ROBETTA


Questo mio mutar come se da questo dipendesse la capacità del mio respiro. Questo mio guardare a nuovi sentieri appena intravedo la fine di quello davanti.
Costanti della mia vita.

Quando mi son incagliata, arenata in momenti statici e fermi, anche volutamente, ci ha pensato la vita spintonandomi in malo modo per rimettermi nel flusso vitale.

Io così bisognosa di stabilità e sicurezze, son la prima dissidente di me stessa.

micio-e-me

Questo non vuol dire che non abbia punti fissi e dinamiche costanti. Ho i miei mattoni, esterni e interni. Io, sè, es, io superiore. Tutta questa robetta qua, quella che confondo sempre e che non capisco mai cosa intendano quando li separano. Io non riesco a separarli. Insieme fanno me, in questo momento, in questa vita, con queste scelte. L’anima poi li avvolge tutti, come uno scialle che tiene al caldo le spalle e il petto, perché in mezzo a tutto c’è il cuore. Il mio.

Solo, ogni tanto, questo bisogno corporeo di solitudine e silenzio, a staccare da un mondo che non sempre mi rappresenta.

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