SONO UN’INFLUENCER SEMPLICE – V.M. 18


E’ ufficiale, da oggi sono un’influencer semplice anche io, come la maestra di tutte noi, Martina Dell’Ombra.

Ho ricevuto una piccola proposta di collaborazione, per testare un prodotto.
E no, non si tratta di prodotti della casa;
E no, non si tratta di casalinghi;
E no, non si tratta di elettrodomestici;
E no, non si tratta di vestiti;
E no, non si tratta di cosmetici;
ma si tratta di un articolo da influencer semplice quale ora sono diventata
(voi non lo potete notare, ma sto sbattendo le ciglia alla Betty Boop, la nonna di noi influencer semplici). Sto parlando di Pleasure Room. Per sapere di cosa parlo basta cliccare sulle parole rosa fucsia. Rosa come l’amore, fucsia come l’amore birichino.

Pleasure Room

Nella mia collaborazione è prevista che io scelga un cadeau a mia scelta tra quelli proposti qua sotto (ma se voi sbirciate nelle loro pagine avete una scelta molto più ampia).
A questo punto scatta la vostra partecipazione e aiuto, quale scelgo? Li metto in ordine numerico, cliccate sul numero, guardate e poi aiutatemi, insomma faccio scegliere a voi.

scelta n. 1

scelta n. 2

scelta n. 3

scelta n. 4

scelta n. 5

scelta n. 6

scelta n. 7

scelta n. 8

scelta n. 9

Io sono molto indecisa su tre. Me lo date un aiuto da casa? Poi dovrò fare un post successivo con il cadeau scelto.

PS: questo è un post carino, gentile, che invita al piacere, alla gioia, al sorriso, chiunque lo legga in altro modo, ha sbagliato post

PPS: Io ne scrivo in maniera leggera e allegra, ma sappiate che molte persone hanno con il piacere e il proprio corpo un problema. Non si conoscono e quindi non conoscono il piacere. In un corso di lettura psicosomatica del corpo che ho frequentato qualche settimana fa, in un ambiente estraneo alla Pleasure Room, ne abbiamo parlato seriamente insieme ad una psicologa. Anche in questa epoca di “libertà” le donne (specialmente le donne giovani o molto giovani) hanno davvero problemi di conoscenza fisica di se e quindi del piacere. Prender le cose con la giusta leggerezza, e con toys come questi aiutano a scoprirsi (o a scoprirsi in coppia).

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C’E’


C’è chi ha confuso me per un gioco
C’è chi mi ha confuso e basta
C’è chi mi ha preso in giro e ci è riuscito
C’è chi ci ha provato ed ha fallito
C’è chi mi ha amato e non ho visto
C’è chi ho amato e non mi ha visto
C’è chi mi ha ferito e chi ho ferito io
C’è chi mi pensa ed io non so
C’è chi mi ama e non lo dice
C’è chi mi scruta nel silenzio
C’è chi mi ha attaccato perché era volpe ed io uva
C’è chi mi ha strappato il cuore e pasteggiato
C’è chi mi ha abbracciato e scaldato
C’è chi mi ha teso la mano
C’è chi mi ha insegnato e chi mi ha rubato
C’è chi mi ha chiamato amore e pensava vagina
C’è chi mi ha perso e chi ho perduto

C’è che ci son un sacco di c’è nella mia vita, ma alla fine c’è che ci son solo io.

Io con le mie nuvole nella testa, le mie farfalle nel cuore, i miei sogni fuori i cassetti, i miei credo sparsi in giro e le speranze appena nate. Io che respiro e canticchio raccogliendo mazzetti dei “c’è”. Ve li incarto se volete, tanto ormai guardo solo i “ci sono”.
Photo by John Wilhelm

COLORAMI


Ho pensieri come petali di rosa, quando un soffio di vento li depone nel cuore, si trasformano in morbidi marshmallow in attesa di essere morsi.
Quando arriverai, tu mordimi piano, con estenuante lentezza o farò di te un obeso d’amore.

Colorami di verde e rosa, cosicché il rosso verrà da se portando risate come un ruscello che scorre. Il viola già ci unisce dall’alto di una collina antica. Radici arancioni ci saldano, mentre il giallo oro della luce si stempera nel blu della notte che ci avvolge.

Colorami.
colorami

DIAMANTA RABBIT


Obiettivamente se io non fossi io e mi leggessi, direi che sono una piattola.
Sempre lì a rimuginare, sempre li in profondità a scavare (per arrivare di preciso non so dove). Vi sconsiglierei vivamente di frequentarmi. Sentenzierei che sono una palla, triste, segaiola mentale (bè dai questo un pochino si, lo sono) e troppo seria. Ma giuro non sono così, tendenzialmente son proprio una deficiente.

Diamanta Rabbit

E allora perché quando scrivo faccio uscire solo questo aspetto?
La verità è che tendenzialmente scrivo quando divento introspettiva, scruto, “rafagno”, smuovo e risalgo portando con me qualcosa che ho trovato.
Ma non ho solo piattole e palle dentro me, devo cambiare come mi “disegno”. Comincio a non sopportarmi più.