DISCONTINUA


Devo a La bloggastorie l’avermi spinta a far foto spogliandole dai colori. Nel farlo mi son ricordata che io vivo nel “bianco” e nel “nero”. Il grigio, nella vita, non lo vedo, ma amo le foto grigie. Danno spessore a particolari che, nei colori, si nascondono.

Ma, questa terra, la vivo attraverso i colori forti, intensi, decisi

Lasciandomi abbracciare dai colori della mia anima

Tutto questo per dire, ancora, anche oggi, che sono grata a questa vita. Anche in questo momento in cui il mio cuore vibra in maniera discontinua, ma grazie a questo, “sento” il mondo da un punto di vista diverso, lo vedo con la pelle e questo espande il mio vivere.

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OLTRE


Io non ci vivo nel grigio, ci sopravvivo, a volte mi ci ammalo. Se mi fermo lì a lungo, ci muoio, ma non ci vivo. Io vivo in altri colori.

Il problema è che io il grigio non lo vedo. Con gli anni ho imparato che esiste, ho appreso a intuirlo a tentoni, a riconoscere l’odore di muffa che emana, ma non lo vedo. Per questo ogni tanto mi ci ritrovo dentro senza rendermene conto. Perché ero distratta. Perché mi hai indicato un punto lontano, luminoso e colorato, e guardando quello non mi son accorta che stavo cadendo nel grigio.

Se Dante vivesse oggi e riscrivesse la divina commedia abbinata ai colori, nel grigio ci metterebbe gli ignavi. Quelli che non decidono, quelli che vivono a cavallo di, quelli che confondono la parola definizione, quelli che non vogliono prendere una posizione nella vita, neppure nella loro.

Prendere una posizione non vuol dire essere escludere gli altri o esser aggressivi con il mondo.

Prendere una posizione è portare avanti ciò che si è, ciò che si pensa che siamo. Vuol dire delimitare un’idea, portare l’astratto nel mondo e comprenderlo.

Prendere una posizione non vuol dire essere rigidi e statici, ma essere capaci di avere radici, consapevoli che possiamo cambiare terreno in cui piantarle.

Prendere una posizione è segnare con le punta delle dita i contorni di un’emozione, e questo non vuol dire voler inscatolare ogni cosa, ma darle forma e corpo, dare carne a un’emozione, partorire se stessi.

Nel grigio ciò è impossibile, tutto si confonde, banchettano i predatori, è lì che nascono le paure, è lì che vivono i mezzi. I mezzi uomini, i mezzi pensieri, le mezze verità, le mezze bugie, le mezze donne, i mezzi discorsi. Ma a me l’unica cosa mezza che mi piace è il “mezzo e mezzo” di Nardini (che a vederla bene poi, un mezzo più un mezzo, fa un’intero).

Tutto questo ho pensato stamattina, quando ho alzato gli occhi al cielo mentre il mio corpo comunicava con me.
La mia direzione. Oltre.

PASSAGGI


Depongo colori e parole, appoggio pensieri e ali.
L’attesa può essere riposo, ansia o creazione, la scelta è tua.
Photo by Marina Brydnya

Seguimi, io non mi fermo ad aspettare. Cercami nelle vibrazioni delle note basse, nelle sere estive, nel vento freddo del nord.

Sussurra il mio vero nome al tramonto e nelle prime luci dell’alba, urlalo ai bordi del deserto, riconoscimi nel silenzio della montagna e portami con te ovunque andrai. Perché in ogni momento, in ogni vita, io ti porto con me.

Mi troverai nella percezione del momento, nell’alito del maistro, nel veloce passaggio della breva e nella forza della bora.

Son la foglia che fruscia al tuo passaggio e ti accarezza, il raggio che brucia e ti ricorda il dolore, la pioggia che ti scivola lentamente sul volto e disseta la tua pelle.

Se osservi le nebbie del tempo, mi distinguerai, in questo e in molti altri modi.

Sono l’aquila che volava alto, l’anima che piangeva nel lasciarti dietro se, la donna col capo cinto di fiori che danzava, sono il falò e la paura di quella notte, sono altro ancora che neppure io so.

Sono. Siamo. Questo e molto altro.

La mia vita passa anche attraverso qua, ma non è qua.

ALBA


Seduta sul divano, faccio colazione sul tavolino, latte di soia e fetta di pane. La dieta prosegue. Sbuffo. Partire ogni mattina nella vita è come buttarsi dall’alto. Penso a tutto questo, alzo gli occhi, dalla mia porta finestra vedo il cielo.

Photo by Diamanta

No forse non è come buttarsi da una rupe, forse è come tuffarsi da uno scoglio. Un brivido, ma è quello che vuoi.

Viviamo accerchiati da paure per questo ne siamo contagiati, ma non siamo fatti per essere prigionieri, neppure di noi stessi.

Immortalo l’attimo. Guardo la foto. Bellissima. Se non abitassi qua, penserei che tutto intorno vi sia solo natura incontaminata, silenzio e colori autunnali.
Invece no, a poche centinaia di metri ci son macchine, luci, rumori, gente, case.
La mente allunga i contorni della foto e ne fa un paesaggio che non esiste.

Osservo quel cielo che chiama a se l’anima.
Penso che troppo spesso facciamo la stessa cosa anche con i nostri simili, allunghiamo i contorni e ne facciamo una persona che non esiste.

CONSAPEVOLEZZA


Spuntava l’alba. Di quella mattina ricordo il mio guidare pigro, l’odore di lui sulla pelle, la luce che lentamente colorava tutto come un pennello dai mille colori, la mente piena di pensieri che si attorcigliavano come serpenti e il cuore appoggiato lì sopra. Poi quello squarcio interiore.

Una marea emotiva, una sensazione di pienezza e comunione. Un pensiero su tutti che si innalza da quel groviglio annullando tutti gli altri:  “Sento. Sento così tanto da espandermi in ogni cosa.  Amo così tanto, da riempire ogni cosa dentro e fuori me, così tanto da bastarmi. Dio, ho la fortuna di essere capace di amare in questo modo.”
Mentre pensavo a questo mi sentivo stupida, piangevo e ridevo insieme. Un frammento di gioia allo stato puro. Un minuscolo frammento di consapevolezza, che avrebbe fatto la differenza sul capire molte cose nel futuro, anche la consapevolezza che avrei pagato ogni singola lacrima di gioia che stava scendendo in quel momento. Pochi minuti.

Non pensate a misticismo vario e assortito o a Dio che apre le nuvole e mi parla, oppure a una delle mie personalità, quella pazza, abbia preso il sopravvento. Solo la sensazione di essere un tutt’uno con il mondo e l’aver pensato che “Non aver mai amato veramente è come essere uno zombie emotivo, ed io non lo sono. Non lo sono mai stata. Controllata si, spaventata si, nascosta si, timorosa si, prigioniera si, ma sempre viva e vera”.

In quello squarcio, in quella esplosione, in quel minuscolo frammento di capacità, sentivo il collegamento con l’universo fuori e il mio universo dentro, quella sensazione di esser capace di amore, di quell’amore che basta a se stesso. Quell’attimo nessuno avrebbe mai più potuto togliermelo.
Nello stesso momento in cui provavo questo, sapevo già, che in questo mondo, ogni cosa ha il suo alter ego opposto. In quella stessa scheggia di tempo in cui piangevo così intensamente di gioia, sapevo che avrei pianto con la stessa intensità, di dolore.
E cosi fu.

La consapevolezza non è riuscire ad evitare il dolore, ma avere la capacità di affrontarlo.

FOTO DI ALBA NON FOTOGRAFATA


Diana, la mia cagnolina, annusa il terreno alla ricerca del posto ideale per lasciare parti di se che poi io dovrò raccogliere. Praticamente dormo ancora mentre la seguo; mi stropiccio gli occhi e guardando il cielo li apro. Come ho fatto un secondo fa a non vederlo?
Quel colore intenso, quel color salmone che si stempera fino al cipria (traduzione per i maschi = rosa). Porchilimmondo tutto il cielo e così ovunque.

Diana indecisa passeggia a pochi metri da me, il pensiero fulmineo è “Devo prendere la macchina fotografica!”( leggasi anche cellulare, ormai la sua funzione primaria è diventata quella, telefonare è solo la secondaria nella vita moderna). Devo immortalare il momento, devo fissare il ricordo. Pensieri che son micronesimi e so che la scelta è se andar recuperare l’attrezzo o guardare quello spettacolo. Il risultato?

Foto di alba non fotografata
Foto di alba non fotografata

Un’alba bellissima non trovate? Vero che il cambio della mia auto spicca in questa alba? Vero che questa alba fa riflettere? La visione dei numeri, la metafora del viaggio, la scelta se andare avanti o retrocedere…. si ok ok un pò vi prendo in giro, ma non troppo.  In fondo è vero, questa è la foto di una bellissima alba perchè  ho scelto.
Ho scelto di vivere il momento, ho scelto di fotografare con l’anima, ho scelto di riempire me e non una schedina sd.
Ho scelto di sorridere stamattina, di gustarmi il momento, di farmi riempire da quella luce, pochi minuti, ma quei minuti hanno colorato questa giornata.

Spero che il cambio della vostra auto… produca lo stesso effetto su voi.