IO MENTO?


Io mento?

Capita, è capitato, credo che capiterà ancora. Il problema è che poi mi faccio così tante seghe mentali per aver mentito, che alla fine è raro che lo faccia, e deve essere indispensabile per la mia sopravvivenza (in ogni settore).

Per questo tendo a essere sincera, non perché son brava, ma perché ho un censore interiore che mi fracassa le ovaie e mi sfinisce, se non lo sono.

Aggiungo che per me le bugie, le mezze verità e le omissioni di verità sono una cosa sola.

Le bugie più infide, sono quelle che ci diciamo da soli, quando ci “condiamo via” e non vogliamo vedere e capire. Alla fine non puoi neppure prenderla con gli altri per le cazzate che hai fatto e che fai mentendoti.

Preferisco la verità, consapevole che la verità ha molte sfaccettature, e io non detengo la verità assoluta, non ho neppure la capacità di visione (almeno in questa vita) per vederla nella sua interezza.

Preferisco la verità, anche se a volte mi ha ferito e ha ferito.

Preferisco la verità perché già di nostro sbagliamo e incespichiamo molto nella vita, se poi ci danno (o ci diamo) informazioni errate, sai che combo in caduta libera nelle complicazioni, confusioni e gomitoli di vita annodati?

La natura poi, mi ha dotato un sensore di bugie altrui le annuso e le riconosco (molte, non tutte, e non quando sono coinvolta emotivamente, lì invece sono un disastro), anche quelle che le persone dicono a se stesse.

Questo sensore mi ha salvato la vita molte volte.
Di solito non avviso mai “il mentitore consapevole” che ha perso la sua copertura, faccio finta di niente e mi metto solo in salvo.
Sarà una rogna sua i problemi che si attira.

Diverso è se, “il mentitore consapevole” mente a una persona che amo. Lì, mi parte lo scorpione in mercurio abbinato allo scorpione in marte che il mio tema natale mi ha regalato.

Con “il mentitore inconsapevole” quello che non sa di mentirsi, è diverso, vorrei poter fargli vedere quello che vedo io, ma porto rispetto per il suo tempo di accettazione delle cose, e quindi al massimo esprimo due tre input “teneri” sull’argomento.

Ognuno ha i suoi tempi. Anche io ho avuto i miei.

Nessuno nasce maestro, ci si diventa, e non sempre.

Nasciamo tutti bambini sinceri.
Cresciamo e impariamo a mentire.
L’evoluzione è diventare adulti sinceri.

PASSATO PRESENTE FUTURO


Difficilmente penso al passato. Non che negli anni che ho alle spalle non mi sia capitato, anzi, nel passato (scusate il gioco di parole) pensavo più al passato che al presente.

Oggi mi capita raramente, è più facile che pensi al futuro.

Il problema è sempre lì, mai essere nel qui e ora, nel momento presente, e viverlo, assaporando secondo per secondo.

Passiamo la vita nei ricordi del passato o nelle speranza del futuro.
Nei “se fosse stato” e nei “sarà così” e nel farlo smettiamo di viver la vita.

DIRE, FARE, BACIARE, LETTERA, TESTAMENTO


DIRE: Aver tanto da dire, scrivere, e così poco tempo per farlo.
Vorrei tanto poter scrivere più a lungo e di più sul blog, ma rimando sempre, per l’endemica mancanza di tempo, e quando mi ci avvicino, lo faccio a spot e per brevi scritti, come questo.
Dire con la voce ha un risvolto diverso. A volte vorrei farlo, ma mi ritrovo invece in silenzio, muta ad ascoltare. Mi domando sempre più spesso se abbia senso che lo faccia, se la persona davanti a me comprenderà, o se sto sbagliando io a parlare. Viviamo in un’epoca piena di parole e social e ci comprendiamo sempre meno. O forse, semplicemente, è solo che negli anni invecch… ops, errata corrige, divento orsa saggia.

FARE: Faccio tanto anche se penso di far sempre poco. Ma credo dipenda dal carattere. Mi sembra sempre di non fare abbastanza, e quindi di non essere, mai abbastanza.
Oltre al lavoro full time e alla mia grande family interraziale, inserisco anche la scuola di nutrizione olistica, il corso di terapia vibrazionale, il corso di tedesco e qualche corso qua e la random. Mi incasino la vita insomma, anche se lo faccio con (quasi tutte) cose che mi piacciono.

BACIARE: E’ passato così tanto tempo dall’ultima volta. L’ultima volta che ho baciato è stato anni fa, e l’ho fatto una sera estiva di luglio, con un moijto (il terzo) in mano e a fianco un “non più” amore.
Sì, ne sono consapevole, è uno spreco, anni senza baci è un pò come vivere a regime ridotto. Ma i baci son un atto molto profondo, permetto ai tuoi oltre 700 batteri (tra buoni e cattivi) di entrare in contatto con i miei 700 (buoni e cattivi), scambiandoceli. Permetto a qualcosa di non mio di diventare mio, e ti do qualcosa di mio facendolo diventare tuo.
Non vi sembra poetico scritto così? Solo perché non vedete la metafora di accettazione “nel bene e nel male”.

LETTERA: Questo scritto lo posso considerare lettera? Io direi di si, come tutto il blog. Lettere che scrivo a me stessa, ma che spedisco in giro ad cazzum. Qualcuno legge, qualcuno si ritrova, qualcuno legge qualcosa che non ho scritto. Tutto ciò è bellissimo e, quindi, per effetto traslativo io scrivo lettere bellissime (modesta è il mio secondo nome).

TESTAMENTO: Non ci penso. Solo e semplicemente perché credo che il testamento sia la nostra vita. Agli altri lasceremo il ricordo di quello che abbiamo vissuto.

DALLA A ALLA C


AMORE
Ho sempre cercato l’amore che mi completasse. Sbagliavo ero già completa, avevo bisogno di un amore che mi ampliasse.
Ero completa e non lo sapevo. Dovevo solo trovare i pezzi dei puzzle di me nascosti e metterli nel giusto ordine.

Nel frattempo, più o meno inconsciamente, credevo che per essere completa avevo bisogno del fuori. Scambiavo i vuoti degli uomini dai puzzle separati, come se le loro anse concave e convesse, dovessero incastrarsi con le mie. Un colmare il proprio vuoto con il vuoto altrui, che idea folle, scambiare l’amore per questo.
Il pezzo mancate ero io e non lo sapevo.

Nessuno ci completa, siamo già completi, abbiamo solo i pezzi sparsi nel nostro universo, dobbiamo darci il tempo di assemblarci. Vale per tutti noi.

BERLINO
Nel mese di giugno sono andata, finalmente, a trovare Progenie a Berlino. Poco tempo. Un paio di giorni. Se mi chiedete cosa penso di Berlino non saprei dirvelo. Si può conoscere una città così grande e sfaccettata in due giorni?

Mi porto il ricordo di una città con la metro pulita, una lingua incomprensibile (per me), il silenzio serale, i bicchieri di vino riempiti il doppio di quelli italiani (allo stesso prezzo), le strade con i marciapiedi larghi, la cucina multietnica e il cibo vegano ovunque, solo per questo le darei come voto 10+.
E poi gru, immense e gigantesche gru ovunque, che costruiscono e/o sistemano ciò che è già costruito, ristrutturandolo. Berlino è una città viva, ecco se proprio volete una definizione, è viva.

A Berlino ho scoperto, che la cosa che in questa società accomuna gli uomini, sono i centri commerciali. Sono quasi identici in ogni parte del mondo.

CAPELLI
Cambierò per l’ennesima volta colore dei capelli. Ormai faccio fatica a ricordarmi il mio colore originale.
Bionda, nera, rossa, prugna, pannocchia (ma quello fu un errore di valutazione della tinta), violetta, lillà, bluette, bianca, grigia, rosa.

Mi guardo allo specchio e mi dico. “L’ultima volta, poi li lascio del loro colore”, poi accade sempre qualcosa che mi fa cambiare idea.
Il mio parrucchiere me lo ha confessato, sono tra le sue clienti preferite, perché con me non si annoia mai. Così quando cerco di essere “normale” io, mi propone le “pazzie” lui. Quindi diverrò Living Coral.

PS: mi rimangono da postare tutte le altre lettere dell’alfabeto 😉

THE WINNER IS… (sempre V.M. 18)


La votazione del post precedente è terminata.

Quindi ho scritto a Babi della Pleasure Room:

“Ciao Babi, sono la tua influencer semplice preferita. Le votazioni sono terminate e ti comunico che il vincitore è XXX (mettere X per creare suspence). Io sarei stata curiosa di provare XXX (altre X di suspence), secondo me ha il suo perché, ma la democrazia ha le sue regole”.

Babi è stata carinissima, mi ha confessato che anche secondo lei il secondo XXX (sempre più X di suspence) aveva il suo perché e che se lei avesse dovuto votare, avrebbe votato quello.

Comunque, bando alle ciance, ecco a voi qua sotto (rullo di tamburi in sottofondo) l’immagine del vincitore.
The winner is….


(Per scartare il regalo cliccate sulla foto)

Come!? Cosa dite!? Eh!? Ah sì, l’altro XXX che avrei scelto io, e che anche Babi avrebbe votato, quale è?

Volete proprio saperlo? Davvero? Vabbè dai ve lo dico

(Solletica e pigia il diavoletto)

PS: Babi se io fossi in te, mi manderei il secondo regalo
PPS: Si forse dovrei far un terzo post dopo l’utilizzo di Nessy, chissà, magari un giorno, nel frattempo vi posso dire che al tatto è piacevolissimo
PPPS: Babi, non vorrai lasciare una piccola influencer semplice come me con il dubbio sul Devol!?
PPPPS: Si, lo ammetto, son un pò paracula (ma tanto simpatica)

BLOGGESAURI


L’ultima volta che li avevo visti era il gennaio 2005, avevo i capelli lunghi neri, ero innamorata perdutamente di un uomo(1), pesavo millanta chili di meno e credevo ancora in molte cose che non esistevano.

Li ho rivisti la scorsa domenica, 14 anni dopo, oggi ho i capelli corti rosa antico, non sono innamorata, peso quei millanta chili in più e credo in nuove cose che non esistono.

Chi ho rivisto? I miei vecchi amici blogger, razza ormai quasi in estinzione, soppiantata dai nuovi influencer(2), che con i blogger l’unica cosa che hanno in comune, è l’avere un luogo virtuale nella rete.

I blog sono nati molti anni primi dei social. Per scrivere sul blog dovevi star fermo davanti a un pc, raggruppare emozioni e pensieri (o solo i pensieri), assemblarli, trascriverli. Eri lì, presente a te stesso e al pezzo, oltrepassavi le tre righe di scritto, a volte oltrepassavi forse troppo e le righe diventano tremila. Poi nei commenti accadeva la magia, tra commenti seri, un pò meno seri, inerenti e meno inerenti, scoppiavano le amicizie (tali da rivedersi dopo 14 anni).

I social sono arrivati con l’arrivo degli smartphone. Quindi ad una immensa popolazione, la cui maggioranza(3), davanti al pc a “scarabocchiare” con la tastiera i propri pensieri, fa la faccia tipo Jessica (quella del film “Viaggi di Nozze” di Verdone per intenderci) con la didascalia a lato: “Ahò, Tipo, secondo te!? Neppure se me paghi” e alla quarta riga, sono esausti dalla lettura e cambiano post, anzi scorrono lo schermo.
Nulla di male sia ben chiaro, solo che io amo i blog e uso i social, quindi il mio rapporto con loro è differente(4).

I social sono stati per i blog, quello che è stato la meteora caduta sulla terra per i dinosauri.

Ecco in pratica, oggi, i blogger sono dinosauri, o meglio bloggesauri.

Ma ho divagato, parlavo dei vecchi bloggers che non vedevo da 14 anni. Pochi (ma buoni) rispetto al 2005, ritrovo a Milano. Eravamo in quattro: Change, Zoo, GreenDune, la sottoscritta.
Con noi in sottofondo il Duomo, la Galleria, Brera per il pranzo, e il nostro raccontarci. Matrimoni, divorzi, separazioni, figli che non esistevano ora esistono, cani, mogli, compagni, prostate, colon e risate, molte risate. Rivederli è stato un piacere del cuore, dico sul serio.

Tutti noi così diversi è così uguali allo stesso tempo.
Nessuno di loro scrive più, nessuno di loro “tiene” un blog, solo io continuo a farlo anche se in maniera discontinua, ma per me è quasi una necessità farlo. E’ un vero peccato che non scrivano più, erano bravi, a differenza di me scrivevano strappando risate. L’ironia era il fulcro dei loro scritti(5), attraverso le parole riuscivano a farti sorridere anche quando il mondo ti stava “mazzuolando” sulle gengive.
Io invece no, io appartengo alla tipologia piattola gioiosa.
Loro non lo sanno ma ho invidiato molto la loro capacità di trasmettere l’ironia negli scritti.

(6) Change
(7) Zoo
(8) GreenDune

PS: prima o poi dovrò capire perché nove volte su dieci, inizio a scrivere avendo un’idea, e finisco per scrivere tutt’altro

(1) vorrei aver la capacità di innamorarmi ancora, chissà se in questa vita accadrà nuovamente o rimarrò nel “ma anche no”
(2) Individui con un più o meno ampio seguito di pubblico che hanno la capacità di influenzare i comportamenti di acquisto dei consumatori in ragione del loro carisma (ora capite perché amo il blog non gli influencer?)
(3) Oh! Ho detto maggioranza non tutti
(4) Sono estremamente consapevole che può sembrare arrogante quello che ho appena scritto, lascio a voi la scelta se può sembrare o se lo è
(5) Oddio non tutti, alcuni, diciamolo, li si leggeva perché “dai siamo amici”, la/lo reggo
(6) Change ringrazia che non abbia scritto dell’effetto “Già fatto!?”
(7) Zoo io avrei preso un caffè, è colpa tua se ho preso lo sbagliato, non si può ordinare un mojito come aperitivo a mezzogiorno e pensare che io ne uscissi indenne
(8) GreenDune ringrazia che non posti la tua ultima foto, quella che “forse per natale la scattiamo”

MANIPOLAZIONE BATTERICA


Ora io questo battere lo voglio conoscere! Voglio nome, cognome e indirizzo.
Ah no, aspetta, l’ultimo non mi serve, ho la certezza che viva nel mio intestino. Lui, sua moglie e suoi trilioni di parenti.

Parliamo poi del suo socio in affari Indolo, quello che gli ripulisce casa e nel farlo si fa un giretto nel mio cervello, stimolando il mio bisogno di ricompensa mangiogodereccia, iperattivandola.

Ora io non voglio sfrattarvi a te e tua moglie, ma avete due possibilità:
A) dovete promettere che quando fate sesso usate il preservativo e non vi riproducete, nel mentre io comunico ai tuoi trilioni di parenti che il mio intestino non è la casa loro, quindi “iatevenne” a casa vostra!
B) cambiate lavoro, invece di iperattivare la mia mangiagodereccia voglia di cibo, diventate batteri che regolano correttamente il senso di sazietà, stimolano in modo efficente i neurorecettori e amplificano le sinapsi, questo voi e i vostri parenti. Che se proprio dovete manipolarmi, fatelo nel modo giusto!

E io che mi facevo i sensi di colpa, pensando che ero una golosona che non riusciva a mettersi a dieta! Invece ero solo invasa.

«La tendenza al mangiare per piacere o per dipendenza piuttosto che per fame sembra dipendere anche dall’influenza che alcuni batteri intestinali riescono produrre su alcune aree del nostro cervello collegate alla ricompensa. La conferma dello stretto legame tra cervello, intestino e comportamento arriva da uno studio pubblicato su PLOS One.
Alcune aree della rete della ricompensa del cervello, come il nucleo accumbens e l’amigdala, sono note per determinare i comportamenti alimentari. I ricercatori dell’Università della California a Los Angeles le hanno analizzate, tramite scansioni di risonanza magnetica funzionale, in 63 partecipanti sani che hanno anche completato questionari per misurare la loro propensione alla dipendenza da cibo.
Quindi hanno raccolto e analizzato campioni fecali di queste persone per determinare la presenza di particolari metaboliti intestinali, ovvero sostanze prodotte dai batteri. Coloro che nel microbioma presentavano elevati livelli del metabolita chiamato indolo – prodotto dalla digestione dell’aminoacido triptofano – avevano una funzionalità e una connettività più forti in specifiche aree della rete di ricompensa del cervello. Questo potrebbe indicare che l’indolo stimola un sistema di ricompensa iperattivo che a sua volta promuove la sovralimentazione.
Le stesse persone avevano infatti anche maggiori probabilità di avere dipendenza da cibo, come determinato dai questionari che avevano completato. Primo negli esseri umani a mostrare l’associazione tra metaboliti specifici prodotti da batteri intestinali e l’eccessiva assunzione di cibo, lo studio apre la porta a ricerche future su interventi specifici, come i cambiamenti nella dieta, che potrebbero influire sulla funzione cerebrale e così influenzare il desiderio di mangiare quando non si ha fame.»

(Fonte ANSA del 28.08.2018)

GENERE FEMMINILE


Son diventata genere femminile che odia stucchevolezze, diabeterie varie, forzati sorrisi con tonsille esposte, i “cici e cicia” multiformi.
Eppure son rimasta romantica.

Son diventata genere femminile sostantivo con molteplici aggettivi, questo confonde, questo mi confonde.
Eppure ho chiarezza interiore.

Son diventata genere femminile, confuso, profuso, perso, disperso, lamento pezzi di me, mi manco all’origine.
Eppure sono integra.

Son diventata genere femminile che usa il suo maschile, lo porta in superficie, lo usa e a volte ne abusa.
Eppure maschile non sono.

Son diventata genere femminile che usa parte di se a scudo e quindi conserva ciò che dovrebbe lasciare andare.
Eppure sono leggera.

Son diventata genere femminile, in un mondo binario due, inevitabile lo so, scegliere è il compito.
Eppure io anelo a uno.

MELA


Sono i giorni in cui la sera, mi sdraio sul divano. Scatto selfie con uno dei miei amori pelosi. Giorni in cui il freddo fuori mi fa capire la fortuna del caldo della casa. Giorni in cui osservo i miei sei mici e la “cana”, felice che siano al caldo, nutriti di cibo e amore.

Poi penso a Mela. Il cuore mi si contrae per l’empatia.
Si può esser empatici con un cane? Si, si può. E si può anche con una pianta, se è per questo. Ma volevo parlar di Mela.

Mela viveva con la sua umana, 13 anni di vita insieme, e poi il disastro. La sua umana si ammala e non riesce più a gestirla e per Mela si stravolge la vita. Mela viene portata via, da chi ama, dalla sua casa, dalle sue abitudini. Mela è un cane anziano e quasi nessuno vuole i cani anziani, infatti da febbraio nonostante appelli e condivisioni, Mela è ancora senza casa. Tutti cercano cuccioli.

Mela è sana, tranquilla, ubbidiente. Se non avessi già riempito casa di sei amori pelosi felini, e da luglio dell’anno scorso da Juni un’altra “cana” anziana, Mela vivrebbe già con me. Ma non posso, il cuore la contiene,  ma non ho più posto in casa.

Mela però è sempre nella mente, spero in una casa per lei, in una famiglia che possa amarla, accudirla e darle ancora la sensazione di casa.
Per questo scrivo questo post, per cercare una persona, una famiglia che voglia amarla, come io farei con lei.

Mela attualmente si trova presso la Clinica Veterinaria città di Lecco. Loro son dei GRANDI, cercano una casa per lei e nel mente la tengono in stallo nella clinica. Il loro numero di telefono è 03411840029l

Se la fortuna e l’amore baciasse Mela, se trovasse tramite questo post una casa, per favore fate che io rimanga in contatto con voi. Non so come mai con Mela, con tutti i cani che cercano casa, io abbia sviluppato questa attrazione, ma so che l’ho e quindi non vorrei perderla di vista.
Qua sotto metto una sua foto e dei link della clinica. Se volete vederla anche in video andate sul link di facebook.

Io spero, che là, nel web qualcuno trovi Mela e Mela trovi Amore.

Link a Facebook della Clinica Veterinaria città di Lecco

Link al sito web della Clinica Veterinaria città di Lecco

IO E LEI


Io con il mio nuovo improbabile colore dei capelli, quasi alla Vivienne Westwood. Tutti a pensare che li abbia fatti apposta così, e invece no. Mi dicono “Di sicuro non passi inosservata”, ma del resto, quando mai negli ultimi ventanni son passata inosservata?

Lei con i suoi capelli in cui il rosso si nasconde tra le onde del color castano, come fa con i pensieri a volte. Li vedi guizzar per un attimo nell’iride per poi scomparire nei mondi che cela ai più.

Io con la mia giornata di ripasso dei colori dell’anima alle spalle, il cuore leggero per la bellezza delle persone con cui l’ho fatta.

Lei con la sua giornata di scalata alla montagna, dove affronti te stessa mentre affronti la parete. Dove capisci che la roccia è amica di chi la rispetta e la ama, che è madre accogliente e che sprona a dare il meglio di se.

Io e Lei così diverse nell’affrontare la vita eppure così profondamente simili a un livello che non vedi, ma percepisci.

Io e Lei difformi nel fisico ma entrambe a strappar sulla sinistra la lista della spesa scritta sulla carta.

Io e Lei compagne di viaggio saltuarie su questa terra, ma unite da un invisibile filo.

Io e Lei con le immagini negli occhi, e il nostro tentativo di catturarle.

Ecco io e Lei, poi qui, nel nero della sera, a tuffarci nel rosso e a parlare.
Io a parlare tanto, come sempre.
Lei parlare tanto, come quasi mai.

Grazie “LEI” di una bellissima serata nella Milano che amo e odio insieme. Da quando tu la abiti, io la amo un pò di più.