CALAMITA


Ti dipingo, mi hai detto.

Nella stanza abbandonata, con i mobili e le pareti coperte da lenzuola, hai iniziato ad usare le bombolette spray. Rosso, blu e un colore che non ricordo. Colori con furia.

Poi hai strappato tutto. Ti sei girato e mi hai detto “No, tu non sei questa” e sulla parete nuda e bianca hai usato un solo colore.

Dipingi un araldo, uno stemma tra l’oro e il giallo. Delle volute tondeggianti, a formare un ovale vuoto al centro, che uniscono altri ghirigori a formare delle ali ai lati.

Ti guardo, ti volti. Mi spingi al muro. Ma non è sesso, non lo facciamo. Ci guardiamo negli occhi. Precipi-ti-amo. Ti stacchi da me, non ti trattengo.

Il cuore mi esplode. Calamita il tuo del mio.
Mi si squarcia il petto nel desiderio di accompagnarti.

Non finirà mai questo cercarci per poi abbandonarci?

us

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COLORAMI


Ho pensieri come petali di rosa, quando un soffio di vento li depone nel cuore, si trasformano in morbidi marshmallow in attesa di essere morsi.
Quando arriverai, tu mordimi piano, con estenuante lentezza o farò di te un obeso d’amore.

Colorami di verde e rosa, cosicché il rosso verrà da se portando risate come un ruscello che scorre. Il viola già ci unisce dall’alto di una collina antica. Radici arancioni ci saldano, mentre il giallo oro della luce si stempera nel blu della notte che ci avvolge.

Colorami.
colorami