KOKONO


E quel nodo in gola racchiude.
Ciò che poteva e non è stato.
Serri le labbra a contenere un dolore.

La malinconia è un bozzolo di seta, nascono parole come farfalle, alla schiusa prendono il volo. L’apertura delle labbra da loro libertà, si espandono nel mondo. Le dita le appoggiano sulla tastiera, le vedi librarsi, andarsene e avere vita propria.

A te rimane quel buco, quel vuoto, che richiama a se prepotente amore.
Spirit Butterfly by Athena Erocith

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MIRROR


Assaggiami, sono qui, lentamente, chiudi gli occhi, affonda le labbra nella pelle.

La tua lingua, cercami, paventa la spina, pungerà, se non la trovi, ti troverà lei.

Accarezzami, placido, sono manto di gatto sotto la tua mano, artigli sotto il pelo.

Distorci il tempo, ritrovami nei lineamenti, le tue dita conoscono a memoria.

Di Alice conosci lo specchio ma non lei, e questo ti farà perdere in te stesso.
Photo by Anja Bührer

DENTIFRICIO ALLA MENTA


Morfeo bacia morbido
labbra dischiudono
lingua di menta
cicatrice che pulsa
Photo by Ivan Tsupka

ALICANTE


Inciampi in una poesia di Prévert, alla fine del tuo respiro sei nell’ottobre del 2007. Ritorni in quella città che Prévert cita per un amore e tu ricordi in un flashback di emozioni e immagini.

ALICANTE
Un’arancia sulla tavola
Il tuo vestito sul tappeto
E nel mio letto tu
Dolce presente del presente
Freschezza della notte
Calore della mia vita.

Le tue emozioni non sono legate a un amore, ma a te.
A quel viaggio fatto di notte, al sonno mancato, a quella mattina d’ottobre con il sole e un caldo estivo, al vento che attraversa la finestra e fa muovere le tende come ballerine seducenti.

Il mate offerto e passato tra parole in spagnolo e inglese, parole che ascoltavi silente non parlando nessuna delle due.

L’attesa della sera per la danza, il colore della città e il suo mare, sapore di sale sulle labbra, mangiar boccaditos e chiacchierare con sconosciuti.
Intuirlo, si intuirlo, quello sarebbe stato un attimo di vita, una bomba ad orologeria, prima o poi sarebbe scoppiato nel futuro.

E sei lì, nel caldo, nei pensieri di allora, a quella voglia di conoscere il mondo attraverso il sapore sulle labbra, energia impastata di fare, conoscere, amare e condividere.

Ti ricordi di te, di come eri. E quella sensazione ancora sulla pelle, del tepore che scalda e del vento che accarezza, mentre rumori di stoviglie fuori della finestra fanno da sottofondo.

Chissà quando ti sei persa.

STRATI


E poi ci son notti così, in cui dormi e sei sveglia nello stesso istante, ti domandi il senso e non trovi risposta.

Son notti che ti portano a giornate un pò così. Fatte di pensieri e battiti di cuore, scandite da respiri e parole deglutite. Labbra che rimangono serrate mentre occhi osservano il mondo che scorre.

Mastichi chewing gum e tra i denti ti rimane intrappolata la domanda. Rimane lì, inevasa, mentre cerchi senza trovarla, tra gli strati che la vita ti ha appoggiato sulla pelle.