VERDE MELA


Lei era Valentina Mela Verde nei fumetti ed io ero il suo alter ego timido nella realtà. Ha accompagnato i primi anni della mia adolescenza. Veniva pubblicata sul corriere dei ragazzi, era il mio atteso appuntamento settimanale. Eravamo così simili, anche se la mia famiglia non era idilliaca come la sua, e quindi mi cullavo nella sua. Arrossiva per Gaspard ed io lo facevo per Alessandro (chiaramente come lei, a insaputa di lui).

Alessandro 16 anni, 14 io. Lo avevo conosciuto proprio tramite il corriere dei ragazzi, abitava a 30 km da me, avevamo intrapreso uno scambio epistolare. Ci siamo scritti delle lettere per anni. Un paio di volte ci siamo visti, anche se le distanze che oggi paiono ridicole, per noi adolescenti che furono, erano enormi.
Siamo stati innamorati uno dell’altro, di quell’amore che solo da adolescenti puoi provare, ma ahimè quale presagio della mia vita sentimentale futura, in tempi diversi. Io fui la prima, ma lui aveva una ragazza, Ornella, quindi non dissi niente per paura di rovinare la nostra amicizia e di perderlo. Poi quando un anno dopo io mi misi con un ragazzo, lui segretamente si era innamorato di me. Ma non disse niente per paura di rovinare la nostra amicizia e di perdermi. Ce lo confessammo un paio di anni dopo.

Ma stavo parlando di Valentina. Eravamo così simili, così desiderose di crescere e allo stesso tempo cosi mele verdi. Se penso a lei, se penso alla me di allora, sorrido e la tenerezza mi riempie come il rum con il babà. Ero davvero bella (e non intendo solo fisicamente) e crescendo che mi son rovinata. Quel desiderio di crescere mi ha fatto perdere.

Io spero che Osho abbia ragione, che esista l’innocenza del bambino e l’innocenza del vecchio. La prima inconsapevole, la seconda come scelta. Perché la prima me la son giocata, ma alla seconda anelo.

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LA SCELTA


Questo mondo è un mondo di carnefici inconsci, quelli che per paura di diventare vittime, diventano carnefici.

Eppure lo sento che in mezzo a tutto ciò esiste il liberum arbitrium. Potremmo scegliere di non essere né vittime, né carnefici, ma abbiamo paura.

La libertà presuppone responsabilità che preferiamo sputare sugli altri. Tappiamo il nostro dolore, il nostro mancarci, mentre ci droghiamo di obblighi inesistenti, di desideri contraffatti, esacerbiamo la voglia di godimento, qualsiasi, quasi a soffocare il sentire. Inutilmente.
Quel flebile suono dentro noi ci ricorda sempre la nostra mancanza. Avremmo potuto e non siamo.

MANIPOLAZIONE BATTERICA


Ora io questo battere lo voglio conoscere! Voglio nome, cognome e indirizzo.
Ah no, aspetta, l’ultimo non mi serve, ho la certezza che viva nel mio intestino. Lui, sua moglie e suoi trilioni di parenti.

Parliamo poi del suo socio in affari Indolo, quello che gli ripulisce casa e nel farlo si fa un giretto nel mio cervello, stimolando il mio bisogno di ricompensa mangiogodereccia, iperattivandola.

Ora io non voglio sfrattarvi a te e tua moglie, ma avete due possibilità:
A) dovete promettere che quando fate sesso usate il preservativo e non vi riproducete, nel mentre io comunico ai tuoi trilioni di parenti che il mio intestino non è la casa loro, quindi “iatevenne” a casa vostra!
B) cambiate lavoro, invece di iperattivare la mia mangiagodereccia voglia di cibo, diventate batteri che regolano correttamente il senso di sazietà, stimolano in modo efficente i neurorecettori e amplificano le sinapsi, questo voi e i vostri parenti. Che se proprio dovete manipolarmi, fatelo nel modo giusto!

E io che mi facevo i sensi di colpa, pensando che ero una golosona che non riusciva a mettersi a dieta! Invece ero solo invasa.

«La tendenza al mangiare per piacere o per dipendenza piuttosto che per fame sembra dipendere anche dall’influenza che alcuni batteri intestinali riescono produrre su alcune aree del nostro cervello collegate alla ricompensa. La conferma dello stretto legame tra cervello, intestino e comportamento arriva da uno studio pubblicato su PLOS One.
Alcune aree della rete della ricompensa del cervello, come il nucleo accumbens e l’amigdala, sono note per determinare i comportamenti alimentari. I ricercatori dell’Università della California a Los Angeles le hanno analizzate, tramite scansioni di risonanza magnetica funzionale, in 63 partecipanti sani che hanno anche completato questionari per misurare la loro propensione alla dipendenza da cibo.
Quindi hanno raccolto e analizzato campioni fecali di queste persone per determinare la presenza di particolari metaboliti intestinali, ovvero sostanze prodotte dai batteri. Coloro che nel microbioma presentavano elevati livelli del metabolita chiamato indolo – prodotto dalla digestione dell’aminoacido triptofano – avevano una funzionalità e una connettività più forti in specifiche aree della rete di ricompensa del cervello. Questo potrebbe indicare che l’indolo stimola un sistema di ricompensa iperattivo che a sua volta promuove la sovralimentazione.
Le stesse persone avevano infatti anche maggiori probabilità di avere dipendenza da cibo, come determinato dai questionari che avevano completato. Primo negli esseri umani a mostrare l’associazione tra metaboliti specifici prodotti da batteri intestinali e l’eccessiva assunzione di cibo, lo studio apre la porta a ricerche future su interventi specifici, come i cambiamenti nella dieta, che potrebbero influire sulla funzione cerebrale e così influenzare il desiderio di mangiare quando non si ha fame.»

(Fonte ANSA del 28.08.2018)

FAMILY



Ho una famiglia interrazziale.
Una famiglia bellissima.
Una famiglia con tutti i suoi casini e scleri.
Una famiglia con i suoi momenti di amore e tenerezza.
Una Famiglia. Punto.

Micio e Diana ora ci aspettano sul ponte arcobaleno.
Loki, Atena, Smilla, Moka, Morgana, Sophie e Juni vivono con me.

Nella foto, appositamente, son stati messi in ordine di arrivo nella mia vita.

STRONZATE


E che in questa epoca ci si dimentica dell’essenza della parola “amico”. In questa epoca ci sono gli amici di baldoria, gli amici di bevuta, gli amici per uscire, gli amici di convenienza e i trombamici.

Ma son stronzate. L’amico è uno solo, quello che cerchi, e che ti cerca, sia per ridere che per piangere, il resto è solo un occupare lo spazio vuoto della propria anima per paura della solitudine.

SENZA ADDITIVI



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STRETTOSITA’


Questo blog comincia a starmi stretto
(speriamo di dimagrire durante le ferie)