MONILI


Penso a momenti.
Sento nella carne.
Scrivo poco.

Mi vesto di silenzio.
Solo qualche parola, qua e là, come un monile a far risaltare l’abito.

red wolf

E’ la stanchezza del farsi capire, e in questo momento, non ambisco alla fatica di farlo. Del resto chi mi vede, mi scorge anche nella quiete delle parole.

Ambisco a chiacchierate fatte di sguardi. Quelli in cui parli dei secoli che furono, e di quelli che saranno, in una manciata di secondi.

All’ombra di una quercia, a bordo di un sentiero di campagna, ad aspettare.

Dietro me, il futuro sta arrivando.

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SCATTI


Non sono una fotografa. Non ho macchine sofisticate, se mi parli tecnico, ti guardo come se l’aramaico fosse la tua lingua. Uso un cellulare, non so photoshoppare, non so alterare, insomma non so, o meglio so di non sapere.

Fotografo prima con la mente, poi con gli occhi, poi ascolto l’immagine con il cuore e infine scatto.

A volte quello che esce non è quello che ho visto, rimango delusa dal non riuscire a portare nei pixel quello che ho visto. Altre invece, rimango stupita, nell’essere riuscita a tirare fuori più di quello che avevo visto. Rimango lì a osservare quello che prima non avevo scorto.

Tutto questo dire di foto, non è per disquisire di foto, ma per parlare di una foto che ho scattato ieri sera e stamattina mi son riguardata. Nulla di che. Tuttavia.
Red Wine ©Diamanta
Tuttavia io guardo e vedo in ogni sfumatura di rosso, in quel punto di luce, in quei giri concentrici, in quelle impronte è racchiusa una vita, la mia, ma non solo. In quei pixel ho fissato una sera, le risate, un affetto di sedici anni e uno che l’anno non lo ha ancora compiuto. Il sapore tannico, vellutato, armonico dei miei anni. Una progenie lontana, felice dové, ma che il quarto insieme l’avrebbe fatto. In quel rosso c’è il mio cuore che si apre alla vita insieme a cuori acciaccati come il mio, ma che di necessità virtù, brindiamo e ridiamo insieme.

La foto no, non è perfetta. Non è patinata, sofisticata, manca tecnica, manca perfezione. Però è viva. Io sono viva e ci son attimi di vita in cui la perfezione la rasento.

CONCEPIRE


Io davvero vorrei capirvi.

Photo by Vincent Bourilhon

Siete sotto testosterone continuo?
E’ la vostra vita vuota e ripetitiva che vi fa cercare, protetti da un monitor, “brividi adrenalinici”? Questo nonostante, nove volte su dieci, siete sposati, conviventi e/o fidanzati?
Oppure questa è una mancanza psicologica, non vi sentite maschi? La giungla d’asfalto, non vi fa più percepire di esser tali? Credete che per esser uomo la caccia sia quella d’annoverare prede sessuali nella rete, senza il rischio del vaffanculo diretto?

Non sto scrivendo da incazzata, davvero, scrivo da incredula, vorrei solo capire fino a che punto in un uomo il testosterone spegne la sua intelligenza e la sua dignità.

Nè sto scrivendo perché mi è capitato oggi qualcosa. Certo che nella vita mi è capitato, a me come alle mie amiche, ma oggi non ne scrivo per questo.

Spesso ne parliamo tra amiche, è la cosa più brutta che viene fuori, è che gente come voi, fa a dire a noi: “Io non mi fido più degli uomini, mi schifano”.

Siamo consapevoli che non sono tutti come voi, ma è difficile per noi, capire quali sono gli uni e quali gli altri. Ci preoccupiamo per il fatto che le vostre donne non si accorgono di niente. Potrebbe capitare anche a noi.

Ecco l’esigenza di capire, per non chiuderci alla vita, all’amore, perché gente come voi oltre alla patonza ci fa chiudere anche il cuore.

Io davvero vorrei capirvi.
Io davvero vorrei capirli.

Oltre alle solite frasi fatte, ai soliti discorsi un pò ottusi di gender (che ora va tanto di moda parlare di una cosa che non esiste), discorsi che a volte ho fatto anch’io, chiedo aiuto a concepire, ma non un figlio, ma il perchè.
Chi mi da una mano a farlo?