SANGRIA E GRILLI PARLANTI


Il martedì è tradizione, si sa.
La sangria era annacquata
E io sì, sono integrale.

red

Il martedì dopo il lavoro ci si vede. Un paio di ore, qualche chiacchiera, ritrovarsi, rilassarsi, ingerire un pò di alcol, che scioglie la lingua e snoda le contratture del cervello da una giornata di lotta.

Tra un sorso e una parola, risalta fuori il mio integralismo. Odio questa parola perché ormai è associata alla parte oscura delle religioni, la cambierò in il mio esser integrale. Come la pasta e il riso.

Io sono integrale, non perfetta, non brava, non migliore. Sono semplicemente integrale nella vita, io e il mio vederla come un’onda, un cerchio che si trasforma in un otto infinito, la continuità e il legame continuo con il tutto.

E lo so che le persone come me sono scassapalle. Sembriamo tanti grilli parlanti a cui tu tireresti volentieri una scarpata sul muro. Eppure non lo siamo, non ci consideriamo “mejo”, solo vediamo il mondo da un’angolazione diversa dalla tua. Per ogni “cri cri” detto a voce in un parlare con gli altri, abbiamo frinito centinaia di volte con noi, fino a sfiancarci e ritrovarci Cassandre di noi stesse.

Se la cosa ti consola, sappi, che la parte peggiore la riserviamo a noi, al seguire la rettitudine dei nostri principi. Quelli che un centesimo e un miliardo hanno lo stesso valore.
A voi spesso “perdoniamo” a noi quasi mai. E noi cadiamo come voi.

Rosse le scarpe, rossa la maglietta, rossa la sangria, rosso “il monile” che indosso e rosso il campari. Sto cercando energia in un periodo che mi risucchia verso pensieri grigio topa.

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MORFEO E CASSANDRA


La vita è rumorosa e il suo sottofondo è un borbottio nel cuore della notte che impedisce alla mente di cedere il posto a Morfeo.

Morfeo attende il suo turno e nel frattempo parla con Cassandra, la consola nel suo disperato tentativo di esser compresa, chiede a lui di parlare attraverso il suo mondo onirico.

“Le parole chiare spaventano nella loro mancanza di anse in cui celarsi. Essi si stordiscono nei rumori inutili e nelle parole vuote per non sentirle. Vorrei tanto che loro capissero la libertà della verità, ma preferiscono le catene rassicuranti del non sapere, incuranti che così saranno pasto dei predatori.
Oh Morfeo, tu che mi senti, tu che mi ascolti, aiutami ad arrivare a loro, che il mio parlare è aprire bocca in un mondo d’acqua per loro“.
water

Morfeo l’ama ed è per questo che talune notti mette il suo mondo, senza parole, a disposizione di lei. Cassandra usa i colori, a volte solo il bianco e il nero, e dipinge. Usa un linguaggio non suo per arrivare a parlare senza chiarezza, nella speranza che nel buio gli uomini cerchino la luce.