apparentemente) solo sorrisi e risate, e sì, ammetto anche qualche emozione visto che parla di “emozioni”. Cosa mi svegliava e rendeva il mio sonno così tormentato? Perché quel titolo era la prima cosa che pensavo in quei risvegli cadenzati?

Intuirlo stamattina quando il conscio ha occupato il posto dell’inconscio, ma trovare un suggerimento, un promemoria, da lui lasciato.

Le lacrime della protagonista tenute dentro per mesi che si sciolgono in quella stretta, quel lasciarsi andare, quel ricominciare, sapendo nel suo inconscio che è solo un preludio ad un nuovo addio.

Avete mai lasciato qualcuno da innamorati persi di quel qualcuno?

Io l’ho fatto, è una cosa che lascia il segno, talmente tanto e in profondità, che, a quanto pare, bastano pochi fotogrammi per portare in superficie tutto quel dolore, e non basta dirsi che è la stata la scelta migliore, che non avevi alternativa, che era una questione di sopravvivenza emotiva, che sei quella che sei anche grazie a quello, non basta…

La storia è alle spalle, quell’amore è alle spalle, ma quel segno è ancora lì è ha tracciato il solco del mio vivere da quasi vent’anni.

19 pensieri riguardo “SOLCO

    1. … già
      In qualche modo te lo porti dietro, ma così facendo il rischio è di lasciare vuoti i solchi.

      Perché se non lo sai, i solchi, hanno uno scopo:
      SOLCO: “Fenditura più o meno profonda prodotta nel terreno da un attrezzo agricolo, destinata a ricevere il seme.”

      Praticamente non ricevi più semi se ti non ti lasci mai…

      1. Lo squarcio lo fai al momento del “chiudere”, gli squarci spessi sono come i terremoti.
        Anche se sai se una terra è tellurica, ti sorprendono sempre, distruggono e ti lasciano con le macerie intorno.

        I solchi sono quelli che uno fa dopo, da solo, dopo lo squarci, nel tentativo di ricostruire. Uno fa un solco per le nuova fondamenta e per piantare nuovi semi.

        Questa è la mia visione, chiaramente, e parlando di me stessa ho l’impressione di avere fatto molti solchi per le fondamenta e di aver ricostruito una città, ma i solchi dei semi che avrebbero dovuto far rifiorire quella città, sono rimasti vuoti.

        Oh forse ho ancora “dentro” me la notte appena passata, che non se ne vuole andare.

  1. Non so. Per quanto mi riguarda vedo solo macerie e lacerazioni. Tutto perché ho (quasi) sempre seguito più la testa che il cuore.

      1. Sono le cicatrici che ci ricordano che abbiamo fatto delle scelte, nel bene e nel male. Ci ricordano che abbiamo vissuto.

  2. da innamorata persa sono stata lasciata
    ‘na situazione di cacca

    quando ho lasciato era proprio perché non volevo quella persona al mio fianco

    presuppongo che, se innamorata, difficilmente deciderei di troncare: ovvero non riuscirei a trovare una delle giustificazioni (o motivazioni) che hai elencato: certo che se il sentimento lo dovessi portare avanti da sola, sarebbe faticoso condurre la vita di coppia.

    boh non so Sister: ma trovarsi 20 anni dopo a guardare quel solco mi lascia l’amaro in bocca

    1. Sister ognuno di noi è diverso e quindi si rapporta diversamente davanti alla stessa situazione. Io molte cose che tu riesci a fare, non sono mai riuscita, e ti ho ammirato in lontananza per questo.
      Forse tu innamorata non riesci a lasciare. Io ci son riuscita, dopo parecchi tentativi (5? 6? non saprei, prima della defintiva).

      Si può lasciare amando, credimi.
      Altrimenti non avrei quel solco.

      Ma del resto, più invecchio, più mi rendo conto che son fatta di solchi di vario tipo, mi hanno dato forma o mi hanno sformato (dipende…), e a me non lascia l’amaro in bocca, non avessi vissuto, non li avrei.

      1. Che poi chi ha inventato sta cosa dell’amore lo vorrei proprio conoscere e dirgli due paroline
        Anche io invecchio: me ne rendo conto perché mi piace lo stare con me stessa e agli inviti mi sfilo come un’anguilla

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