DALLA H ALLA L


HERO
Non intendo la caramella, e neppure gli heroes della Marvel, che tanto piacciono. Intendo quelle persone, quelle famiglie che vivono al di sotto della soglia di povertà. Nel 2015 questa soglia partiva da 819,13€ a 1050,95€ a seconda della regione in cui abitavi. Non sono riuscita a trovare cifre aggiornate, ma ho trovato questo sito: CALCOLO DELLA SOGLIA DI POVERTÀ ASSOLUTA, dove puoi calcolarlo a seconda di dove abiti, nord, centro, sud, piccola città, media città o grande città.

Ho fatto qualche simulazione. Vi assicuro che con quelle cifre al nord dove abito, se (soprav)vivi con quelle cifre, sei un eroe.

IDEALISTA
Si lo sono, ancora, nonostante l’età. Magari non più come a sedici anni, alcuni ideali li ho persi per strada, ma lo sono. Da qui un sacco di problemi con gli altri, o meglio con alcune tipologie di “altri”. Quelli che cercano di spegnere i miei ideali, quelli che “Tanto è inutile” o “Sei rigida a pensarla così” e così via. Frasi dette da chi non crede più a niente e vorrebbe portarti con se, in quel mondo, il loro, avulso e spento.

Non è il mio mondo.
Nel mio mondo gli ideali servono a costruire la realtà che verrà.

LAMU’
Lamù è un manga shōnen, ovvero un manga indirizzato a un pubblico maschile, specificatamente ai ragazzi fino alla maggiore età.
Nonostante io non sia un maschietto, e la maggiore età l’avessi superata, quando la vidi per la prima volta nella versione anime, me ne innamorai. Abituata ai cartoni animati americani con dei “limiti ben precisi”, questo suo andare fuori dai “limiti” (nonostante a noi arrivasse una versione più soft e censurata), fu una cosa bellissima.

Ricordo sabati pomeriggio con Progenie a guardarlo. Provavo ad imitarla quando diceva: “amorucioooo”, mentre svolazzando inseguiva Ataru Moroboshi. Ho bei ricordi con Progenie.

Annunci

50 SFUMATURE DI ROSA


Tendo a idealizzare cose, situazioni e persone.
Se sono (troppo) lontane dal mio ideale, dipingo a tinta unita.
Intingo e do una pennellata di rosa.

Se la base è troppo grigia, una pennellata di rosa non basta. Quel brutto colore traspare ancora, allora passo e ripasso pennellate di rosa, fino a formare una spessa vernice, una crosta rosa. Peccato che le croste prima poi si crepino e si sbriciolano.

In questo periodo, sto vivendo così, sono in quel momento in cui la vernice si stacca e io vedo tutto quel grigio là sotto.

Il grigio non mi piace. Ci vivo male nel grigio. A nulla valgono le parole di chi mi dice “Guarda che tra il bianco e il nero, non c’è il grigio, ci sono i colori“. E io penso “Si forse, tra il bianco e il nero esistono i colori, ma in questo universo, io sono acromatopsitica“.
Per questo sospetto il rosa me lo sia portato qui da una me parallela, da un universo alternativo.

Mi dico che l’importante è esserne consapevoli, così sai già che ogni cosa, situazione o persona contiene già in sé il punto critico della disillusione, prima o poi lo incrocerai, prima o poi dovrai prenderne atto. Consapevole infine che non son loro a contenerla, ma tu e la tua vernice rosa che inizia a creparsi.

Quando lo diventi, consapevole, consapevole non illuminata intendo, allora accade. Ti leghi ma non troppo, vivi ma non troppo, ami ma non troppo, ti dai ma non troppo, perché nel troppo c’è la paura della disillusione. Questo perché arriva un momento nella vita, nella vita adulta, che non riesci più a distinguere le illusioni dai sogni.

Convengo con voi, è un post deprimente andante, ma ho finito la pittura rosa, devo aspettare la prossima fornitura dalla vita parallela.

MUMMIE


E’ la capacità di credere nei propri progetti, nelle proprie idee, nei propri ideali, nel proprio “sentire” che fa sì, che questi, si nutrano e si dischiudano in questo mondo.

Non credete a chi vi dice “Tanto poi… è inutile“. Non ascoltate chi vi sottolinea che “Si è sempre fatto così“. Non date retta a chi sommessamente vi sussurra “Vedrai vedrai“. Quelle parole, quelle induzioni, sono acido corrosivo delle vostre potenzialità.

Lottate per quello che credete, per quello che amate e per quello che sentite. Fatelo con gentilezza, determinazione e rispetto, ma lottate per voi. Siamo impastati di quelle “cose” nel dna, se le lasciamo rinsecchire, noi diverremo aridi. Mummie. Voraci. Di sogni altrui.
mummy-by-totmoartsstudio

E qui chiedo scusa pubblicamente a Progenie. Scusa per tutte quelle volte che io, in qualche modo le ho dette a te. Avevi ragione tu. Si è sconfitti nel momento stesso in cui non si prova e si rinuncia.

L’ho sempre detto e lo ripeto ancora per l’ennesima volta: “Spero di averti insegnato quanto tu hai insegnato a me“.

WINTER SEA


Sarà che stamattina il cielo era di quel grigio a metà tra la percezione del disastro e il colore di una coperta di lana d’un tempo, sarà che mentre guidavo, in sottofondo, alla radio passava la voce della Bertè che cantava “il mare d’inverno”.

Sarà per questo che mi arriva un ricordo antico di me.
Dicembre. I miei stivali a pochi centimetri dal mare. Chiazze di neve intorno. La sabbia bagnata. Un cielo plumbeo mentre scruto un orizzonte grigio. Sogno un rosa futuro che non è mai arrivato.

Winter Sea

Il tempo ti fugge a una velocità a cui non riesci star dietro, questa lotta persa per contenerlo. Cerchi di usare al meglio quello che ti rimane. Lo spreco dei secondi ti rende insofferente, se obbligata a viverlo fa di te un grumo a ph uno.

Credevi che avresti cambiato il mondo e sei arrivata a pensare meno male che il mondo non mi ha cambiato. La verità è che qualcosa, però, ha cambiato. Ampi pezzi di Utopia, ti son stati strappati e non fan più parte di te. I grandi ideali, i sogni di giustizia per gli uomini si son piegati, inginocchiati al dio Procrastino. Eppure hai creduto così tanto.

Sapete vorrei tornare ad accarezzare unicorni, abbracciandoli e appoggiando il viso sul loro collo. Chissà quando ho cominciato a perdere ampie parti di me?

Dio che spettacolo che ero dentro allora.

FUGGO RIMANENDO IMMOBILE


Qualche sera fa a casa mia io, tre amici, cinque gatti e una cagnolina abbiamo rivisionato un film di Salvatores, ovvero “Marrakech Express”. Guardandolo mi son resa conto che dei suoi film, quelli che mi piacciono in particolare sono tre.  Gli esperti di cinema la chiamano “trilogia della fuga”.  Di questa trilogia fanno parte il film sopra citato oltre a “Turnè” e “Mediterraneo”. Quest’ultimo è quello che io amo di più.

Mi son domandata come mai li percepisco così tanto e perchè mi lascino quel sapore sotto pelle fatto di dolcezza e nel contempo amaro. La mia risposta è stata che in quei tre film Salvatores riesce, come fosse un pittore, a dare pennellate di umana verità ai personaggi senza togliere la poesia di cui siamo fatti.  In questi tempi di umana menzogneria,  per persone come me, queste pennellate, son brevi boccate di speranza.
Dipinti in cui forse si, forse chissà, forse è vero, siamo pieni di difetti, siamo egoisti e ottusi ma lo stesso aspiriamo all’opposto della nostra parte oscura, solo che non sempre riusciamo a raggiungerla.
Di questo son permeati questi tre film. Meditteraneo inoltre mi abbaglia, mi confonde, mi ammalia con i suoi colori e silenzi. Anche io come Lorusso vorrei ritirarmi sull’isola con i cinque gatti e la cagnolina, ricongiungermi con me stessa e con chi  “sente l’isola”.

Ma come un personaggio del film abbondo di difetti, son pigra, ho ideali infranti e son piena di vorrei ma non posso. Invece di attivarmi per avere quella vita che sogno, sia essa spirituale o fisica, ne scrivo qui davanti a un monitor lamentandomene e non facendo nulla.
Si sono proprio una figlia del mio tempo. Fuggo rimanendo immobile.