EVVABE’


E’ quando il deltoide ben formato si tuffa con una curva stupenda nel bicipite, agganciandosi con fare felino nei pettorali, dal quale intuisci il trapezio dietro. Il tutto avvolto in una pelle color cioccolato il cui unico scopo voluto da dio, sospetto, sia stato quello di far risaltare tutto ciò.

Tyson Beckford

Ecco è in quel momento comprendi il senso del simbolo dell’infinito, quelle linee curve e lo scorrere continuo in quelle forme, e pensi: “Evvabè!”.

Dopo di ché con il viso bianco a tratti paonazzo, con le goccioline di sudore che ti colano dal viso al collo, in questa perfetta forma di donna di classe e fine, ti rendi che:
a) dovevi far una serie da 12 hai superato i 15, non senti fatica e manco te ne sei resa conto;
b) hai sbirciato;
c) lui ha sbirciato te.

A quel punto parte la sega mentale che:

a) non sbircia te, ma i tuoi improponibili pantaloni rossi, maglietta bianca e asciugamano azzurro cielo al collo. L’insieme è, diciamo, alquanto clownesco;
b) ti sbircia perché grondi sudore, lui è un architetto nouvelle post industrial e sta valutando un nuovo designer, una fontana a forma di donna, con gli zampilli che escono dalla fronte;
c) I nuovi capelli rosso rame intenso hanno colpito;
d) Smetti di farti i film.

Certo il fatto che a ogni esercizio e postazione diversa, te lo trovi, quasi in linea diretta, davanti agli occhi non aiuta.
Certo il fatto che ti ritrovi, nel corso della mattinata, per fuggevoli microsecondi sguardo nello sguardo aiuta ancora meno.

Poi il nuovo runner, con televisore incorporato e relativo paesaggio e camminata nel parco Yosemite, ti distrae. Pensi convinta: “Meglio questo film va”.

Peccato che alla fine, quando hai finito il tutto, riconsegni il tablet, stai per andartene. Ti senti osservata, ti volti con noncuranza, sbirci…. “Evvabè” allora ditelo!

PS: l’immagine è a solo scopo illustrativo per far evincere come il deltoide si tuffava nel bicipite.
PPS: si evincono perfettamente anche il pettorale e il trapezio.
PPPS: i miei capelli rosso rame sfumati rosso rame chiaro sono bellissimi.

NECESSITA’


Scrivo poco.
La vita reale è diventata più esigente.

Questa settimana annovero oltre alle incombenze di vita e sopravvivenza, quali spesa e lavoro, l’aver:

* avuto il mio annuale incontro con “Barbara” e con lei (grazie a lei) riaver aperto uno spiraglio su quello che ha fatto di me quella che sono;

* collegato tre persone di questo tempo a tempi che non sono più. O meglio due averle collegate a tempi diversi e una averla collegata a un emozione ben precisa;

* notato che più perdo peso più ritrovo me stessa. Forse dovrei farci un post a parte su questo. Sul perché leghiamo così tanto cibo e vita. Su come il cibo diventi anestetico di vita.

* ho prenotato il parrucchiere, prossimo colore della mia testa, rosso rame con colpi di sole rosso rame chiaro;

* aver comprato un orologio da 8 euro, che la notizia non è il costo dell’orologio, ma aver rimesso un orologio al mio polso dopo 12 anni.

Questa settimana ho inoltre realizzato che:

* son riuscita a star zitta davanti a persone che sparano minchiate (scritte e/o parlate), ma questo fa parte dei miei dieci buoni propositi del 2015; anche se avrei potuto utilizzare un altro buon proposito di quella decade. Quello del fanculizzare senza che ci fosse domani.

* ho intenzione di far molto per la mia persona, in pensieri, parole, opere e tutto quanto mi verrà in mente;

* nella sfortuna spesso trovo la fortuna, si è solo mascherata;

* quando sorrido sembro più bella;

* tra poco è primavera.

Rileggendomi, ho realizzato che ognuno di questi punti contiene in se un post, ma come detto scrivo poco. Il mio modo di comunicare in questo periodo è bisognoso di tangibile e materiale.
Senza esagerare, ma ho bisogno di occhi, profumi e tatto.
Credo di necessitare di vita.

Photo by Wil Mijer