OLTRE


Io non ci vivo nel grigio, ci sopravvivo, a volte mi ci ammalo. Se mi fermo lì a lungo, ci muoio, ma non ci vivo. Io vivo in altri colori.

Il problema è che io il grigio non lo vedo. Con gli anni ho imparato che esiste, ho appreso a intuirlo a tentoni, a riconoscere l’odore di muffa che emana, ma non lo vedo. Per questo ogni tanto mi ci ritrovo dentro senza rendermene conto. Perché ero distratta. Perché mi hai indicato un punto lontano, luminoso e colorato, e guardando quello non mi son accorta che stavo cadendo nel grigio.

Se Dante vivesse oggi e riscrivesse la divina commedia abbinata ai colori, nel grigio ci metterebbe gli ignavi. Quelli che non decidono, quelli che vivono a cavallo di, quelli che confondono la parola definizione, quelli che non vogliono prendere una posizione nella vita, neppure nella loro.

Prendere una posizione non vuol dire essere escludere gli altri o esser aggressivi con il mondo.

Prendere una posizione è portare avanti ciò che si è, ciò che si pensa che siamo. Vuol dire delimitare un’idea, portare l’astratto nel mondo e comprenderlo.

Prendere una posizione non vuol dire essere rigidi e statici, ma essere capaci di avere radici, consapevoli che possiamo cambiare terreno in cui piantarle.

Prendere una posizione è segnare con le punta delle dita i contorni di un’emozione, e questo non vuol dire voler inscatolare ogni cosa, ma darle forma e corpo, dare carne a un’emozione, partorire se stessi.

Nel grigio ciò è impossibile, tutto si confonde, banchettano i predatori, è lì che nascono le paure, è lì che vivono i mezzi. I mezzi uomini, i mezzi pensieri, le mezze verità, le mezze bugie, le mezze donne, i mezzi discorsi. Ma a me l’unica cosa mezza che mi piace è il “mezzo e mezzo” di Nardini (che a vederla bene poi, un mezzo più un mezzo, fa un’intero).

Tutto questo ho pensato stamattina, quando ho alzato gli occhi al cielo mentre il mio corpo comunicava con me.
La mia direzione. Oltre.

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E


E il vino rosso buono, e il bar di ritrovo, e sono gli amici con cui vai, e pure i ragazzi del bar che ti preparano (sempre) gli stuzzichini vegetariani per te, perché lo sanno che lo sei, e batti il cinque, e la seconda bottiglia di rosso, e le risate, e la coppia di tedeschi, e il lui della coppia di tedeschi che si mette le rose sulle spalle a mo’ di ali, per far il cojotes come noi con noi, e la terza bottiglia di rosso, e le canzoni cantate ad alta voce e la scelta delle stesse sul pc, e Albano sappiatelo spinge ancora e poi parte quella canzone lì, quella di Rino Gaetano e tu che ti ricordi “Dio ero adolescente, quanto credevo ancora”, e sono ancora le risate, e DE che in forme diverse son vent’anni che fa parte della tua vita, e ti abbraccia a lato e tu pensi ommidio non son più capace di abbracciare, e ragazzi dai andiamo che dovevamo andar via alle 9.30 e son le 11.30, e sono i pensieri stupidi, gli unici che galleggiano sulla superficie del vino, e la serietà è pesante e affonda in fondo al bicchiere.


E mentre torni a casa lo pensi, sono un sacco di “e” bellissime che hai ogni giorno, quelle “e” che rendono la tua vita in qualche modo speciale, queste “e” e altre, che ti fanno sorridere tutto il giorno, quindi si, quando torni a casa e pensi “e cazzo dovrò impacchettare dei libri e rispedirli al mittente” lo puoi reggere, anche se non lo vorresti fare, anche se un pò male lo fa.

TRAGITTI


A volte possiamo.
A volte lo sappiamo, ma non vogliamo saperlo.
C’è qualcosa dentro noi che lo sussurra, ma facciano finta di non sentire.

Se ci ignoriamo, se facciamo finta di non sentire, un pezzo di strada, della nostra strada si allungherà. Dovremo camminare un po’ più a lungo, ma non importa, in ogni caso i sentieri deviano e noi possiamo cambiare direzione.

A volte non possiamo.
Non sappiamo e non ne abbiamo modo.
Rischiamo, perché crediamo ne valga la pena.

Se la strada è giusta, non ci saranno problemi.
Se la strada non lo è, dobbiamo solo capire, ora, quanto vogliamo pagare in caso di fallimento e cosa di noi possiamo lasciar a terra.

La vita non stipula assicurazioni.

bimba

PUNTINI


Non sto scrivendo post.
Eppure io un post l’ho scritto sette giorni fa. Poi l’ho congelato.
Perché quel post è un punto. E il punto è una cosa definitiva nel mio mondo.
Non son sicura di volere il punto.

In questo momento son portata ai puntini di sospensione, a quello che potrebbe ma non si sa, nonostante tutto il mio terrore del mostro che potrebbe nascondersi nel “non si sa”. Terrore che spesso mi manda in panico e mi fa comportare come non sono.

In questo esatto momento i puntini mi lasciano respirare, mentre il punto mi blocca il respiro, come un pugno in pieno stomaco.

Io lo so che i puntini son spesso manipolativi, lasciano a intendere ma non dicono nulla, ma il punto, in questo momento, mi spaventa di più. Non perchè il punto è definitivo, ma per il timore di scoprirmi fragile. Dirlo “Punto” e poi disattendermi. Non mi perdonerei mai.

E allora quel post rimane lì, in attesa, di esser cancellato o di dargli ali.
Nel frattempo vede la luce questo, con la domanda insita, se i puntini diverranno “punto e a capo” o “due punti e virgolette”.

Le parole son gocce di rugiada nel deserto, i fatti son semi piantati nel limo.
puntini sospensivi

BARAONDA


“Fai così, vai di là, ma scherzi, sei fuori è sbagliato, sì ma sei umana carpe diem, ma il carpe te la mette nel culo stai attenta, lasciati andare, non farlo è sbagliato, pensa a te, pensa agli altri, coerenza, si con la coerenza ti pulisci, si ma poi, e poi vediamo

Respira cazzo, respira e respira piano che stai andando in tetania nel cervello e non riesci più a usarlo.

“Vedi te lo avevo detto, se apri quella porta, quello fugge, svolazza, corrigli dietro poi. Si vabbè mica poteva tenerlo imprigionato per sempre quel cazzo di muscolo no!? E’ arrivato il momento giusto. Se se, poi la consoli tu vero?

Oddio tutte queste voci che mi parlano insieme, mi strattonano, impazzisco.

“E’ sbagliato. E’ giusto. E’ sbagliato. E’ giusto. E’ sbagliato. E’ giusto. E’ sbagliato. E’ giusto. E’ sbagliato. E’ giusto. E’ sbagliato. E’ giusto. E’ sbagliato. E’ giusto. E’ sbagliato. E’ giusto. E’ sbagliato. E’ giusto.

Silenzio. Fate silenzio!

“Vedi che ti dicevo è già in fibrillazione. Bè male non gli fa un po’ di movimento e di scossone, tutto così certo e sotto controllo, sai che noia. Ma sentila che poi parli tu, gliele asciughi tu le lacrime? Dici e se invece sorride alla fine?

Psicopatia portami via.
Non mi ricordavo fosse una, così, devastante baraonda interiore.

1

ATTRAZIONE FATALE


A me questa cosa che in qualche modo attraggo uomini impegnati (o in alternativa che non vogliono impegnarsi) comincia a stancarmi.

Oh dico, mica parlo degli ultimi anni, è iniziata che di anni ne avevo sedici e perdura a tuttoggi che di anni ne ho diciotto, ok non mento, ad oggi che né ho venti. Non mi credete? Vabbè, la verità, ho venticinque anni.

A parte il motivo per cui è scaturito questo scritto (che fa parte di altre mie eiaculazioni mentali nel frattempo), negli anni mi son domandata: ma per come, ma che cazzo, ma si può, maddai! Sono io che non capisco? Mando messaggi sbagliati?

Non che non abbia attirato uomini liberi, ma quelli facevano parte della categoria citata sopra alla prima parentesi.
Anche in quel caso ripartiva: ma per come, ma che cazzo, ma si può, maddai! Sono io che non capisco? Mando messaggi sbagliati?

Poi un giorno, grazie al tentativo “amorosogodereccio” di un giovane amico, ho finalmente compreso. Una grossa fetta di uomini è confusa.
Molti uomini confondono “libera” con “sessualmente disponibile”.

Se volete sapere come andò con il mio amico ai tempi, gli dissi: “Sono talmente libera da poter dire di no”. Tra l’altro, da quando io ho imparato a dir di no, non ho quasi più smesso. Per ogni si detto, ci son almeno 100 no in agguato.

Comunque, averlo scoperto, non ha risposto del tutto alla domanda, ma perchè attiro uomini impegnati?

PS: In altro momento vi parlerò, invece, di quelli che per rafforzare la tua amicizia con loro, vogliono venire a letto con te, perchè così (si sa) poi si diventa amici veri, profondi e vicini.

PPS: Sappiate che a questi ho sempre risposto “Quando andrai a letto con i tuoi amici maschi per rafforzare il legame con loro, io comincerò a pensarci (solo a pensarci) di rafforzare il mio con te”.

PPPS: che fatica esser donna a volte.
Bolshoi ballet - junior class warm up

SLIDING DOORS


Ci son momenti della tua vita che ti fanno pensare a Sliding Doors.
Quelle porte che si aprono e chiudono. Quelle che non sei riuscito a prendere perché la vita ti ha distratto.

A ritroso li riconosci quei momenti temporali in cui ti sei trovato davanti a una “sliding doors”. Ti domandi “Come sarebbe stato se”. Domande che sprecano il tempo presente, di alcune non avrai mai risposta, ma sai che alcune porte ti hanno salvato.

Sospetti (ne hai la certezza) che i tuoi due angeli custodi, ti abbiano dato un paio di spinte forti (talmente forti da perdere l’equilibrio), per farti prendere dei treni e non ti si chiudessero le porte davanti al naso. E pensare che al momento ti lamentavi per lo scossone ricevuto, invece ti avevano salvato.

Sospiri. La vita è una scelta continua, un dedalo di incroci e biforcazione, ma l’ignoto non ti spaventa più.

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